¡Mi vida fantastica!

Il mio punto fisso nel mondo che gira frenetico

Risparmio Governo: come ti riformo i Ministeri

Eccoci di nuovo, lettori: questa volta, per riprendere le pubblicazioni, voglio parlare dei Ministeri. Sapete, quei bei personaggi tutti in tiro quando si va a giurare sul Quirinale? Quelli che odiate perché sono troppi e ci fanno spendere miliardi? Proprio loro.

Il recente Governo Prodi II ci ha mostrato gli inciuci più inciuciosi della politica: 25 ministeri, quintalate di vice-ministri e sottosegretari per uno dei governi più grossi della storia. Tale da far impallidire uno dei tanti governi di Giulio Andreotti. Forse qualcuno si sarà chiesto perché si creano tutti questi ministeri, ma la risposta è semplice: più le coalizioni e gli alleati sono grandi, più per tenere tutti a bada bisogna dare ministeri su ministeri, “concessioni” politiche che evitano la scissione, specie in una coalizione come quella di Prodi costituita da un’accozzaglia indicibile di partitini.

E fu così che, per quei due anni di intervallo tra i “regni” del Cavaliere, l’Italia ebbe ad essere governata da una squadra enorme, con dicasteri astrusi: Attuazione del Programma di Governo, Politiche per la Famiglia, Solidarietà Sociale (esiste il Welfare, per quello…), Politiche Comunitarie (per tenere buoni i Radicali fu dato alla Bonino). Il caso più incredibile? Esistevano DUE, e dico DUE, ministeri delle riforme! Le Riforme Istituzionali, di Vannino Chiti e le Riforme per la Pubblica Amministrazione di Luigi Nicolais.

Se ne parlò a lungo, di questo enorme governo, e l’effetto politico fu ben usato dal nuovo premier, il sempreverde Silvio Berlusconi, per creare una squadra snella, come si suol dire. Ventuno ministri, nessun vice-ministro e qualche dozzina di sottosegretari. Sessanta persone in tutto, contro le quasi centotrenta di Romano. Non male? Staremo a vedere.

L’attuale governo è composto da 22 ministeri (erano ventuno, poi le pressioni di Michela Vittoria Brambilla hanno fatto nascere il Ministero del Turismo), che elenchiamo qui di seguito:

  1. Interno (Maroni)
  2. Esteri (Frattini)
  3. Lavoro, salute e politiche sociali (Sacconi)
  4. Economia e finanze (Tremonti)
  5. Giustizia (Alfano)
  6. Sviluppo Economico (Scajola)
  7. Difesa (La Russa)
  8. Infrastrutture (Matteoli)
  9. MIUR (Gelmini)
  10. Agricoltura, foreste e alimenti (Zaia)
  11. Ambiente, territorio e mare (Prestigiacomo)
  12. Attività Culturali (Bondi)
  13. Turismo (Brambilla)
  14. Gioventù (Meloni)
  15. Pari opportunità (Carfagna)
  16. Politiche europee (Ronchi)
  17. Attuazione programma di Governo (Rotondi)
  18. Rapporti con il Parlamento (Vito)
  19. Riforme federaliste (Bossi)
  20. Semplificazione normativa (Calderoli)
  21. Rapporti con le Regioni (Fitto)
  22. Pubblica amministrazione (Brunetta)

(Nota bene: dal .13 in poi sono Ministeri senza Portafoglio, ovvero con ridotte capacità politiche, e che non hanno – a quanto mi ricordo – potere decisionale sulle scelte economiche del Governo)
Ebbene, eccoli qui. 17 uomini e 5 donne, 9 ministeri senza portafoglio distribuiti con i nomi più assurdi e i compiti più inutili e disparati, tutto per compiacere gli alleati e assestare la definitiva penetrazione del deretano ai poveri italiani che non sanno neanche come e quando si debba protestare. Tralasciando l’idea rivoluzionaria, quello che un futuro (non Berlusconiano) governo serio dovrebbe fare, è una completa rivoluzione dell’organigramma ministeriale, ovvero accorpare ministeri con compiti simili (o almeno in un raggio di azione complementare) e utilizzarli come Dipartimenti di Stato, seguendo l’esempio statunitense.

