Soffio nella tempesta

Le mie parole nel fragoroso universo di Internet

The day after..No B-Day. Che risultati?

Vignetta Giannelli del 6 dicembre del 2009

Apriamo la giornata con la vignetta odierna di Giannelli sul Corriere: amo quest'uomo.

Buongiorno a tutti, e buona domenica. Il primo post della seconda vita di questo blog è una riflessione sul numero dei partecipanti al No B-Day, la grande onda viola contro il premier Silvio Berlusconi che ieri ha “inondato” e animato la già caotica Roma.

Come al solito, le cifre sono discordanti, e le differenze tra ciò che dicono gli organizzatori e quello che riferisce la questura (organo preposto) sono quasi ridicole. Dal Corriere della Sera, cito un estratto dall’articolo sulla manifestazione:

«Siamo un milione», dicono gli organizzatori, «solo 90mila» ribatte la Questura.

Oramai la storia è questa, lo si vede da anni nel Bel Paese: ciò che per gli organizzatori è 1000, per le forze dell’ordine è 10. I giornali, per non sbagliare e accontentare un po tutti, non dicono né una né l’altra cifra (tranne la Repubblica, per ovvi motivi) e si limitano a citarle entrambi.

Ma i lettori con sale in zucca si chiederanno: tra uno e l’altro, chi ha ragione? Ve lo dico io: nessuno dei due. Gli organizzatori, per celebrare la riuscita della manifestazione (qualsiasi essa sia) gonfiano enormemente i numeri, mentre la questura (d’accordo col governo?) sottostima i numeri per non ammettere, eventualmente, che effettivamente 1.000.000 di persone aveva invaso le strade dell’Urbe. Ma…in medio stat virtus, ovvero la virtù sta nel mezzo. Quindi ieri a Roma non c’erano 1×10^6 e nemmeno 9×10^4 (amo la notazione scientifica) manifestanti.

Le foto ci dicono che la folla c’era, ma non come la famosa manifestazione contro il governo Prodi del 2-12-2006 (che si ami o no la destra, quel giorno Roma era stracolma) o l’altrettanto nota manifestazione della CGIL di non mi ricordo quando.

Diciamo che, a guardare bene le foto che troverete su qualsiasi quotidiano e/o sito, ci saranno state 200-300 mila persone, non di meno, forse qualcosa in più. Certo, smuovere un quantitativo di persone pari ad un 1/10 della popolazione di Roma e 1/200 dell’intera nazione non è roba da poco, ma non è questo gran successo.

Sintomo che, escludendo chi ha manifestato altrove (in Italia e nel Mondo, quantificabili in altre 20.000 persone circa?), a molti italiani Berlusconi sta bene. Contenti noi, contenti tutti…o quasi tutti.

6 Dicembre 2009 Pubblicato da stefomec | Cultura e società, Italia, Politics, Silvio Berlusconi | | 2 Commenti

Ma a cosa serve il No B-Day?

Il manifesto scelto per l'odierna manifestazione contro Silvio Berlusconi

Signori e signore, insegnanti e studenti, comunisti e fascisti di tutta Italia, ci siamo. Oggi è il giorno del No B-Day, la grande manifestazione di piazza che si terrà a Roma, e che come il nome fa intuire sarà tutta contro Silvio Berlusconi, il nostro odiamatissimo presidente del Consiglio dei Ministri. Dico odiamatissimo perché in Italia ci sono due facce (magari di più, ma possiamo ridurle a due): chi Berlusconi lo osanna, e chi Berlusconi lo odia. A vedere queste manifestazioni, magari seduti in un bar di Barcellona o Berlino, si potrebbe pensare che sono più i secondi rispetto ai primi. Eppure, dal lontano 1994 a oggi, il tycoon (come è scritto nella voce Silvio Berlusconi sulla Wikipedia in lingua inglese) è stato eletto per tre volte, e tutte e tre con ampio margine. Addirittura nel 2006, quando il governo finì nelle mani di Romano Prodi, Berlusconi aveva vinto le elezioni al Senato, e presumibilmente senza quel sistema elettorale scellerato si sarebbe riconfermato nel suo ruolo.

