Sarebbe bello viaggiare in treno se funzionasse e costasse poco
Corriere della Sera dedica l’approfondimento di oggi ai disagi delle ferrovie venete, proseguendo una “linea” iniziata ieri con il racconto delle disavventure dei pendolari lombardi. Il tema è di stretta attualità, specie per chi preferisce il caro vecchio sistema ferroviario per recarsi al lavoro (o a scuola, o dove preferisce) a posto dell’automobile.
Il pendolare lo preferisce, in cuor suo, perché sa che – tecnicamente – punta ad un trasporto ecosostenibile, sostanzialmente economico sulle rotte a media percorrenza e che non richiede l’intervento proprio (può cioè godersi il viaggio senza preoccuparsi né di guidare e né di doversi fermare al primo autogrill o alla prima deviazione boschiva per fare un urgente “bisognino”). Ma sono tutte speranze disattese, puntualmente, dalla pessima gestione economica ed amministrativa delle Ferrovie dello Stato.
Facciamo alcuni esempi: il costo/km della nuovissima Alta Velocità, il servizio che entro la fine del 2009 collegherà Milano e Roma in 3 ore (contro le attuali 3′30h, dovute ai lavori di completamento della tratta appenninica Firenze-Bologna), è di circa 21 mln €, contro una media di 4-5 mln per le ferrovie transalpine e iberiche. Nulla da dire sul TGV, modello di eccellenza ferroviaria (hanno spedito un treno a 574 km/h) mentre una polemica mi duole farla sulle ferrovie regionali spagnole, che da quanto ho notato usano vecchi treni con alimentazione diesel e carrozze di seconda classe piuttosto “scrause”. I nostri ETR-500, recentemente rinominati in Frecciarossa, sono treni esteticamente perfetti, grande lusso, grandi carrozze luminose, con servizi degni della migliore tra le compagnie aeree.
Ma la realtà, o meglio le realtà?
- Costi improponibili sulle linee A/V-A/C: come si può chiedere ad una famiglia di anche 3 persone di viaggiare in Alta Velocità-Alta Capacità quando il costo del biglietto supera abbondantemente i 100 €? Moltiplicatelo per 3, moltiplicate nuovamente per i biglietti del ritorno, ed ecco che spunta fuori, neanche per magia, una somma che corrisponde alla metà (se non di più) dello stipendio di un operaio. Voi potrete ribattere che è una linea per clienti business, ma perchè una famiglia della “middle-class” deve accontentarsi di viaggiare in treni pessimi quando può accedere ad un servizio che, con una opportuna strategia economica, sarebbe certamente molto più accessibile?
- Linee regionali scandalose: le linee regionali, quelle maggiormente frequentate, sono anche le più maltrattate. La campagna d’informazione sulla messa in opera dei nuovi TAF, Treni ad Alta Frequentazione, avrà sicuramente imbambolato qualche ingenuo passeggero convinto, da un giorno all’altro, di poter finalmente viaggiare in condizioni decenti. E invece, la mattina successiva, si è ritrovato come i deportati o come le bestie nei carri merci: stretto, accaldato, senza aria condizionata, senza servizi igienici, con i finestrini luridi e sigillati, i sedili invasi dalle zecche e da biancheria intima e quant’altro. Perché tutto questo? Visibilità! Non c’è nulla di meglio che investire in un progetto come la TAV per sembrare una nazione avanzata nei trasporti su ferrovia quando in realtà le linee frequentate dal 90% della popolazione sono a livelli simili all’India (guardatevi uno dei tanti film indiani come The Millionaire e capirete…).
Il j’accuse è sostanzialmente terminato, ed è un j’accuse su cui non potrete non trovarvi d’accordo. Quello che vorrei che voi lettori facciate è proporre delle soluzioni al problema. Io, personalmente, consiglierei di ridurre i prezzi dell’alta velocità, intensificare i controlli sui furbi che viaggiano senza biglietto e, a questi, comminare sanzioni pecuniarie di una certa rilevanza. Inoltre, rimodulare le spese sulle linee “business” dimodoché, qualora sia possibile economizzare, lo si faccia, evitando così di caricare eccessivamente i prezzi dei biglietti per rientrare nella spesa il prima possibile.