Personalmente, io li riformerei così, seguendo lo schema dei ministeri attuali:

  1. Dipartimento di Stato per gli Affari Esteri
  2. Dipartimento di Stato per gli Affari Nazionali e Regionali (che comprenderebbe Regioni, Rapporti con il Parlamento, Pari Opportunità, Riforme, Gioventù, Riforme, Semplificazione Normativa, Infrastrutture, Politiche Europee)
  3. Dipartimento di Stato per gli Affari Economici (Economia, Welfare, Sviluppo Economico)
  4. Dipartimento di Stato per le Politiche Ambientali (Ambiente, Agricoltura)
  5. Dipartimento di Stato per le Politiche Culturali (Cultura, Turismo, Istruzione, Università e Ricerca)
  6. Dipartimento di Stato per la Sicurezza (Interno, Difesa e Giustizia)
  7. Dipartimento di Stato per le Emergenze (opzionale, come i Ministeri per le Emergenze dei paesi esteri, che coordinano situazioni di pericolo come terremoti, incendi, e roba simile. Tutto quello che fa Bertolaso, insomma)

Si tratterebbe, in sostanza, di sette dipartimenti ognuno guidato da un Segretario di Stato con un vice-segretario (o vice-ministro che dir si voglia) per ogni ambito descritto tra parentesi. Quindi, 7 segretari + 22 vice-segretari per un totale di 29 persone (tenendo presente che alcuni ministeri, come quello delle Riforme per il Federalismo di Bossi, non serve a nulla), più un vice-primo ministro e un primo ministro. O ancora meglio, nell’ambito di una totale riforma del sistema politico, un presidente (guardando al sistema americano e non al complicatissimo sistema francese, ben descritto in un saggio di Umberto Coldagelli che ho letto alcune settimane addietro) con funzioni anche di primo-ministro e un vice-presidente (tipo Joe Biden) pronto anche a diventare presidente per qualsiasi evenienza (dimissioni o impedimento del presidente).

Che ne pensate? Esprimete la vostra idea nei commenti e votate il sondaggio qui sotto. E buona estate!

10 Agosto 2009 Pubblicato da stefomec | Elezioni politiche 2008, Governo Berlusconi IV, Governo Prodi II, Italia, Politics, Stati Uniti d'America | | 1 Commento

Condoglianze, Italia.

Ma che brava Sabina Guzzanti e i suoi amici girotondini-grilliani. Oggi, come sapete, si è svolta la manifestazione, definita No-Cav Day, una protesta, ideata da parte del PD, dall’IdV e da molti esponenti della cultura di sinistra, per protestare contro le “leggine” ad personam promosse dal premier, Silvio Berlusconi (di cui abbiamo già parlato in un post precedente, che ha avuto, per il suo tono pesantemente ed innovativamente critico, plausi dai miei soliti detrattori).

Per quanto non condivida l’iniziativa, nel modo più assoluto, il diritto di manifestare è una delle più belle e grandi libertà. L’Italia è una nazione di manifestanti, una nazione di piazze stracolme: dai funerali di Enrico Berlinguer, storico esponente del comunismo, alle grandi adunate sindacali, ai concerti del primo maggio davanti la Basilica di San Giovanni in Laterano, passando per la manifestazione dell’allora CdL del 2 dicembre 2006, sino ai Gay Pride e quant’altro.

Oggi è ricominciata l’opposizione di un tempo: l’antiberlusconismo che scende in piazza, e prende di mira anche chi con Berlusconi non c’entra nulla, oppure c’entra. L’antiberlusconismo che si fa beffa della vita della gente, che usa epiteti irripetibili e che offende a destra e a manca. Ebbene, oggi si è toccato il fondo, oggi mi hanno fatto davvero girare i coglioni a mille giri al minuto. Voi mi direte: Predichi bene a dire che gli epiteti non vanno usati e poi sei il primo che li usa. Lo so, ma quanno ce vo, ce vo!