Ed è questo che, consentitemi il termine, mi fa incazzare: un uomo che per 15 anni 15 è riuscito a convincere un buon 50% dell’elettorato (più o meno, quanto sufficiente per assicurarsi una maggioranza stabile), che è stato eletto 3 volte e che ha sfiorato la rielezione dopo 5 anni di governo ed  è stato rieletto due anni dopo quasi a furor di popolo, non lo si può contestare in piazza facendo ognuno lo scaricabarili. Io oggi nella Capitale mi aspetto un bel po di persone: diciamo 30omila, diciamo anche 1 milione (sopra 1 milione mi sembra difficile), ma non mi aspetto un aspetto: la coerenza.

Perché tanto lo so benissimo, ci metto la mano sul fuoco e mi ci gioco pure la casa, che tra quelle persone che oggi vestiranno di viola per sfilare contro Berlusconi c’è gente che nel 1994, nel 2001, nel 2006 e nel 2008 l’ha votato. Gente che prima si lascia incantare dalla voce soave, dalle barzellette e dalle promesse (vane?) del ricco magnate che tutto può e tutto possiede, e dopo un Lodo e mezza Finanziaria inizia a maledire il suo nome e il giorno in cui ha messo la X sul simbolo del suo partito.

L’argomento del post, nelle mie intenzioni, era però un altro. Era una domanda, da rivolgere ai lettori: a cosa serve il No B(erlusconi)-Day? Lo sanno coloro che joinano il gruppo dedicato su Facebook? Lo sanno coloro che vi partecipano attivamente o solo col cuore e con l’anima? Non lo so, magari qualcuno sì, certo non tutti. Permettetemi un’altra affermazione piccante: il no B-Day non serve a un cazzo. Non serve criticare la persona, non serve dire che Berlusconi è un criminale (lo sappiamo tutti comunque?), non serve dire che Berlusconi non ci sta bene se poi lo votiamo in massa, non serve dire che stringe in una morsa mortale la Repubblica quando siamo noi stessi a consegnargliela. Non serve criticare la persona, questo è il succo del mio ragionamento.

L’emiciclo politico si è ridotto al mero Sì Berlusconi, No Berlusconi. Ed è questo il male dell’Italia: lo faceva Prodi, l’ha fatto Veltroni, l’ha fatto Franceschini promettendo di non farlo e lo sta facendo pure Bersani. Lo fa Antonio Di Pietro, e ci mancherebbe, se non lo facesse non sarebbe più lui. Lo fa anche Fini, che fino all’altro ieri tesseva le lodi di un tale Benito Mussolini e adesso rinnega il suo passato da post-fascista. Casini diciamo che lo fa e non lo fa, e seppure rimarrà fermo al 6,5% di voti, fa una politica leggermente più etica rispetto agli altri. Riducendosi al Sì Berlusconi No Berlusconi, la politica italiana si è immobilizzata.

Negli altri paesi (non in Iran!) ci sono le maggioranze e le opposizioni. Mariano Rajoy scannerebbe Josè Luis Zapatero, Segolene Royal (o chi per lei) prenderebbe Nicolas Sarkozy a mazzate, e John McCain (o chi per lui) apostroferebbe Barack Obama con epiteti poco simpatici, eppure le cose funzionano. Fino all’avvento della crisi gli iberici viaggiavano col vento in poppa, in Francia si protesta e si manifesta ma il governo va avanti, negli Stati Uniti qualche repubblicano ha votato a favore della riforma sanitaria obamiana.

Quindi all’estero sì, ci saranno scontri e diverbi politici, ci sarà uno scandalo ogni tanto, ma non c’è quel clima da avanspettacolo che c’è in Italia. Ora, che sia colpa di quel mafioso di Berlusca o di quel bastardo di Bersani me (e ce) ne può fregare di meno, ma io, da 18enne con un futuro davanti, vedo solo una cosa: un paese al collasso. Un paese che non dialoga, non fa le riforme di cui abbiamo bisogno, non valorizza la meritocrazia e favorisce il clientelismo e il nepotismo, ma soprattutto un paese che perde tempo ad azzuffarsi invece di pensare al bene comune.

E quindi basta, BASTA con questi No B-Day, Sì Silvio, Viva il PdL, Abbasso il PD, tiriamo il collo a Tizio, impicchiamo Sempronio, Piazza Loreto II e compagnia bella.

L’Italia è una partita di briscola: i politici hanno in mano queste carte. Belle o brutte che siano, le devono giocare, altrimenti la partita non va avanti. Giocate queste carte, azzardate, rischiate, mandatevi dei messaggi e tentate, tentate in ogni modo di fare qualcosa di buono per tutti, dai neonati ai vecchietti ricoverati nelle case di cura. Fate qualcosa perché il baratro è vicino, è vicinissimo, e la gente è stufa.

