Risparmio Governo: come ti riformo i Ministeri
Eccoci di nuovo, lettori: questa volta, per riprendere le pubblicazioni, voglio parlare dei Ministeri. Sapete, quei bei personaggi tutti in tiro quando si va a giurare sul Quirinale? Quelli che odiate perché sono troppi e ci fanno spendere miliardi? Proprio loro.
Il recente Governo Prodi II ci ha mostrato gli inciuci più inciuciosi della politica: 25 ministeri, quintalate di vice-ministri e sottosegretari per uno dei governi più grossi della storia. Tale da far impallidire uno dei tanti governi di Giulio Andreotti. Forse qualcuno si sarà chiesto perché si creano tutti questi ministeri, ma la risposta è semplice: più le coalizioni e gli alleati sono grandi, più per tenere tutti a bada bisogna dare ministeri su ministeri, “concessioni” politiche che evitano la scissione, specie in una coalizione come quella di Prodi costituita da un’accozzaglia indicibile di partitini.
E fu così che, per quei due anni di intervallo tra i “regni” del Cavaliere, l’Italia ebbe ad essere governata da una squadra enorme, con dicasteri astrusi: Attuazione del Programma di Governo, Politiche per la Famiglia, Solidarietà Sociale (esiste il Welfare, per quello…), Politiche Comunitarie (per tenere buoni i Radicali fu dato alla Bonino). Il caso più incredibile? Esistevano DUE, e dico DUE, ministeri delle riforme! Le Riforme Istituzionali, di Vannino Chiti e le Riforme per la Pubblica Amministrazione di Luigi Nicolais.
Se ne parlò a lungo, di questo enorme governo, e l’effetto politico fu ben usato dal nuovo premier, il sempreverde Silvio Berlusconi, per creare una squadra snella, come si suol dire. Ventuno ministri, nessun vice-ministro e qualche dozzina di sottosegretari. Sessanta persone in tutto, contro le quasi centotrenta di Romano. Non male? Staremo a vedere.
L’attuale governo è composto da 22 ministeri (erano ventuno, poi le pressioni di Michela Vittoria Brambilla hanno fatto nascere il Ministero del Turismo), che elenchiamo qui di seguito:
- Interno (Maroni)
- Esteri (Frattini)
- Lavoro, salute e politiche sociali (Sacconi)
- Economia e finanze (Tremonti)
- Giustizia (Alfano)
- Sviluppo Economico (Scajola)
- Difesa (La Russa)
- Infrastrutture (Matteoli)
- MIUR (Gelmini)
- Agricoltura, foreste e alimenti (Zaia)
- Ambiente, territorio e mare (Prestigiacomo)
- Attività Culturali (Bondi)
- Turismo (Brambilla)
- Gioventù (Meloni)
- Pari opportunità (Carfagna)
- Politiche europee (Ronchi)
- Attuazione programma di Governo (Rotondi)
- Rapporti con il Parlamento (Vito)
- Riforme federaliste (Bossi)
- Semplificazione normativa (Calderoli)
- Rapporti con le Regioni (Fitto)
- Pubblica amministrazione (Brunetta)
(Nota bene: dal .13 in poi sono Ministeri senza Portafoglio, ovvero con ridotte capacità politiche, e che non hanno – a quanto mi ricordo – potere decisionale sulle scelte economiche del Governo)
Ebbene, eccoli qui. 17 uomini e 5 donne, 9 ministeri senza portafoglio distribuiti con i nomi più assurdi e i compiti più inutili e disparati, tutto per compiacere gli alleati e assestare la definitiva penetrazione del deretano ai poveri italiani che non sanno neanche come e quando si debba protestare. Tralasciando l’idea rivoluzionaria, quello che un futuro (non Berlusconiano) governo serio dovrebbe fare, è una completa rivoluzione dell’organigramma ministeriale, ovvero accorpare ministeri con compiti simili (o almeno in un raggio di azione complementare) e utilizzarli come Dipartimenti di Stato, seguendo l’esempio statunitense.
