Carla Bruni offende la Patria: «Felice di non essere più italiana»

La first lady della Francia; di apparenza ce n'è tanta, di intelligenza...chissà
Carla Bruni, la terza esperienza matrimoniale del presidente della Republique Française Nicolas Sarkozy ha espresso senza mezzi termini il suo rifiuto per la Patria con una affermazione dai toni scandalosi:
«Quando sento Berlusconi prendere questa cosa alla leggera e scherzare sul fatto che Obama è “sempre abbronzato”, mi fa strano. Lo si metterà sull’umorismo… Ma spesso, sono molto felice di essere diventata francese» (dal Corriere della Sera)
Cari lettori, stiamo parlando proprio di lei, Carla Bruni, quella donna vestita come una divinità greca che appena 2 anni fa esibiva orgogliosa la sua italianità nella cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino portando sul piatto d’argento il tricolore italiano affinché fosse issato sull’asta nella tradizionale cerimonia dell’alzabandiera. L’anno scorso, la madama si univa in matrimonio con il mezzo ungherese mezzo francese mezzo ebreo Nicolas Sarkozy (lei dice: «Mio marito non è Obama. Ma i francesi hanno votato per il figlio di immigrato ungherese, il cui padre ha un accento, la cui madre è di origine ebrea») e di conseguenza acquisiva la cittadinanza francese.
I commenti non si sono fatti attendere: primo tra tutti, il presidente emerito della Repubblica Italiana Francesco Cossiga che dice: «Anche noi italiani siamo ben lieti che Carla Bruni non sia più italiana, anzi siamo addirittura felici. Chissà che un giorno Carla Brunì non sia costretta dalla sua burrascosa vita a richiedere la cittadinanza italiana». E a giudicare dai numerosi flirt, le parole del presidente Cossiga sembrano tutt’altro che pazzesche.
Da quotare totalmente Osvaldo Napoli, vice-presidente del gruppo PdL alla Camera dei Deputati, che dice: «La signora Carla Bruni è libera di dire e pensare ciò che vuole. La signora Carla Sarkozy farebbe bene a ispirarsi a una maggiore cautela. Felice di non essere italiana, ma abbiamo potuto apprezzare quanto sia felice di guidare italiano e di parlare con terroristi italiani». «La sinistra dè noantri, ammutolita per l’occasione, non ha una parola da spendere, non dico in difesa del premier (verrebbe giù il cielo) ma per l’italianità offesa. Ieri con Stalin oggi con Carla Bruni. Aspettiamo con ansia, ma temo inutilmente, il giorno in cui la sinistra starà dalla parte dell’Italia».
Che ne pensa il sottoscritto della signora? Il peggio possibile, così come dei blogger frustrati.
Il primo oro a Pechino è propedeutico a tutte le altre medaglie!
Faccione simpatico, vero? Il ragazzo in foto è Matteo Tagliariol, e ci ha appena regalato il primo oro alla XXIX Olimpiade, in corso a Pechino e in varie altre città della Cina. In mano ha la medaglia, che ha conquistato con grandissima maestria nella disciplina della Spada. Questo oro è una grandissima soddisfazione per tutto il popolo italiano, e per vari motivi:
- Si tratta del primo oro a Pechino, e speriamo di conquistarne almeno altri quindici, o quanti la Provvidenza e la bravura dei nostri atleti disporranno.
- Tagliariol l’ha conquistata battendo in semifinale uno spagnolo e in finale un francese, dimostrando così che los amigos de lengua española non sono infallibili e che non vincono sempre tutto, e dando a les amis de langue français una bella lezione, speciamente contro un uomo, Fabrice Jeannet, che viene considerato come uno dei più bravi atleti nella sua disciplina
- Matteo ha smosso le acque, ci ha portati alla V posizione nel medagliere olimpico, e seppure la Cina e gli USA continueranno a vincere, anche noi faremo la nostra parte.
Per questi motivi, e per il profondo amore che nutro per la Patria, e per il sentimento di riconoscenza che ho nei confronti di quanti mantengono alto, conquistando ori, argenti e bronzi in queste Olimpiadi e in tutte le competizioni, mi auguro vivamente di poter festeggiare in queste pagine ancora, ancora e ancora le prodezze degli atleti italiani. Viva l’Italia!