Veniamo al sunto di tutto: Sabina Guzzanti, una donna (se così possiamo chiamarla) che si è presa gioco del popolo che manifestava sacrosantamente usando un linguaggio vergognoso:

  1. Le offese alla Carfagna: la troia ha offeso la Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, soubrette, presentatrice, e ora ministro senza portafoglio. Una gran cazzata di Berlusconi, ma sorvoliamo, è un essere umano, e una donna, e va rispettata. La Guzzanti ha proclamato uno stornello romano, con toni da osteria, da querela, uno schifo mai immaginato, ma non si è fermata qui, offendendo una sua “collega donna, ha dato di matto: “A me non interessa la vita sessuale di Berlusconi, non sono una moralista; ma non può diventare ministro delle Pari Opportunità una che gli ha succhiato l’uccello”. E ancora: “Berlusconi usa il viagra, questo lo sanno tutti infatti uno dei suoi nomignoli è ‘presidente vaso dilatatorio’ ed i suoi assistenti si chiamano ‘vasellinati’ o ‘vaso dilatati’”.
  2. HA OFFESO PAPA BENEDETTO XVI: Sì, si è permessa, ha offeso il Papa! HA OFFESO IL PAPA! Cosa cazzo c’entrava Ratzinger con il No-Cav Day? Cooosa? COOOSA C’ENTRAVAA?! E neanche a dire che si tratti di una offesa “passabile”, ma di un attacco criminale, vergognoso, impronunciabile, ma che riporterò per diritto di cronaca: «Tra 20 anni Ratzinger sarà morto e sarà all’inferno, tormentato da diavoloni».

Sono troppo, veramente troppo indignato da questo vergognoso ritorno al passato. E sto sorvolando sulle parole di Trebbiator-Di Pietro, su quelle di Travagliato-Travaglio, e su quelle di Grillo Ciccione, il quale, come oramai costume consolidato, ha preso di mira Giorgio Napolitano, apostrofandolo come un deficiente dormiglione che non sa decidere, autonomamente, cosa promulgare, cosa non promulgare, facendo trapelare dunque, dalla sua bocca di merda, un giudizio pazzesco di Napolitano. Il Capo dello Stato non è un lobotomizzato, è un uomo di straordinaria cultura e merito, che è salito al Colle per i suoi altissimi servigi resi alla Patria Italia, e non perché mandatoci a calci in culo da lui e dai quattro idioti che lo ascoltano.

Sono offeso, amici lettori, anzi, e lo dico con le lacrime agli occhi, che devastano la mia autostima: in momenti come questi, mi vergogno di essere italiano. Mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di tenere la bandiera vicino a me, la bandiera insozzata da uomini inutili, vorrei solo sprofondare e non sentire più nulla. Vorrei andarmene, nella più remota delle nazioni, e rimanerci, morirci e farmici seppellire. Mi vergogno di essere italiano.

(Post scriptum: ho inserito la Categoria:Lutti perché quest’oggi l’Italia, la mia quasi-ex Patria, è morta..di nuovo, è morta, ed è stata assassinata, e il suo vessillo sporcato del Sangue della Democrazia, come il sangue che uscì dai corpi di Abraham Lincoln, di John Fitzgerald Kennedy e di Aldo Moro).

8 Luglio 2008 Pubblicato da stefomec | Antonio Di Pietro, Beppe Grillo, Cultura e società, Elezioni politiche 2008, Giorgio Napolitano, Governo Berlusconi IV, Italia, Papa Benedetto XVI, Politics, Silvio Berlusconi, lutti | | 12 Commenti

Il grande errore di Silvio Berlusconi

Il titolo è decisamente insolito, eppure è sintetico e chiaro: Berlusconi ha fatto una solenne cazzata. Il nostro beneamato presidente del consiglio (o almeno, io lo stimo), dopo aver trionfalmente vinto le elezioni, dopo aver formato il Governo, incassato la fiducia delle Camere, iniziato a lavorare, fatto il primo CdM a Napoli, messo in atto varie strategie per risolvere l’emergenza rifiuti, eliminata l’ICI, detassati gli straordinari con aliquota unica al 10%, incassato di nuovo la fiducia degli elettori siciliani, che hanno messo l’accoppiata Pdl-MpA-UDC alla guida di tutte e 8 le province nelle quali si votava il 15 e 16 giugno, è inciampato nella vecchia buca, che non aveva intenzione di lasciare in “santa pace”.