Personalmente, io li riformerei così, seguendo lo schema dei ministeri attuali:
- Dipartimento di Stato per gli Affari Esteri
- Dipartimento di Stato per gli Affari Nazionali e Regionali (che comprenderebbe Regioni, Rapporti con il Parlamento, Pari Opportunità, Riforme, Gioventù, Riforme, Semplificazione Normativa, Infrastrutture, Politiche Europee)
- Dipartimento di Stato per gli Affari Economici (Economia, Welfare, Sviluppo Economico)
- Dipartimento di Stato per le Politiche Ambientali (Ambiente, Agricoltura)
- Dipartimento di Stato per le Politiche Culturali (Cultura, Turismo, Istruzione, Università e Ricerca)
- Dipartimento di Stato per la Sicurezza (Interno, Difesa e Giustizia)
- Dipartimento di Stato per le Emergenze (opzionale, come i Ministeri per le Emergenze dei paesi esteri, che coordinano situazioni di pericolo come terremoti, incendi, e roba simile. Tutto quello che fa Bertolaso, insomma)
Si tratterebbe, in sostanza, di sette dipartimenti ognuno guidato da un Segretario di Stato con un vice-segretario (o vice-ministro che dir si voglia) per ogni ambito descritto tra parentesi. Quindi, 7 segretari + 22 vice-segretari per un totale di 29 persone (tenendo presente che alcuni ministeri, come quello delle Riforme per il Federalismo di Bossi, non serve a nulla), più un vice-primo ministro e un primo ministro. O ancora meglio, nell’ambito di una totale riforma del sistema politico, un presidente (guardando al sistema americano e non al complicatissimo sistema francese, ben descritto in un saggio di Umberto Coldagelli che ho letto alcune settimane addietro) con funzioni anche di primo-ministro e un vice-presidente (tipo Joe Biden) pronto anche a diventare presidente per qualsiasi evenienza (dimissioni o impedimento del presidente).
Che ne pensate? Esprimete la vostra idea nei commenti e votate il sondaggio qui sotto. E buona estate!
Avvelenamento da calcio (quello giocato, non quello del latte)
Avvelenamento da calcio. In sintesi, potremmo definire così la sindrome, in periodo di Giochi Olimpici, che colpisce tutti coloro, atleti o meno, che si accorgono degli «ingiusti privilegi» nel mondo del calcio rispetto a tutti gli altri sport. Di nuovo oggi, sulla Gazzetta dello Sport, appare un articolo che riporta le parole di Matteo Tagliariol, campione olimpico per l’Italia proprio a questi giochi. Lo spadista ha così commentato una vicenda che vi spiegherò qualche riga più in basso:
Grazie alla medaglia d’oro, io avrei potuto viaggiare in business ma sono rimasto in classe economica per stare insieme ai miei compagni”. “Loro sono stati eliminati e a noi serve una medaglia d’oro per viaggiare in business. Ma si sa la differenza che c’è in Italia fra il calcio e gli altri sport. Noi ci siamo abituati, però non è giusto. (Tagliariol, stoccata al calcio “Esistono privilegi ingiusti”, Gazzetta dello Sport, 19 agosto 2008 )
In pratica, la vicenda ha origine alcuni giorni fa, quando sia Valentina Vezzali e le sue compagne di squadra, fresche di medaglia, sia la Nazionale di Calcio Under-21, fresca di eliminazione ai quarti di finale da parte del Belgio, hanno utilizzato lo stesso volo Air-China per fare rientro nel Bel Paese. Giovinco & Co., fattisi umiliare da una squadra certamente molto meno brava di loro, dopo un girone di qualificazione con 2 successi e 1 pareggio (0-0 con il Camerun), in una partita che definire orrida è un complimento, hanno beneficiato della business class, mentre Vezzali & Co. le hanno rifilate in economy, spazi stretti e sedili di terza qualità (la scena ricorda vagamente il film indiano Matrimoni e Pregiudizi). Di qui, è partito lo strascico di polemiche tra i privilegi concessi al calcio e quelli non concessi agli altri sport.
Beh, voi mi direte, la storia è vecchia, se ne discute sempre e intorno al calcio gira un volume di denaro che è troppo importante per poter permettere questo tipo di polemiche. Ma questa è una infamia, è un trattamento fascista. Tutti gli sport sono uguali, anzi, non tutti gli sport sono uguali, perché il calcio forgia caratteri violenti, che pensano solamente alla competizione e alla vittoria, ma non alla partecipazione, mentre gli altri sport insegnano la lealtà, il rispetto dell’avversario e delle regole, una convivenza civile e serena. Avete mai visto una rissa a Wimbledon? Per caso è mai stato ucciso un tifoso durante un match di rugby?
L’Italia è un paese vecchi stampo, dove il pluralismo sportivo è un concetto avulso, insensato, da molti considerato folle. Da talmente tante persone che basta leggere il 95% dei commenti all’articolo che vi ho linkato precedentemente.