Soluzione ancora più utile, invece, è quella di accelerare il processo di liberalizzazione del settore ferroviario affinché nuove compagnie, come la Nuovo Trasporto Viaggiatori di Luca Cordero di Montezemolo possano offrire maggiore concorrenza, più scelta e dunque producano una mole di offerte maggiori. L’entrata in servizio dei treni NTV è prevista per il 2011: perché non anticipare al 2010? Tutto questo per aiutare i passeggeri a scegliere le soluzioni migliori, e soprattutto a risparmiare, cosa che in tempi di crisi male non fa.
Mobilitazione studentesca contro la Gelmini, in vista degli scioperi del 17 e del 30
La mobilitazione popolare contro la riforma sfascista della Gelmini è iniziata. Da oggi, e per altre 3 settimane almeno, scioperi regionali e nazionali a raffica, degli studenti, degli insegnanti, del personale A.T.A. e di chiunque aborra questa riforma, metteranno a dura prova la resistenza della 35enne ministra-avvocato, nonché la prosecuzione della discussione parlamentare, che si è spostata al Senato dopo una rapida e veloce questione di fiducia alla Camera dei Deputati. Nel dettaglio che segue, analizziamo tutte le “sommosse popolari” di quello che si annuncia come l’ottobre più caldo per l’istruzione di tutti i governi Berlusconi:
- Oggi, Venerdì 10 ottobre 2008: l’Unione degli Studenti marcia su Roma, con una manifestazione SConcertante. Ovvero, con tutti gli strumenti musicali dei manifestanti che, in questo modo, le suoneranno alla Gelmini. Chiassosi, rumorosi, incazzati da morire, gli studenti italiani protestano per una riforma che darà il via al peggiore disastro da quando è nata la Repubblica Italiana
- Venerdì 17 ottobre 2008: le varie sigle sindacali si ritrovano nella Capitale, per marciare e manifestare il loro sdegno nei confronti dell’incapacità ministeriale che sta affossando sempre di più la scuola pubblica, per favorire il guadagno di quella privata
- Giovedì 30 ottobre 2008: GRANDISSIMA manifestazione nazionale di tutte le sigle sindacali, per quello che si preannuncia come uno sciopero dalla partecipazione straordinaria, una mobilitazione senza precedenti, affinché si faccia marcia indietro e si ridiscutano, con i diretti interessati, i bisogni del comparto istruzione
Il dibattito intrapreso ieri in classe con la nostra insegnante di italiano, la lettura del comunicato dell’UDS e le varie, impressionanti cifre, hanno aperto gli occhi al vostro blogger, che vi cita alcune di quelle cifre per vostra curiosità:
- 750 milioni di euro di finanziamenti alle scuole private, che andranno a beneficiare dei soldi in più, contrariamente alla scuola pubblica, alla quale verranno sottratti
- 3 miliardi di euro, una cifra impressionante che mancherà, costringendo tutti i licei, gli istituti professionali etc.etc. ad aumentare spaventosamente il contributo annuale richiesto alle famiglie, per contrastare l’assenza di denaro dalle casse dello Stato (il liceo J. Joyce di Ariccia, tra l’altro, ha già operato un piccolo ritocco da 77,47 € a 80,00 € per il prossimo A.S. 2009/2010)
- 78.000 insegnanti che perderanno il posto di lavoro, grazie all’introduzione del maestro unico, nonché allo sforbiciamento delle ore di lezione nella scuola secondaria di II grado
- quasi 40.000 persone, facenti parte del comparto A.T.A. anch’esse spedite a casa senza pietà, per risparmiare
I tagli alla scuola, indiscriminati, da parte di tutti i Governi della storia della Repubblica, ci hanno portato al XXXVIII posto nella “graduatoria” dell’OCSE, l’organizzazione dei paesi sviluppati, dietro a stati come Cile e Messico, che sicuramente non sono nel G8 o chissà cosa. Il numero di laureati italiani è scarsissimo, la percentuale di abbandono scolastico tocca punte del 40% negli istituti tecnici e professionali, la spesa scolastica sul PIL è dello 0,4%, (superati da Islanda, Canada, Messico e Portogallo), le strumentazioni tecnologiche sono inferiori alle media OCSE (77 computer per scuola contro una media di 115), l’accesso a internet è risicato, e, per trovare un altro pelo nell’uovo, il 90% almeno (mia personale statistica che sicuramente troverà riscontro positivo) dei computer usati nelle scuole monta sistema operativo Windows, con un enorme ricarico di spesa per le sole licenze sui bilanci degli istituti, quando si potrebbero benissimo montare sistemi operativi liberi come Ubuntu, senza spendere un centesimo, e offrendo agli studenti soluzioni innovative, moderne e FREE invece che abituarli al consumismo e all’imperialismo tecnologico dell’azienda di Bill Gates.