La NBC si beffa dell’Italia: «Berlusconi troppo anziano per andare a Pechino»
E poi vengono a dire che gli Stati Uniti d’America sono nostri amici, alleati, simpatizzanti e compagnia bella, come soleva dire mio nonno. L’indignazione, stavolta, viene dalla rete televisiva NBC, che mentre trasmetteva la cerimonia di apertura della XXIX Olimpiade, in corso in questi giorni a Pechino, nella democraticissima Cina, ha preso di mira il premier, Silvio Berlusconi.
«Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha rinunciato ad essere qui stasera insieme agli oltre 80 capi di stato», «Perché a Pechino fa caldo. Troppo caldo per lui». Berlisconi, «il più ricco magnate italiano dei media che è anche primo ministro del Paese», «a 72 anni è troppo anziano per un viaggio del genere»
Naturalmente, questi divertentissimi complimenti non sono stati riservati agli altri capi di stato, guarda caso più giovani, presenti alla Cerimonia. Non riservati a Nicolas Sarkozy, il serissimo presidente della Republique Française che ha fatto dell’Eliseo una casa d’appuntamenti e chiacchiere, non riservati certamente a George Walker Bush, il presidente degli United States of America, direttamente responsabile delle guerre in Iraq e Afghanistan, e di innumerevoli altre facezie, e non riservati, in conclusione, neanche a Vladimir Putin, primo ministro della Russia, autoproclamatosi, con l’appoggio del compagno di merenda Dmitri Medvedev, alla seconda carica del paese. Beh, certo, Berlusconi è un corrotto, invece Putin è un santo. Talmente santo che ha instaurato una politica più simile a Stalin e Lenin che a qualsiasi paese democratico.
Fosse solo per le ingiurie rivolte al premier, ci si potrebbe mettere una pietra sopra e bollarle come la classica propaganda, ma non è tutto. I serissimi Bob Costas e Matt Lauer, presentatori del programma, hanno anche preso di mira la delegazione olimpica del Bel Paese, paragonandola a micro-stati africano come Mali e Gabon, ma soprattutto offrendo una dettagliatissima e spigliata descrizione degli atleti degli altri europei (i francesi, che di serio dopo l’episodio di Zidane a Germania 2006 hanno ben poco; gli spagnoli, elogiati solo perché vincono in molte discipline, e solo per una fortuita serie di coincidenze, non certo per eccezionali meriti sportivi, si veda la finale di Wimbledon 2008).
Alessandra Farkas, sul Corriere della Sera, scrive:
Perché questo doppio binario? Perché umiliare così l’Italia? Che cosa hanno pensato milioni di italo-americani che hanno seguito la cerimonia da casa?
Rigiro la domanda a voi, amici lettori, e vi chiedo se fosse il caso per una rete televisiva così importante, che ha speso quasi 1mld di $ per la copertura delle Olimpiadi, mettere come “telecronisti” questi due esseri ignobili, che hanno violato ogni regola del giornalismo civile.
Ingrid è libera!
INGRID BETANCOURT è LIBERA! Lo dico a voce forte, lo urlo, finalmente, dopo quasi 7 anni di sofferenza, prigionia, di paura per la sua vita, Ingrid Betancourt è libera! L’ennesimo colpo alle FARC ha portato al più sospirato dei risultati, la liberazione dell’ex candidata alla presidenza della Colombia, rapita nel 2002, a 2 mesi dalle elezioni nelle quali, secondo i sondaggi di allora, non avrebbe raccolto che il 2%.
Questo post è certamente il più felice che abbia avuto modo di scrivere. Ieri sera, ve lo dico con tutta sincerità, ero in bagno (
), poi sono tornato al pc e, come di mio solito, ho aperto il sito del Corriere della Sera. Ingrid Betancourt liberata; sono rimasto senza fiato, in un minuto avevo aperte una decina di finestre (Repubblica, Corriere, ANSA, BBC, CNN, Al Jazeera, El Mundo, El Pais, Bild) e tutti questi siti riportavano la magnifica notizia, la liberazione della franco-colombiana Ingrid Betancourt.
Il sistema ha funzionato, e per questo è bene ringraziare Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica Francese, in prima linea per la sua liberazione sin dal giorno dopo l’elezione, ma soprattutto il presidente colombiano Uribe e l’esercito colombiano, che, senza spargere neanche una goccia di sangue, senza uccidere e con una manovra epica, hanno consentito la liberazione di questa straordinaria donna, di tre contractor statunitensi e di altri 12 ostaggi, nelle mani dei Guerriglieri Rivoluzionari Armati Colombiani.