Anche Tagliariol si perde in un commento sciocco sul calcio… Bravo, hai vinto la medaglia ma adessa stai un pò zitto per 4 anni… Meno male che manca poco alla fine delle Olimpiadi, poi riparte l’industria calcio per dare soldi anche agli schermidori…
ci si dimentika ke la nazionale di calcio è CAMPIONE DEL MONDO IN CARICA… non so se mi spiego; inoltre le emozioni ke ho provato dopo l finale vinta contro la francia o dopo la finale di manchester o atene vinte dal milan non me le ha sapute regalare nessun olimpionico. Infine,oltre ke vedermi d’accordo con polleggiato, aggiungerei ke mi pare ke i calciatori siano di 1 spanna superiore anke mentalmente visto ke nn rispondono a queste continue stokkate….avete tutto il io supporto xk lo so quanti sacrifici vanno fatti x diventare 1 calciatore professionista al contrario di tutti quelli ke vi osteggiano e dicono ke nn ne dovete fare
Sinceramente, oltre al linguaggio italo-omicida, sono esterrefatto e mi vergogno (questo termine torna spesso) di condividere la nazionalità con simili individui che ritengono il calcio l’unico “pseudo” sport degno di essere giocato; fosse per questi ragazzini anche le Olimpiadi andrebbero abolite. Ok, aspettate, anche io guardo il calcio, sono un tifoso sfegatato del Milan e sono felice se la mia squadra porta a casa scudetti, supercoppe, Champions League e compagnia bella, ma nello sport esiste altro oltre al calcio. Oltre al Milan, infatti, il sottoscritto è un tifoso ancora più sfegatato (al limite del folle) di Roger Federer, e mi piace guardare anche il basket e il golf. Ma tutto questo ha una dimostrazione: ai primi tre posti del ranking ATP ci sono uno spagnolo, uno svizzero e un serbo. Il primo italiano, Andreas Seppi, è 33esimo. Nel basket forse andiamo un po meglio, ci sono tre italiani (Bargnani, Belinelli e Gallinari) nell’NBA, ma nella madre Patria è uno sport di nicchia, relegato agli ultimi 5 minuti del Tg5 della domenica notte, nulla di più. Il golf? Neanche a parlarne, è un passatempo per Berlusconi & Co. e Tiger Woods non ha certo il passaporto italico.
Ma si sa, è tutta una questione di soldi e di conflitto di interessi. Del resto, il presidente della “mia” squadra è anche il presidente del Consiglio dei Ministri, l’altra metà di Milano è di Massimo Moratti, parente del sindaco Letizia e imprenditore nel petrolio, Abramovich pagherebbe 200 milioni di euro pur di portarsi Kakà al Chelsea e via discorrendo…peccato però, perché il tennis è molto più bello del calcio. E non solo il tennis.
«Cento giorni miracolosi»: Newsweek approva il primo trimestre del Berlusconi quater
«In his first 100 days in office, Silvio Berlusconi may have done the impossible: to a degree unprecedented in modern Italian history, he asserted control over this seemingly ungovernable nation. (Miracle in 100 days, Newsweek)»
Silvio Berlusconi ha fatto l’impossibile: «Con un livello senza precedenti nella moderna storia Italiana, ha assunto il controllo di una nazione che sembra ingovernabile». Così il Newsweek, uno dei più importanti settimanali degli Stati Uniti d’America, con una tiratura di 2.700.000 copie (Fonte:Newsweek, en.wikipedia) ha definito i «100 giorni» del Governo Berlusconi IV.
Jacopo Barigazzi, l’autore (di evidenti origini italiche) dell’articolo, prosegue nella sua analisi analizzando i provvedimenti in favore della sicurezza per i cittadini, ed in particolare il dispiegamento di 3.000 soldati nei luoghi sensibili delle principali metropoli del Bel Paese. Per facilitare la lettura ai non-anglofoni, mi servirò della traduzione del Corriere della Sera.
«Gli italiani chiedono sicurezza, economica e non solo. E Berlusconi gliela sta fornendo con il pugno di ferro in guanto di velluto, dispiegando migliaia di soldati in tutta Italia nel tentativo di usare la mano pesante contro l’immigrazione e la piccola criminalità»
Poi, la critica, peraltro giustificabile in pieno, sul malandato stato dell’economia nazionale: «Gli italiani pagano le tasse più alte d’Europa e hanno i salari più bassi; Berlusconi deve ancora trovare il modo di mantenere le sue promesse di tagliare le tasse o stimolare la crescita». In una nazione con l’inflazione al 4,1%, la crescita del PIL allo 0%, i salari bassi e i prezzi che galoppano ogni mese verso record sempre più irraggiungibili da uno stipendo normale (1.500~2.000 €/mese), è giusto domandarsi cosa stia facendo il Presidente del Consiglio dei Ministri, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, quello dello sviluppo economico Claudio Scajola per ridare nuova linfa a questo paese.