Non preoccupatevi, non sto diventando improvvisamente comunista, e non ho alcuna intenzione di divenirlo. Ho ancora le mie idee, e non mi vedrete mai votare né per Veltroni, né per Di Pietro, né per nessuno di questi esponenti dello schieramento avverso al mio. Però, quando c’è in gioco il futuro di noi studenti, dei vostri figli, dei vostri nipoti, e di tutta la scuola italiana, non c’è partito politico che tenga, non c’è Gelmini da convincere, non ci sono tailleur da seguire.
Per questo, amiche e amici lettori, vi invito, voi tutti che tenete alla scuola italiana, a protestare, fare sentire la vostra voce, in piazza, sui blog, sui giornali, sui giornalini della scuola, dove volete, a protestare contro la riforma e contro la Gelmini, ma non cantando slogan grotteschi come Gelmini pu***** o esibendo la vostra ugola d’oro in perfette esecuzioni di Bella Ciao, Bandiera Rossa e chissà quale altra canzone partigiana, perché non è una protesta destra-sinistra, è una protesta contro una determinata decisione, e chiunque l’abbia presa, che sia PdCI, PdL, UDC o PD, va condannata per i modi e per i contenuti, senza politicismi inutili e deleteri.
Quando i commercianti commerciano fumo ed ipocrisia
Carissimi lettori, innanzitutto vogliate scusarmi per la lunga assenza, che spero di colmare nelle settimane che verranno. Sfruttando alcuni episodi che mi vedono protagonista in prima persona, oggi farò una sorta di post-denuncia nei confronti di una categoria di “commercianti”, se così possiamo definirli: vi parlerò infatti del settore della riparazione e assistenza di prodotti tecnologici, e in particolare dei computer.
Caso vuole che il 29 maggio scorso, il mio laptop, che a quasi un anno dall’acquisto, non aveva mai dato problemi, comportandosi egregiamente (salvo la durata della batteria, indecente), ha ceduto nella sua parte più critica: il touchpad, ovverosia quella specie di tappetino che funge da mouse e i suoi due tasti per cliccare. A rompersi, apparentemente senza motivo, il tasto sinistro, che solitamente si usa per cliccare, selezionare, trascinare e via dicendo.
Rivelatasi ogni soluzione casareccia assolutamente inutile, l’estrema soluzione: portarlo presso il più vicino centro autorizzato dall’Acer, che, guarda caso, si trova proprio a Rocca di Papa. Il laptop era ancora in garanzia, così gli ho consegnato lo scontrino dicendogli di tenerlo al fine di verificare lo stato della garanzia, ma, idiotamente, non l’ha voluto, dicendomi che non sarebbe servito.
Dopo una settimana, senza notizie, alla mia telefonata mi sento rispondere: Ci vuole lo scontrino per verificare la garanzia. Ma scusa eh, quello che non l’hai voluto sei tu, io ce l’avevo appresso. E questa è la prima di una serie di peripezie.
