La Gelmini si para il culo da nuove proteste: niente sfratto alla Montalcini
La notizia era una di quelle che, in un momento non propriamente facile per questo Governo, avrebbe suscitato un nuovo – e sacrosanto – vespaio di polemiche. Il premio Nobel Rita Levi Montalcini e il suo istituto di ricerche sul cervello (Ebri, European Brain Research Institute se non vado errato) rischiavano lo sfratto, rischiavano di ritrovarsi sulla strada senza una struttura dove poter proseguire un lavoro che accomuna molti ricercatori, e che di fatto rappresenta un Polo delle Neuroscienze estremamente importante in un paese, l’Italia, dove la scienza e la cultura sono meno importati di Amici e Grande Fratello.
A nulla importa che una donna che da poco ha compiuto la veneranda età di cento anni rischi di perdere uno dei punti focali del suo impegno nella scienza, ma soprattutto non importa al Governo.
Ma non è così, a quanto pare: con una mossa che francamente aveva del prevedibile, Maria Stella Gelmini, uno dei ministri che più ha suscitato polemiche per la sua contestabile riforma della scuola (o per meglio dire sforbiciata), ha annunciato che un finanziamento di 485,000 euro sta per essere erogato, dopo che l’avranno valutato in Parlamento (solita, maledetta burocrazia).
Ritengo troppo importante il lavoro dell’Ebri e del premio Nobel Rita Levi Montalcini per poter pensare che le attività svolte da questo centro di ricerca possano interrompersi. L’Ebri è un centro di eccellenza che va tutelato in qualsiasi modo (M.S. Gelmini)
Certo, va detta una cosa: la Gelmini è un esponente di governo, e in questo governo c’è un partito, la Lega Nord, che nel 2007 avrebbe voluto togliere i fondi alla Montalcini per destinarli al San Raffaele di…Milano! Ok, anche il San Raffaele è un polo di ricerca estremamente importante per l’Italia, ma al nord se la cavano benissimo da soli. Rita invece, così fragile nel suo corpo da centenaria, la attaccano tutti, perché sanno che per quanto possa reagire, insomma, lei è centenaria e la natura fa il suo corso.
L’ipocrisia di questo Governo è infinita: una scuola semi-distrutta e abbandonata a se stessa, una politica sociale e lavorativa da far ridere, le riforme che non ci sono, e l’unica cosa di cui si parla sono le avventure sotto le lenzuola del presidente del Consiglio e la litigata dei ragazzini dell’asilo Feltri e Boffo. Come se ai terremotati d’Abruzzo o a coloro che sono senza lavoro ne fregasse qualcosa di quel buffone di Feltri e di quel frocio (per dirla alla Feltri) dell’ex direttore dell’Avvenire.
Esami di riparazione: come è andata?
Anch’io, da studente e da rimandato, conosco la tensione e la paura che suscitano gli esami di riparazione. Un mio vecchio post sull’argomento ha raccolto moltissimi commenti e visualizzazioni, e mi sembra doveroso farne una sorta di spin-off.
Voglio chiedervi, amici lettori e rimandati, di raccontare com’è andata, come li avete trovati, come li avete vissuti e come avete affrontato lo studio estivo: corsi a scuola, costose ripetizioni private, aiuto di amici e parenti laureati? Dite, dite tutto, così da poter condividere l’esperienza insieme.
Io ho sostenuto gli esami di matematica e chimica, e martedì avrò gli scritti. Non vi nascondo che, se per quanto riguarda chimica ho una buona (se non ottima) sensazione, per matematica sono più preoccupato, poiché nonostante un BOTTO di ripetizioni, non so come ma avevo le idee confuse e non sono riuscito a fare più di tanto.
E allora spazio a voi: parlate dei vostri esami di riparazione, maledite Fioroni e Gelmini, sfogatevi a suon di parolacce senza censurarvi, perché so benissimo la frustrazione che avete – che abbiamo – e la condivido in pieno!