Mi riferisco, come già avrete capito, alle leggine ad personam, e, in particolare, alla Blocca Processi (la norma che sospende tutti i processi con pene inferiori ai 10 anni, per dare più spazio ai processi urgenti, ma che di fatto sospende anche i vari procedimenti giudiziari a suo carico) e il Lodo Alfano (versione rivisitata in chiave moderna del Lodo Schifani, ovvero l’immunità dai processi per le quattro più alte cariche dello stato, dunque Napolitano, Schifani, Fini e Berlusconi, per tutta la durata del mandato).

Allora, sul Lodo Alfano ci posso quasi anche stare, ma neanche tanto, perché:

  1. Giorgio Napolitano non ha alcun procedimento giudiziario, al momento, per il quale debba presentarsi dinanzi agli inquirenti, e, comunque, gli unici reati contestabili al PdR nell’esercizio delle sue funzioni sono quelli di alto tradimento e/o attentato alla Costituzione, per i quali si procede secondo l’art. 90 della carta costituzionale.
  2. Silvio Berlusconi, oltre che presidente del Consiglio dei Ministri, è anche un deputato. Ai sensi dell’art. 68 della Costituzione, dunque, non può essere arrestato o condannato, in quanto la costituzione parla di sentenza irrevocabile di condanna, e quindi spunta l’articolo 111, che definisce il “dogma” della presunzione di innocenza sino a conclusione del processo, e dunque, sino alla sentenza della Corte di Cassazione. Inoltre, non può essere arrestato in quanto non commette pena che prevede l’arresto o il fermo giudiziario (la corruzione in atti d’ufficio non è un omicidio).
  3. Gianfranco Fini e Renato Schifani, presidenti di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, non mi sembra abbiano, a loro volta, procedimenti penali in corso, e dunque non hanno da temere per la loro salute giudiziaria.
  4. Sempre su Berlusconi, un parlamentare può essere arrestato solo dopo il giudizio positivo della Giunta per le autorizzazioni a procedere, e dunque, in una giunta che fa parte di una legislatura dove il centro-destra è in vantaggio, non credo che i parlamentari che appoggiano il presidente del Consiglio dei Ministri vogliano autorizzare quanto sopra.

Ora, io non sono un avvocato o un insegnante di diritto, ma ho fatto una analisi veloce veloce, e penso sia applicabile.

Dunque, tornando a Berlusconi, che ha ottenuto forte mandato a governare dai cittadini, che ha messo su una ottima squadra di Governo, che aveva iniziato con il piede giusto, che aveva sin dal suo primo discorso inneggiato al dialogo come unica forma possibile per risolvere i problemi che angustiano il Paese, che motivo c’era di andare a legiferare su argomenti assolutamente rimandabili, non strettamente necessari, e che, inoltre, hanno giustamente scatenato l’inferocita (seppure esagerata) reazione delle tre opposizioni parlamentari? L’Italia, caro presidente, non ha bisogno di blocca processi e decreti legge sulle intercettazioni, perché non è con quella che ci paghiamo le bollette, facciamo la spesa o diamo da mangiare ai nostri figli. L’Italia ha fame, l’Italia ha i portafogli vuoti, l’Italia vuole soluzioni concrete (la Manovra ne è un esempio, ma è ancora poco) per mettere fine alla crisi economica e vedere i salari, e dunque il potere d’acquisto, crescere e stabilizzarsi.

Caro presidente, smettiamola con queste inutili e dannose e deleterie leggi ad personam. Ha un mandato importante, sta governando in un periodo estremamente difficile, dove il dialogo con l’opposizione è fondamentale, necessario ed auspicabile, pensi a governare per il bene del paese, e alla blocca-processi ci pensiamo poi, che è meglio.