Ha ragione Bossi a dire che il nord è stufo, ma ha ragione di più chi dice che è stufa l’Italia intera. Nazioni, stati e governi non sono incrollabili, di rivoluzioni la storia ne ricorda tante. E qui ci stiamo per andare vicino, perché di fronte all’immobilismo di una intera classe politica, e non solo della maggioranza, di fronte al menefreghismo di chi sta seduto in poltrona e guadagna 15.000 euro al mese mentre un metalmeccanico che prende 800 euro e si fa il mazzo non ha neanche i soldi per mangiare, il filo si sta per spezzare.

E chissà, in fondo se il filo si spezzasse potrebbe anche essere un bene per l’Italia. E magari tornerebbe pure la monarchia, come dicevo nel post precedente, e forse le cose andrebbero meglio. Oppure peggio…chissà (x2).

5 Dicembre 2009 Pubblicato da stefomec | Antonio Di Pietro, Cultura e società, Elezioni politiche 2008, Governo Berlusconi IV, Italia, Pier Ferdinando Casini, Politics, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni | | 2 Commenti

[Provocazione] Ma non era meglio la Monarchia?

O Rey

Altro che Berlusconi, questo sì che è un uomo. Alto, distinto, elegante e simpatico.

La Monarchia, sì. Quella col re, la regina, i castelli, i regi decreti e i sudditi in festa dove vanno i reali in visita. Come in Spagna, nel Regno Unito (e in Canada, Australia, Nuova Zelanda e via discorrendo), in Olanda, Belgio, Norvegia, Svezia, Thailandia, Bhutan.

Ebbene vi invito a riflettere: dopo oltre 60 anni dal Referendum che consegnò l’Italia nelle mani del sistema repubblicano (con un margine neanche tanto ampio, del resto), quella scelta fu proprio così giusta? Questa Repubblica tanto acclamata serve effettivamente a qualcosa? Del resto un re ce l’abbiamo comunque, un re che governa in una repubblica: Silvio Berlusconi. Si comporta come un re, emana decreti e leggi che interessano solo lui, in favore del paese fa poco, vorrebbe ridurre la nazione ad una massa di paggi come faceva Luigi XIV nella Reggia di Versailles.

In Spagna Juan Carlos è ben visto, in Inghilterra si tessono le lodi di una Regina Elisabetta II sempre longeva e signorile, le nazioni scandinave hanno la monarchia e tassi di sviluppo umano altissimi, e noi annaspiamo in un mare di disoccupazione e debito pubblico. E noi? Noi abbiamo un presidente del Consiglio dei Ministri che vorrebbe accentrare il potere in una manovra assolutista da far impallidire i regni del XVI secolo.

Quindi, non era meglio la monarchia? Magari una di queste “moderne”, con un Parlamento (magari monocamerale così “magna meno gente”), un Governo democraticamente eletto e la bella famiglia reale, serena e felice. Almeno i giornali di gossip guadagnerebbero di più dovendo raccontare gli intrighi della casa reale, la regina non divorzierebbe e quindi il re non rischierebbe di doverle pagare 4 milioni di € di alimenti al mese e saremmo tutti felici e contenti!

27 Novembre 2009 Pubblicato da stefomec | Cultura e società, Italia, Silvio Berlusconi, Spagna | | 2 Commenti

E ora BASTA.

Basta! Sì, basta, perché la situazione è ridicola, siamo giorno dopo giorno gli zimbelli dell’Occidente, solo in Iran, Corea e Cina succede che il Governo abbia così tanto controllo sui mezzi d’informazione e non faccia nulla se non autocelebrare la sua incapacità a gestire il paese.

Non mi interessa chi dice che Berlusca sia bravo, mandi avanti il paese, ricostruisca le case agli aquilani o abbassi le tasse e tutte le stronzate che si inventano. A questo punto sono del parere che QUALSIASI governo, pure con Di Pietro primo ministro, potrebbe fare di meglio.

BERLUSCA, DIMETTITI!

29 Agosto 2009 Pubblicato da stefomec | Giustizia, Governo Berlusconi IV, Silvio Berlusconi | | Ancora nessun commento.

Gheddafi a Roma: ma chi te ce vole?