Finalmente sei libera, Ingrid! Finalmente sei tornata dalla tua famiglia, puoi riabbracciare tua madre e i tuoi figli, e puoi tornare a combattere per una Colombia libera dai criminali, per riscattare a livello mondiale questa bellissima nazione, vittima innocente di gestioni fallimentari dell’emergenza criminale e vittima di gente senza scrupoli. Forza, Ingrid Betancourt, Forza!!
Vergogne francesi: Le Figaro insinua che il Papa sia malato, Lombardi smentisce
Il quotidiano francese Le Figaro ha pubblicato nella giornata di ieri, nella sua edizione on-line, un articolo enorme nel quale ipotizza una grave malattia cardiaca di Papa Benedetto XVI e, scongiuri scongiuri, riapre già il toto-papabili, come successe poco più di tre anni fa con la morte di Giovanni Paolo II ed il conclave che ne seguì; «il debole di cuore», come questo giornalista, tale Hervé Yannou, osa definire il pontefice, starebbe sempre più male dopo il faticoso viaggio negli USA, viaggio, questo, che ha segnato una tappa storica per la storia della chiesa a stelle e strisce e soprattutto la definitiva consacrazione di Joseph Ratzinger come uomo dalle mille possibilità, teologo riflessivo ma anche papa simpatico, sorridente e legato al popolo cristiano. Certo, per come la vedo io, non ha nulla da invidiare al suo predecessore, se non un pontificato che sicuramente non potrà essere ugualmente lungo.
Subito dopo questo articolo, padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, ha fatto sapere che le notizie secondo cui il capo sarebbe malato sono «assolutamente paradossali» e che il pontefice «sta benissimo, nonostante la sua età». Se ogni tanto i cugini d’oltralpe pensassero prima di dire/fare qualcosa (a questo proposito, la sfuriata di Zidane su Materazzi la dice lunga sulle capacità mentali dei galletti), potrebbero rendersi conto che, nonostante si possa condurre una vita assolutamente salutare e attiva, quando si oltrepassano i 3 quarti di secolo di vita, le forze non sono più come quelle di un quindicenne, ma comunque si può vivere una vita assolutamente normale. E poi, stiamo parlando non di un comune mortale che la mattina si alza alle 10, va al bar, poi torna, pranza e va a dormire, bensì del capo della Chiesa Cattolica, un uomo impegnato mattina, pomeriggio e sera, sette giorni su sette, che si sveglia alle 6 di mattina, studia, lavora, e che va a dormire a notte fonda.
Altro punto del vergognoso articolo, al quale sono seguiti decine di commenti di gente stizzita per lo scandaloso tema, è la lista dei successori; successori post-mortem o successori post-abdicazione stile Celestino V – Bonifacio VIII ? Non ci è dato saperlo, ma quello che sappiamo sono i nomi: Tarcisio Bertone, Cardinale Segretario di Stato, Camerlengo, collaboratore del papa, italiano, classe 1934 (non giovanissimo) e Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, presidente della Caritas Internationalis, honduregno, 66 anni (piuttosto giovane, giusto 8 anni in più di Giovanni Paolo II, che fu eletto a soli 58 anni). Due nomi di tutto rispetto, due belle figure, due successori che sicuramente sarebbero degni di Benedetto XVI. Personalmente, se dovete costringermi a pensare al nuovo papa, sarei più propenso a Bertone, sia per la sua simpatia, e sia perché è italiano, e, dopo due papi stranieri di fila dopo 500 anni di papi italiani, un ritorno alla tradizione sarebbe interessante.
Comunque, tralasciando statistiche, papabili e quant’altro, rimane un certo sconcerto per un articolo che assolutamente i responsabili di uno dei più importanti, se non il più importante quotidiano francese, potevano evitare di far pubblicare. Il papa sta bene, o almeno lo speriamo tutti noi cristiani cattolici, e ci auguriamo e preghiamo che il suo pontificato duri per tanti anni ancora, alla faccia di chi lo da per spacciato e troppo vecchio. Anche se, ma questa è solo una mia ipotesi, questa mattina, durante l’Angelus, il pontefice indossava la stola pesante, che di solito non indossa. Chissà, magari è una semplice influenza, nulla di grave, ma se l’influenza la prendo io, al massimo si preoccupa mia madre, ma se la prende il papa, lo diamo già per morto, “funeralato” e sepolto. Lunga vita al Papa!