4 Luglio 2008 Pubblicato da stefomec | Elezioni politiche 2008, Giorgio Napolitano, Giustizia, Governo Berlusconi IV, Italia, Politics, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni | | 2 Commenti

La nuova frontiera dell’odio nella politica? Antonio Di Pietro, e chi se no?

Ahi, serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello! (Dante Alighieri, la Divina Commedia)

C’era una volta c’era l’antiberlusconismo del vecchio Romano Prodi, quello dei comunisti, che era quasi civile, ora c’è l’antiberlusconismo di Antonio Di Pietro, anzi, c’è la questione Di Pietro. Quest’uomo sta creando scompiglio nella politica, sta innescando la miccia dell’odio che il ben noto Veltrusconi sembrava aver allontanato per sempre, lasciando spazio alla tanto sperata collaborazione tra maggioranza e opposizione. E invece no…

Di Pietro tira fuori vecchi discorsi, vecchi odi, e promette un’opposizione dura, inflessibile, senza sconti. Quindi, cosa propone ai suoi elettori? Di non appoggiare nessun provvedimento che invece la squadra del vero centro-sinistra appoggerebbe, così come farebbe l’UDC. Antonio Di Pietro vuole il male del paese, il male che non ci serve, il male che fa male (gioco di parole cacofonico, ma efficace). La legislatura che si è appena aperta ha tutti gli elementi per riformare il nostro amatissimo paese, grazie al PDL, ma grazie anche, e soprattutto, al contributo del PD, che ha varato il cosiddetto Governo Ombra.

Per chi non lo sapesse, il governo ombra è una tradizione politica anglosassone; il partito all’opposizione, dato che la Camera dei Comuni e la Camera dei Lord sono squisitamente bipartitiche, e dunque bipolari, forma una sua squadra di governo i quali, volta per volta, analizzano i provvedimenti e le leggi che presenta la maggioranza, fanno le loro critiche, doverose, e contribuiscono a rendere migliori le idee del Governo. Un’idea che è piaciuta al premier, Silvio Berlusconi, e che sinceramente, dopo le prime renitenze, ha convinto anche chi vi scrive. E già, perché questo è solo uno dei segni della politica che cambia, una politica finalmente utile, la politica del fare, e non la politica del ciaccolare e ciccioneggiare, come recita la Paola Cortellesi imitando la Daniela Santanchè nel video linkato precedentemente, una politica che, INSIEME, riporterà l’Italia agli antichi splendori.

Ma in questo progetto di collaborazione Di Pietro non c’è, certo, lui è un politico vecchio stampo, che non cambia, che attacca… anche se Di Pietro con la politica non c’entra una mazza. Ebbene, io parlo a voi, amici del Partito Democratico, voi, che avete costituito il partito unitario del centro-sinistra, voi, che avete eletto Walter Veltroni alla guida del partito (anzi, noi l’abbiamo eletto, visto che anche io ho partecipato alle primarie), voi dovete ribellarvi agli atteggiamenti pieni di odio di questo falso politico, di questo giustizialista, di quest’uomo che nulla vale, e dirgli: «Noi abbiamo chiuso con la politica dell’odio, e vogliamo collaborare per rendere l’Italia un posto migliore. Se non ti sta bene, vai ad allearti con le Brigate Rosse».

Abbiamo un Parlamento più bello, ora, con due partiti maggiori e due piccole forze residue (IDV e UDC), senza comunisti, senza socialisti, senza fascisti, senza quella destra che di democratico ha poco e di neo-fascista troppo, non roviniamo questa occasione. Walter, Silvio, Pier Ferdinando, e anche tu, Antonio, lavorate per questi anni a venire per riportare il paese sulle rotaie di un’Alta Velocità che agogniamo tutti da tanto, troppo, veramente troppo tempo.

Rimettiamo in sella l’Italia, insieme, senza odio, ma con l’impegno e la serietà che l’Italia merita e si aspetta!