L’ignobile dittatore libico Muammar Gheddafi (frega se non l’ho scritto bene, la mia considerazione per quest’uomo è pressochè pari a zero) bloccherà per qualche giorno la fruizione di Villa Pamphili a Roma, straordinario gioiello architettonico e naturalistico, poiché le autorità italiane capeggiate dal premier Silvio Berlusconi, che più volte ha mostrato una devozione a Gheddafi quasi da posizione a 90 gradi, asseconderanno la richiesta di una “enorme tenda beduina”  - dove alloggerà il signorino – da installare proprio nella Villa.

Ma non solo! Analizziamo con una lista veloce veloce i problemi (e gli appuntamenti) che la visita di questo personaggio in cerca d’autore porterà alla Capitale:

  1. Divieto di sorvolo dello spazio aereo di Roma dalle 10.00 del 10/VI alle 24.00 del 13/VI (sabato)
  2. Rallentamento delle attività dell’Università la Sapienza per la visita che effettuerà nella giornata di dopodomani (giovedì, n.d.r.)
  3. Paralisi totale del traffico urbano per le giornate di domani (arrivo) e sabato (partenza) in quanto verranno sicuramente predisposte eccezionali misure di sicurezza, che verranno pagate altrettanto sicuramente con i soldi dello Stato e non certo dalle “casse private” del premier
  4. Chiusura dei Musei Capitolini dalle 14.00 di giovedì per tutto il tempo necessario

Questo “personaggio”, inoltre, incontrerà nella giornata di venerdì circa 700 donne “di rilievo” in un incontro che vedrà presente il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna. Viene da chiedersi cosa una persona così maschilista, adepto di una religione che professa odio e sottomissione per le donne – costrette a coprirsi interamente perché “indegne” -, possa dire di educato, civile ed interessante alle donne italiane. Così come viene da chiedersi qual’è lo scopo della assolutamente indesiderata visita: trascinare Roma nel caos per mezza settimana? Presumibilmente.

Fatto sta che le proteste non mancheranno, in particolare quelle degli studenti dell’Onda – il movimento nato per protestare contro la riforma Gelmini – e dei collettivi autorganizzati del quartiere Monteverde.

A questi gruppi e tutti coloro che intenderanno manifestare in qualsiasi modo il loro disappunto contro l’ospite indesiderato va la mia personale solidarietà e appoggio morale. Io la mia l’ho detta: Gheddafi non è gradito, e non sarò l’unico che la pensa così. Ma purtroppo si sa: con Berlusconi al Governo, dobbiamo sentirne di molteplici…

9 Giugno 2009 Pubblicato da stefomec | Cronaca, Cultura e società, Gheddafi, Governo Berlusconi IV, Italia, Politics, Silvio Berlusconi | | Ancora nessun commento.

Analisi “veloce veloce” dei risultati delle Europee

Ok, Berlusconi ha vinto. E questo si sapeva: ma non ha vinto poi così trionfalmente, alimentando le speranze di chi vede in una maggiore “frammentazione” della politica un clima tendenzialmente più democratico e non maggioritario fino all’esasperazione. Il PD è felice per un misero 26%, nonostante sia in calo di 7 punti rispetto alle politiche di 1 anno e due mesi fa.

Preoccupano (almeno al sottoscritto, gli altri non saprei), e non poco, le affermazioni della Lega (10,4%) e Italia dei Valori (8%): i partiti “di lotta” rallentano la corsa dell’Italia verso il disegno bipolare e di fatto fanno capire che quasi un quinto dei votanti ha scelto per un cambiamento. Bene l’Unione di Centro, che migliora seppur di poco la prestazione del 13-14 aprile 2008 con circa il 6,5% dei suffragi.

Un voto di astensionismo, che dice: la gente è stufa di Berlusconi – ma lo vota comunque per “ricompensarlo” di un anno di sostanziale buon Governo, ed è stufa della leadership di Franceschini che comunque può contare su una base di fedelissimi. Non è invece stufa – la solita gente – di Bossi e delle manovre contro l’immigrazione della Lega Nord (e quindi spunta una virata xenofoba degli italiani simile alle idee di Le Pen in Francia) e dell’opposizione dura e forte di Antonino Di Pietro. Del resto, chi odia il Cavaliere ritrova dei concreti sentimenti di odio solo nell’Italia dei Valori, che fa dell’antiberlusconismo l’unico cavallo di battaglia da anni.