Peripezia number two: il caso vuole (lo so, il caso certe volte ha pretese da prima donna) che l’unico centro addetto alla riparazione dei prodotti Acer non sia nella bellissima Roma, capitale e centro del paese, ma nell’altrettanto bella Milano, anzi, più precisamente a Lainate. Così, come da procedura, il proprietario del negozio di RdP invia, tramite corriere della TNT, il pc a Lainate, nel quale penso sia stato riparato già da un pezzo.
Durante il periodo di attesa, nel quale io, ingenuamente, mi ero totalmente affidato alla buon’anima del negozio, questi mi propina un cartello, sulla porta dell’esercizio commerciale: Rimarremo in ferie fino al giorno 22. Ma cazzo, e ripeto, cazzo, io sono nelle tue mani, mi aspetto una risposta nel ragionevole periodo di gg. 15, e tu nel ragionevole periodo di gg. 15 vai in ferie? Sì, sì, legittimo, ma almeno avvisami! No, non mi è concesso questo diritto.
Peripezia number three: lunedì, conclusosi il periodo di ferie, chiamo di buon’ora il negozio. Scusi, ho portato il mio pc circa 25 giorni fa, non è che per caso sapete se devo avallare una richiesta in carta bollata a Sua Santità Papa Benedetto XVI per riaverlo oppure me lo ridate in un tempo ragionevole? Come da solito uso del commerciante, la risposta è più frammentata di una frase fatta da un balbuziente: Ehm, ma, sa, non so cosa dirle, evidentemente, c’è un ritardo, non lo so, non so cosa dirle, ah! Sì, guardi, arriverà a metà settimana, ci richiami a metà settimana! Trionfo!! Che bello, finalmente il mio figliolo torna a casa, dunque, per saperne di più, chiamo mercoledì mattina: Senta, mi avevate detto che il pc arrivava in settimana, è arrivato? Ehm, ma sa, non lo sappiamo, NO. Cazzo(3): non doveva arrivare in settimana?
Gli lascio un giorno di tregua, e chiamo venerdì: Sono sempre io, Meconi, il mio pc? Non lo so, arrivederci. Senti, cocca, il 16 giugno 2007 io ci ho speso 550 € in quel giocattolo, aspettandomi che QUALSIASI PROBLEMA, essendo sotto garanzia, sarebbe stato risolto con velocità, tempestività e serietà. Ma dove? Ma quando? L’ho scoperto solo ora che siamo in Italia (citando la nuova canzone di Fabri Fibra e Gianna Nannini).
Oggi è sabato, e, naturalmente, i signorotti del negozio sono chiusi. Ora, cari lettori, dovete dirmi: se io lunedì pomeriggio, tuttalpiù martedì mattina, non ricevendo il mio computer, mi incazzassi al punto tale da fare Messico (non so se conoscete l’espressione, comunque Messico = casino esagerato, tipo Strage di Erba), che torto avrei? Perché dovrei essere condannato? Non ho forse diritto a riavere il mio computer? Da un mese sto indebitamente usando quello di mia madre, un laptop anch’esso, con l’unico difetto di avere una RAM da 512 e Windows Vista, dunque, vi lascio immaginare quanto possa essere veloce. Io, che da quasi un anno sono ubuntu-only, che uso amarok, ora mi ritrovo a poter tenere aperto solo Mozilla, e anch’esso con una lentezza che non potete immaginare.
Perché un cittadino, anzi, un cliente, nell’esercizio dei suoi diritti, deve essere trattato in questo modo vergognoso? Non ho diritto ad avere ciò che mi appartiene? Sono forse uno stronzo, io? Evidentemente per qualcuno sì, per qualcuno sì…
¡Mi vida fantastica, el dia siguiente!