La ricetta elaborata è quella di tagliare le spese (decisione sacrosanta, ma andrebbero decurtati anche stipendi dei parlamentari e dotazioni, sconti, benefici e compagnia bella), e al contempo detassare, permettendo così un maggiore potere d’acquisto. Apparentemente l’idea non è male, ma ritengo (pur non essendo un esperto di economia, quindi per questo ci si rivolga a Tooby, molto più affidabile di me su questo campo) che tutto ciò vada accompagnato ad un aumento, graduale, delle retribuzioni, affinché gli effetti sul portafoglio siano più evidenti. Ed inoltre, una cosa fondamentale per economia e ambiente, è quella di uscire dalla schiavitù del petrolio, subito, senza sé e senza ma. Con il nucleare (in Francia il 78% del fabbisogno energetico nazionale è così prodotto), con le fonti rinnovabili, e continuando a mantenere come costante il fotovoltaico nei nuovi edifici in costruzione.
Torniamo all’analisi del giornale di New York City, che analizza anche il provvedimento tanto contestato, il lodo Alfano, che prevede l’immunità per il PdR, il PdCdM, il P. della Camera dei Deputati e quello del Senato della Repubblica; Barigazzi lo definisce «come un provvedimento che rende immuni le quattro più alte cariche dello Stato, anche lo stesso premier, e che mette fine ad un processo contro Berlusconi, che egli stesso ha definito come politico».
Infine (a dir la verità è all’inizio) l’autore riferisce come, «con il 55% dei consensi, sia il leader europeo con la maggiore popolarità, più di Sarkozy, di Gordon Brown e di Zapatero».
«Italians like him now, but what they really want is economic stability. Cleaning up trash and harassing immigrants won’t be enough.»
Sì, la «luna di miele» tra Berlusconi e l’elettorato continua, ma è vero, bisogna quotare Barigazzi, pulire la munnezza napoletana e mandare via a calci in culo (cit. Borghezio) i clandestini non serve, bisogna assicurare una stabilità economica, che ci permetta di tornare ad una crescita decorosa, che consegni alle famiglie dei bilanci migliori, che ridia credibilità e slancio all’Italia.
La NBC si beffa dell’Italia: «Berlusconi troppo anziano per andare a Pechino»
E poi vengono a dire che gli Stati Uniti d’America sono nostri amici, alleati, simpatizzanti e compagnia bella, come soleva dire mio nonno. L’indignazione, stavolta, viene dalla rete televisiva NBC, che mentre trasmetteva la cerimonia di apertura della XXIX Olimpiade, in corso in questi giorni a Pechino, nella democraticissima Cina, ha preso di mira il premier, Silvio Berlusconi.
«Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha rinunciato ad essere qui stasera insieme agli oltre 80 capi di stato», «Perché a Pechino fa caldo. Troppo caldo per lui». Berlisconi, «il più ricco magnate italiano dei media che è anche primo ministro del Paese», «a 72 anni è troppo anziano per un viaggio del genere»
Naturalmente, questi divertentissimi complimenti non sono stati riservati agli altri capi di stato, guarda caso più giovani, presenti alla Cerimonia. Non riservati a Nicolas Sarkozy, il serissimo presidente della Republique Française che ha fatto dell’Eliseo una casa d’appuntamenti e chiacchiere, non riservati certamente a George Walker Bush, il presidente degli United States of America, direttamente responsabile delle guerre in Iraq e Afghanistan, e di innumerevoli altre facezie, e non riservati, in conclusione, neanche a Vladimir Putin, primo ministro della Russia, autoproclamatosi, con l’appoggio del compagno di merenda Dmitri Medvedev, alla seconda carica del paese. Beh, certo, Berlusconi è un corrotto, invece Putin è un santo. Talmente santo che ha instaurato una politica più simile a Stalin e Lenin che a qualsiasi paese democratico.
Fosse solo per le ingiurie rivolte al premier, ci si potrebbe mettere una pietra sopra e bollarle come la classica propaganda, ma non è tutto. I serissimi Bob Costas e Matt Lauer, presentatori del programma, hanno anche preso di mira la delegazione olimpica del Bel Paese, paragonandola a micro-stati africano come Mali e Gabon, ma soprattutto offrendo una dettagliatissima e spigliata descrizione degli atleti degli altri europei (i francesi, che di serio dopo l’episodio di Zidane a Germania 2006 hanno ben poco; gli spagnoli, elogiati solo perché vincono in molte discipline, e solo per una fortuita serie di coincidenze, non certo per eccezionali meriti sportivi, si veda la finale di Wimbledon 2008).
Alessandra Farkas, sul Corriere della Sera, scrive:
Perché questo doppio binario? Perché umiliare così l’Italia? Che cosa hanno pensato milioni di italo-americani che hanno seguito la cerimonia da casa?
Rigiro la domanda a voi, amici lettori, e vi chiedo se fosse il caso per una rete televisiva così importante, che ha speso quasi 1mld di $ per la copertura delle Olimpiadi, mettere come “telecronisti” questi due esseri ignobili, che hanno violato ogni regola del giornalismo civile.