E Casini? Lui si tiene il suo 6%, ed in fondo fa bene: non è un partito allineato ai “Grandi”, non fa parte del Governo e ha fatto una campagna che – salvo per la candidatura di Emanuele Filiberto di Savoia (son curioso di vedere se sarà eletto) – di particolare e visibile aveva ben poco. Eppure ha convinto il 6% degli elettori: gli eredi della DC piacciono, e in futuro ci si potrà allargare. Basta impegnarsi in fondo.

8 Giugno 2009 Pubblicato da stefomec | Antonio Di Pietro, Dario Franceschini, Elezioni europee 2009, Italia, Lega Nord, Partito Democratico, Pier Ferdinando Casini, Politics, Silvio Berlusconi | | 3 Commenti

Sul voto: affluenza bassina, speranze sottoterra

Ieri ho aperto i seggi, nel senso che sono andato a votare poco dopo le 15. Al mio, di seggio, c’era già fila: una decina di persone, che venivano scremate a colpi di “un uomo e una donna, grazie”. Poche le attese, molti commenti negativi, nessuno sarebbe infatti in grado di assicurare il bene del cittadino.

Io la mia scelta l’ho fatta, come vi ho già detto nel post precedente: ho scelto per l’Unione di Centro. Ora non so quanto il mio voto sarà servito all’affermazione del partito dell’on. Pier Ferdinando Casini, ma spero che il disegno moderato-cristiano-centrista abbia ottenuto buoni consensi. Lo spero per fermare l’avanzata dei disegni ideologici di Di Pietro e Bossi, nonchè per assestare l’ennesimo duro colpo alla pessima gestione del Partito Democratico e per ridurre l’egocentrismo di Silvio Berlusconi.

Comunque la popolazione votante non si illude: dura la crisi e troppo morbida la risposta del Governo. Freddi i rapporti sociali e calde le notizie di gossip sul Cavaliere. Ha ragione Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: “La ricreazione è finita, si torni a pensare ai problemi del paese”…che di problemi, ce ne sono a bizzeffe!

7 Giugno 2009 Pubblicato da stefomec | Antonio Di Pietro, Dario Franceschini, Elezioni europee 2009, Istruzione, Lega Nord, Pier Ferdinando Casini, Politics, Silvio Berlusconi | | Ancora nessun commento.

Se Milano ci rifiuta la metropolitana…

Milano non fa salire i romani (nel senso di tutti i non milanesi) sulla sua lussuosa Metropolitana? E noi li respingiamo ai caselli, agli aeroporti e alle stazioni della ferrovia! Una dichiarazione simile, magari fatta dal sindaco capitolino Gianni Alemanno susciterebbe sdegno e scandalo, e con buona ragione. Ma parole simili, dette dagli esponenti della Lega Nord, non vengono neanche condannate dalla maggioranza che è al Governo.

In una conferenza stampa in corso pochi minuti fa, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, assicura:

Lo stesso Matteo Salvini ha detto che si trattava di una battuta, di una provocazione che non ha alcun fondamento

Ma non vale. Non valgono le scuse, non vale alcuna marcia indietro – e di marce indietro il Cavaliere ne sa qualcosa – poiché la frase è degna delle leggi razziali, su questo va data ragione a Dario Franceschini. Da romano, da cittadino italiano e da elettore, sono stufo delle minacce e dei continui diktat della Lega Nord. Quando basta, basta; è necessario che il Popolo della Libertà, il premier e lo stesso Bossi, insieme con i ministri padani, si dissocino dalle parole di questo Matteo Salvini. Viviamo o no in una democrazia? Viviamo o no in un paese civile e democratico? Tsk tsk, che brutto biglietto da visita agli elettori del 7 giugno…

8 Maggio 2009 Pubblicato da stefomec | Cultura e società, Dario Franceschini, Italia, Lega Nord, Politics, Silvio Berlusconi | | 6 Commenti

Vergogna IdV: prima danno del mafioso a Napolitano, poi lo difendono da Berlusconi

In questi giorni di scontri politici sul caso di Eluana Englaro, stupisce il vergognoso voltafaccia degli esponenti del ridicolo partito dell’Italia dei Valori, la formazione guidata dal paladino della democrazia, tale Antonio Di Pietro. Proprio questo signore – che a chiamarlo signore gli si fa un complimento ingiusto – alcuni giorni fa, nel corso di una manifestazione a Piazza Farnese in quel di Roma, aveva accusato il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di atteggiamenti mafiosi poiché non avrebbe bloccato i provvedimenti assassini della democrazia emanati dal governo di Silvio Berlusconi. «Il silenzio è mafioso», si disse in quella bella piazza della Città Eterna.

