Sul voto: affluenza bassina, speranze sottoterra
Ieri ho aperto i seggi, nel senso che sono andato a votare poco dopo le 15. Al mio, di seggio, c’era già fila: una decina di persone, che venivano scremate a colpi di “un uomo e una donna, grazie”. Poche le attese, molti commenti negativi, nessuno sarebbe infatti in grado di assicurare il bene del cittadino.
Io la mia scelta l’ho fatta, come vi ho già detto nel post precedente: ho scelto per l’Unione di Centro. Ora non so quanto il mio voto sarà servito all’affermazione del partito dell’on. Pier Ferdinando Casini, ma spero che il disegno moderato-cristiano-centrista abbia ottenuto buoni consensi. Lo spero per fermare l’avanzata dei disegni ideologici di Di Pietro e Bossi, nonchè per assestare l’ennesimo duro colpo alla pessima gestione del Partito Democratico e per ridurre l’egocentrismo di Silvio Berlusconi.
Comunque la popolazione votante non si illude: dura la crisi e troppo morbida la risposta del Governo. Freddi i rapporti sociali e calde le notizie di gossip sul Cavaliere. Ha ragione Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: “La ricreazione è finita, si torni a pensare ai problemi del paese”…che di problemi, ce ne sono a bizzeffe!
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