15 Maggio 2008 Pubblicato da stefomec | Antonio Di Pietro, Cultura e società, Elezioni politiche 2008, Governo Berlusconi IV, Italia, Pier Ferdinando Casini, Politics, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni | | 3 Commenti

Parliamo del prossimo Governo Berlusconi

Come già tutti ben saprete, Silvio Berlusconi è il nuovo premier eletto della nostra sempre amata nazione. Grande soddisfazione per una vittoria preannunciata, ma non sicuramente con un margine così ampio, che consentirà una piena e serena governabilità. Ma con queste elezioni le vittorie sono molteplici, e non riguardano solo la ripartizione dei seggi, ma molti fattori:

  1. Per la prima volta, ci siamo liberati dell’estremismo di sinistra fatto dal Partito Socialista e dai comunisti de la Sinistra- l’Arcobaleno, e abbiamo dato vita ad un Parlamento dominato da due grandi forze democratiche rappresentatrici delle due linee politiche dominanti nel paese, il centro-destra ed il centro-sinistra.
  2. Si è creato un Parlamento più semplice, senza più micro partitini che rivendicavano chissà quali e quanti seggi da chissà quali e quanti partiti dai quali si erano scissi. Ora alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica ci sono due coalizioni, e 8 partiti (PDL, PD, IDV, LN, MPA, UDC, SVP, VDA) che sicuramente inaugureranno una nuova politica italiana
  3. Con queste elezioni si sancisce una stagione nuova, quella tanto cara a Veltroni ma guidata dal sempre efficace Berlusconi, una stagione che dovrà assolutamente essere fatta di larghissime maggioranze per approvare le riforme necessarie ad un paese che, come tutto il mondo, si avvia ad affrontare i mesi più difficili dal 1929, con il crollo della Borsa di New York.
  4. Con queste elezioni si è data vita a quella che in molti hanno ribattezzato la Terza Repubblica, che finalmente (speriamo) porterà governi stabili, duraturi, non più nelle mani minacciose di Mastelliani, Diniani, Casiniani, Buttiglioniani o qualunque altro.

Il leader del Popolo della Libertà è chiamato, nella sua nuova (pur essendo il suo quarto mandato) veste, ad affrontare sfide difficili per il bene del paese, e Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini, rappresentanti delle due forze di opposizione, sono chiamati a dare il loro incondizionato appoggio per garantire un rapido riavvicinamento agli standard europei e un veloce rialzamento dell’Italia, come recitava lo slogan elettorale dei vincenti. Gli italiani, con un pizzico di lungimiranza che spero stiano cominciando ad acquisire, dovranno mettersi in testa che non ci aspettano rose e fiori, ne a noi ne tanto meno  agli stati anche più ricchi di noi, Stati Uniti e Germania in testa, poiché stiamo risentendo della crisi dei Mutui Subprime. Inutile sarà protestare per i pochi soldi nei portafogli o per alcune riforme che forse non saranno popolari, ma nel breve-medio termine ci consentiranno di non finire come l’Argentina all’inizio del millennio in corso, quando gli investitori e il paese tutto finì nel caos. Ricordate le rivolte, le distruzioni, i morti negli scontri? Non è degno dell’Italia, quindi lavoriamo tutti insieme per superare la crisi e tornare a dominare, nel modo più positivo possibile, la scena mondiale.

Se rialzeremo insieme l’Italia, la vera Italia, come la vorremmo tutti, si potrà fare, e la faremo!

15 Aprile 2008 Pubblicato da stefomec | Elezioni politiche 2008, Politics, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni | | 1 Commento

A dieci giorni dal voto (salvo altro exploit della DC di Pizza)

Mancano dieci giorni al voto. Dopo una legislatura durata poco più di 700 giorni, con un governo fallimentare, guidato dal caro presidente del Partito Democratico Romano Prodi (sì, per quanto sia Walter Veltroni a tenerne le redini, il Dalai Lama del partito di centro-sinistra è il mortadella nazionale), i lungimiranti cittadini italiani sono chiamati alle Urne per rinnovare la composizione del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Nel 2006 c’erano in campo due schieramenti principali: Casa delle Libertà e l’Ulivo, rispettivamente guidati dall’Onorevole Silvio Berlusconi e dall’Onorevole Romano Prodi. Nel 200 la situazione è cambiata, almeno nella sostanza, e ci ritroviamo sempre con i due principali partiti di centro-sinistra e centro-destra, ma con quattro simpatiche proposte “nuove”: Unione di Centro, di Pier Ferdinando Casini, la Sinistra – l’Arcobaleno di Fausto Bertinotti, La Destra di Daniela Santanché e Partito socialista di Boselli.