La mia esperienza con blogger è durata decisamente poco, e ho tutte le ragioni del mondo per aver detto basta! La prima, ma forse l’unica e comunque la più importante, è che blogger non mi piaceva, era troppo semplice e poco personale, e così, dato che worpress non è per niente male, mi sono convertito. Ora, qualora non mi risultasse troppo difficile, cercherò di importare i vecchi post, oppure cancellerò direttamente l’altro blog, che forse è meglio, e ricomincerò qui la mia nuova blog-life!
Per ora, vi saluto
Hubdub
Stamattina al tg5 si parlava dei soliti bookmakers inglesi che propongono scommesse su qualsiasi cosa, nel caso particolare sul destino del Governo Prodi II, caduto da circa una settimana, con le consultazioni in corso. Ebbene, mentre cercavo fonti sulla notizia in google news, ho trovato un articolo di Punto Informatico su un sito americano, Hubdub, che propone scommesse, non solo sportive, ma politiche e di qualsivoglia genere. Il sito, totalmente gratuito, offre, al momento della registrazione, 1000 hub-dollars, moneta virtuale non spendibile altrove e gratuita, che serve per partecipare alle scommesse. Dato sì che l’idea mi incuriosiva, mi sono registrato. Il bello è che non solo si può partecipare alle scommesse, ma se ne possono avviare di proprie, come ho fatto sempre questa mattina, proprio sulle consultazioni, con la question Will the Italian President Giorgio Napolitano announce anticipated elections?
Un’idea molto interessante, divertente, soprattutto perché ogni giorno di presenza ti regalano altri 20 hub$ da “spendere”, anzi, meglio, da “scommettere”.
You..lent
YouTube diventa (diciamo pure che diventa per l’ennesima volta) YouLent… visualizzare un video, tra ieri e oggi, è diventata una impresa da connessione a 20 mega, ma dato che la Telecom non ha neanche effettuato il passaggio a 7, lasciandomi a 2, la cosa si complica ulteriormente… così, dalla ricerca di un video alla visione di una parodia di una bella canzone di Mina, la cosa è un poquito dificil! Mah… speriamo che risolvano presto.
Aggiornamento culturale: consiglio vivamente a chi potrà, se lo rappresenteranno, di vedere lo spettacolo teatrale Li Romani in Russia, magistralmente interpretato dai ben noti Nicola Pistoio (il Cornuto de Il mio miglior nemico, con Verdone), Paolo Triestino (un certo Spartaco, forse de I Cesaroni, non che io veda quella serie) e la mitica Paola Minaccioni, la telefonista porno-sexy-comica del duo Paprika e Curry apparso nella Gialappa’s; è uno spaccato, in dialetto romanesco ma comprensibilissimo, sulla spedizione di 220mila giovani in Russia nel 1941, in pieno secondo conflitto mondiale, che narra come 200mila di questi giovani eroi nazionali perirono sotto il gelo o sotto i carri e il fuoco russo. Vale la pena di fare un tuffo nel passato, per pensare come sia bella la pace, e come dobbiamo fare di tutto per mantenerla, ed evitare gli orrori della guerra, che tanto male arrecarono all’Italia, e al mondo intero.
E buona serata
Wikilife
Molti lettori conosceranno certo Wikipedia, l’enciclopedia libera che, nella versione inglese, ha ampiamente superato i due milioni di articoli e in quella italiana si avvicina velocemente ai 400 mila, che rispetto alla sorella in english sono molti di meno, ma comunque tanti.
Ma quanti di voi conoscono wikinotizie? Wikinotizie è un progetto collegato a wikipedia, un cosiddetto progetto minore, nel quale ognuno, rispettando le linee guida, può inserire notizie da egli stesso scritte, sfruttando come fonti le agenzie di stampa, italiane o internazionali.
Io lo faccio da oltre un anno, e proprio oggi ho avuto il piacere di festeggiare il mio 300° articolo, una traduzione da un articolo pubblicato sulla versione inglese di wikinotizie. Come su wikipedia, wikinotizie mi da soddisfazione, mi coinvolge nello straordinario mondo della conoscenza libera, vasta, non subordinata a pagamenti, ma assolutamente gratuita e liberamente accessibile.
Perché non provare?