Ora, inutile che vi riassumo la vicenda della ragazza in stato vegetativo da 17 anni, i commenti politici si sprecano. Spiccano però tra tutte le dichiarazioni del senatore Felice Belisario che, intervistato per la consueta nota politica del Tg1 nell’edizione odierna delle 13.30, difendeva a spada tratta Napolitano, accusando – con un repertorio più vecchio dell’invenzione della stampa – Berlusconi di essere un fascista, uno che vuole uccidere la democrazia e quant’altro.

Ora, una persona ragionevole, che sia un elettore della Mussolini, di Storace, di Berlusconi, di Veltroni, di Di Pietro o di Ferrero, dovrebbe riflettere su questo improvviso voltafaccia, e studiarsi mentalmente l’inconguenza degli esponenti di questo partito della continua lotta politica, che non manca ogni giorno di disseminare di elementi comici il confronto politico, e soprattutto di spargere infamie sul premier Berlusconi, che oramai si pensa ci abbia fatto l’abitudine.

Mi rivolgo in particolar modo agli elettori dell’IdV, chiedendogli di riflettere sulla pazzia di Di Pietro, e sulla sudditanza ignobile dei suoi compagni di partito, ma in modo più deciso mi rivolgo agli elettori di Walter Veltroni chiedendogli se sia ancora il caso di fare alleanze con questa appendice dinamitarda che tanto – a toni – ricorda il dittatore iraniano Mahmoud Ahmadinejad, invece di trovare una linea di confronto e un modus operandi che garantisca, per gli anni a venire, un perfetto bipartitismo sul modello Repubblicano-Democratico degli Stati Uniti d’America.

Per favore, Per favore, buttiamo via dalla politica Antonio Di Pietro, che sono stufi anche i muri di Montecitorio!

8 Febbraio 2009 Pubblicato da stefomec | Antonio Di Pietro, Governo Berlusconi IV, Italia, Partito Democratico, Politics, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni | | 4 Commenti

Mara Carfagna si racconta a “Le invasioni barbariche”: «Dio, famiglia e Patria» i miei valori

La bellissima Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità

La bellissima Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità

La famiglia Guzzanti (Sabina la comica che non fa ridere nessuno, Paolo che serve la nazione come parlamentare per il PdL) gliene ha dette di tutti i colori, e lei si è difesa con onore e senso di responsabilità. Il quotidiano tedesco Bild l’ha definita – con velata ironia – il ministro più bello del mondo, ricordandone il passato da velina. Eppure, la 32enne Maria Rosaria Carfagna, salernitana, ex show-girl e ora Ministro per le Pari Opportunità, sembra tutt’altro che una sprovveduta, o una di quelle veline che ancheggiano sui banconi di Striscia la Notizia per solleticare i piaceri del pubblico maschile.

Diploma di liceo scientifico, laurea in giurisprudenza, la giovane Mara non sembra soffrire di alcun senso di inferiorità nei confronti di altre sue colleghe con qualche annetto (e chili di invidia?) in più sulle spalle. Ma, soprattutto, non è certo una ragazza (mi si conceda l’espressione ragazza) che non sa cosa dire.

Venerdì scorso, chi ha preferito l’interessante programma Le invasioni barbariche di Daria Bignardi su La7 all’intrattenimento da avanspettacolo offerto dalle due grandi reti Rai1 e Canale 5, ha certamente notato che la prima ad essere intervistata dalla Bignardi è stata proprio la Carfagna. Accomodatasi nello studio tra i canonici applausi, ha esordito complimentandosi con la padrona di casa per il bellissimo studio. Estremamente elegante, si è accomodata al bancone dove, per 43 minuti, ha risposto alle domande per nulla banali dell’ex conduttrice del Grande Fratello. Con l’atmosfera totalmente differente dal fuoco incrociato che si vede il giovedì sera ad Annozero da parte di un POV-issimo Santoro, è iniziata la chiacchierata tra le due donne.

Per cominciare, la domanda «Oggi si è sciolta Forza Italia. Ha partecipato al congresso?» alla quale la ministra ha risposto di «No, per impegni pregressi» ma che ha comunque seguito dall’«ufficio e dal telefonino», e la «non commozione» perché oramai il processo (di scioglimento di FI e confluimento nel PdL) era ormai «necessario e metabolizzato».

