My endorsement for European elections: Unione di Centro
Nel linguaggio giornalistico-politico, l’endorsement è la promessa di voto che una persona di particolare fama fa nei confronti di un candidato nelle elezioni. Questo termine lo si sente moltissimo nelle elezioni presidenziali americane, e mai come quest’anno gli endorsement sono andati quasi esclusivamente ad un candidato (e cioè Obama). Quelle che da noi prendono il via domani alle 15.00 e terminano domenica alle 22 non sono elezioni presidenziali ma europee, servono cioè ad eleggere i 72 europarlamentari che spettano all’Italia nell’emiciclo di Bruxelles.
Come neo-18enne, sono chiamato anch’io, insieme ad una carriolata di milioni di italiani, ad esprimere la mia preferenza. In questo post però voglio rivelare le mie intenzioni di voto: non lo faccio per pubblicità o motivi idioti, ma semplicemente per sancire una spaccatura con le mie convinzioni (quasi)incrollabili verso una particolare parte politica che chi mi conosce sa bene qual’è.
Ho deciso di dare fiducia all’Unione di Centro, il solitario progetto di Pier Ferdinando Casini, già alleato dell’attuale presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. E i motivi sono molteplici:
- Berlusconi mi ha un po stancato: troppe polemiche politiche, troppi sotterfugi e troppi pettegolezzi. Da un premier ci si aspetterebbe un comportamento quanto meno decente, e un totale ed esclusivo interesse agli affari della nazione, e non alla Noemi o alla Veronica di turno.
- Il PdL e la Lega: il PdL è un partito che raccoglie i miei valori, ma che è vittima e succube del disegno politico della Lega Nord. La Patria non è fatta solo da Piemonte, Veneto e Lombardia: è fatta da Campania, Calabria, Puglia, Molise e quant’altro. Non ho mai avuto particolari simpatie per il Sud, o meglio non sarebbe la mia prima scelta casomai dovessi trasferirmi, ma non si può pensare di trascinare fuori dal baratro gli amici e connazionali del Sud con le manovre milanocentriche dei leghisti.
- Cattolici, moderati, intelligenti: la conferenza stampa di Casini in onda ieri sera su Rai Tre mi ha illuminato. Quella del leader dell’UDC è una politica seria, che approva l’approvabile e fa ostruzionismo all’impensabile; una politica che va oltre il semplice guadagno in termini di voti e pensa a come collaborare con le decisioni giuste e come bloccare quelle sbagliate. Una politica centrista, moderata, cattolica e laica al contempo. Tante volte ho pensato a Casini come un buon candidato alla presidenza della Repubblica: i suoi detrattori diranno che eleggerlo al Quirinale significherebbe svendere l’Italia a Joseph Ratzinger, ma le idee sono contrastanti, e purché civili possono essere espresse. Per come la vedo io, non sarebbe certo così, anzi.
Non farò alcuna campagna elettorale dicendovi: votate questo o non votate quell’altro. Ognuno voti come vuole, io il mio voto so a chi darlo. Perché c’è bisogno di meno lustrini e meno gossip, e più determinazione e voglia di fare al Governo, quello Nazionale e quello Europeo.





Sono sorpreso: quanto può essere cattolico un divorziato risposato la cui moglie usufruisce dei PACS o Di.Co., che dir si voglia, messi a disposizione dalla Camera, ma negati dalla Camera stessa ai comuni mortali?
(Per carità, puoi votare chi vuoi, dopotutto è un voto coerente con il comportamento ambiguo dei cd. cattolici).
Ma io non voto Casini, io voto il partito di Casini perché mi riconosco in valori moderati e in un leader che non pensa solo a organizzare festini con le minorenni…o almeno non solo a quello, o almeno se lo fa ha meno impatto.
Una base che sceglie un leader simile, forse è corresponsabile.
Comunque, quando darai la preferenza, controlla che non ci siano candidati con precedenti poco cattolici (cd. opportunisti, cattolici di comodo).
Buon voto.