Complessivamente, Veltroni e Berlusconi conquisteranno (secondo i sondaggi pubblicati fino a qualche giorno fa, ovvero prima dell’entrata in vigore del divieto di pubblicazione dei medesimi) intorno all’80% dell’elettorato (43-45% Berlusconi, 36-38% Veltroni) lasciando quindi che comunisti e centristi spartiscano un 10-12% della torta elettorale, e facendo cadere le gustose bricioline sulla miriade di partiti minori, una simpatica e colorita compilation che va dal Partito Comunista dei Lavoratori a Forza Nuova, passando per i No Euro – Lista dei grilli parlanti. 

Cosa ci si aspetta dal prossimo governo, indipendentemente dalla sua composizione? Molto, anche troppo; la cara vecchia Italia, come tutto il mondo, è avvolta in una difficile crisi economica, ma in un paese con debito pubblico superiore al 105% si fa sentire di più. L’inflazione al 3,3% e i salari minimi in Europa, la pressione fiscale esageratamente alta e il potere d’acquisto che progressivamente si riduce.

Qualcuno ha il coraggio di dire che il governo uscente ha portato l’Italia in una vantaggiosa posizione economica, e che il paese sta bene. Qualcuno ha criticato la politica dell’odio fatta dagli avversari e poi, nei suoi comizi in giro per l’Italia sparge solo veleno, Qualcuno che fa parte dello stesso partito di Antonio Bassolino, l’artefice del disastro campano, non parla di come risolvere l’emergenza rifiuti, ma preferisce incentrarsi su proposte folli che comporterebbero un dispendio enorme per una economia che ha bisogno di essere aiutata prima di aiutare gli altri, questo qualcuno si fa grande dei successi ottenuti in campo culturale durante i suoi otto anni da sindaco di una ben nota città, ma non ci parla del degrado delle periferie, dell’accattonaggio, dell’emergenza sicurezza, delle infrastrutture che in confronto alle altre capitali europee sono le peggiori che esistano. Vogliamo forse negare che l’omicidio di Giovanna Reggiani non si sia verificato mentre lui era sullo scranno di primo cittadino? Vogliamo forse negare che il sistema di trasporto metropolitano di Roma faccia pietà e misericordia di Dio?

Oppure, miei cari fidati lettori, vogliamo parlare dell’Alitalia, sulla quale aleggia lo spettro del fallimento (che forse non sarebbe neanche una soluzione pessima) e/o la vendita ai francesi della compagnia aerea italiana per eccellenza? No, no, lasciamo che Spinetta riprenda a trattare con i sindacati, e acquisti l’ennesima fetta del Bel Paese, peggio di così non può andare. Del resto, come si pretende che un’azienda possa essere competitiva quando con il costo di un suo biglietto aereo posso fare talmente tanta benzina da affrontare senza problemi la tratta Ragusa-Brennero?

Oppure, e qui concludo, perché penso di avervi stancato, vogliamo parlare della riforma dell’editoria, che ancora una volta porta alla luce l’illiberalità del sistema giornalistico italiano? (Si potrebbe quasi dire che il diritto di parola è migliore in Iran che in Italia).

Amici, compagni, fidati lettori, mi rivolgo a voi nelle vesti di un semplice blogger, un cittadino che ha realmente a cuore le sorti del suo paese, e vi dico: sappiate essere lungimiranti, scegliete bene, non fatevi illudere, votate per chi davvero saprà dare uno scossone all’Italia.

4 Aprile 2008 Pubblicato da stefomec | Elezioni politiche 2008, Governo Prodi II, Politics | | 6 Commenti