Molti gli argomenti affrontati: la questione Guzzanti (di cui ho accennato sopra), i provvedimenti presi dal ministro in 5 mesi (tra i quali spunta l’istituzione, tramite disegno di legge, dell’utilissima figura di Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il disegno di legge sulla prostituzione e la modifica al comma 416 del codice penale che prevede il reato di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione – con pene fino a 8 anni di reclusione-), e la gioventù di Mara, che sarebbe diventata, con soli 2 anni di militanza in Forza Italia, ministro delle pari opportunità.

Sulle idee politiche, la Carfagna ha detto di essere sempre stata «una ragazza di destra, simpatizzante per l’MSI (ma non militante)» e i cui valori sono sempre stati «Dio, famiglia e Patria», come vuole una tradizione di destra che rispecchia totalmente i valori di chi vi scrive. Ha poi detto di ricordare il padre che nel ‘94 «esultò per la vittoria di Berlusconi» e gli insegnamenti (condivisibili al cubo) del nonno che le diceva di «diffidare dei comunisti». Spazio anche all’umiltà della giovanissima e bellissima “ministra”, che ha detto di non «pretendere di stare dalla parte giusta, ma che, per la posizione ricoperta, deve agire (fare)».

Il confronto ha poi registrato un veloce innalzamento dei toni quando la Carfagna, interpellata sulle accuse che da varie parti giungono al premier riguardo ai presunti tentativi di corruzione e all’incarico di premier solo per i propri interessi (e tutta la solita sequela), ha risposto snocciolando i vari provvedimenti che il Governo Berlusconi IV ha preso per risolvere alcune delle emergenze in corso, prima tra tutti l’emergenza rifiuti.

A conclusione dell’intervista, quando ormai erano da poco passate le 22, le sei pistole, ovvero sei domande a bruciapelo, futili, per suscitare le risa (risus abundat in ore stultorum), che (sperando che la memoria mi aiuti) riporto qui sotto:

  1. Deve fidanzarsi per forza. Si fidanzerebbe con una ragazza o con un comunista? Con un comunista, tanto prima o poi lo redimo, non c’è problema…ma anche la ragazza, dice Daria…no, ma perché non ho attrazione per le donne
  2. Scelga lei il vincitore dell’Isola dei Famosi. Vladimir Luxuria o il bidello Carlo? Non ho mai visto l’Isola dei Famosi…dica un nome! Non so chi sia il bidello carlo, quindi Vladimir Luxuria
  3. Al cinema, meglio Nanni Moretti o Massimo Boldi? Massimo Boldi…meglio Boldi di Moretti, chiede la Bignardi? Sì sì, almeno Boldi fa ridere
  4. In tv, Maria De Filippi o Pippo Baudo? Pippo Baudo
  5. Dica una cosa che non le piace di Berlusconi Mah, tante…Non glielo saprei dire in questo momento, Berlusconi ha tanti difetti così come tanti pregi…un difetto, lo dica…fosse stato mio padre, gli avrei detto di lasciarli bianchi (i capelli)
  6. La sua migliore amica potrebbe somigliare a Simona Ventura o Michelle Obama? La mia migliore amica è completamente diversa…comunque..Michelle Obama

Avviso: per le citazioni delle sei pistole ho rivisto il video dell’intervista (disponibile sul sito di La7) e ho corretto alcune citazioni che non ricordavo bene. Per chi volesse confrontare le mie parole e vedersi il video intero (sono, come ho detto, 43 minuti e 11 secondi – quindi mettetevi comodi – il link è questo)

Veniamo alle considerazioni finali: riprendendo il discorso già fatto nel prologo, ritengo il ministro Mara Carfagna una donna assolutamente competente, una donna raffinata, elegante e seria, lungi dal lasciarsi andare a battute ignoranti e diffamatorie (come la Guzzanti ha fatto con lei e con Papa Benedetto XVI) e che, in 5 anni di ministero, apporterà sicuramente all’ambito delle pari oppurtunità idee, innovazioni e un tocco femminile che avrà reso questa scelta tutt’altro che sbagliata.

23 Novembre 2008 Pubblicato da stefomec | Cultura e società, Governo Berlusconi IV, Informazione, Italia, La7, Mara Carfagna, Politics, Sabina Guzzanti, Silvio Berlusconi | | 5 Commenti