¡Mi vida fantastica!

Il mio punto fisso nel mondo che gira frenetico

Voli di Stato? Fate come la Regina Sofia, usate Ryanair!

In Italia ci sono un sacco di polemiche su Silvio Berlusconi che mette a disposizione i voli di Stato – su bellissimi Falcon della Presidenza del Consiglio – per le sue amichette, con inchieste, rinvii a giudizio e roba varia. In Spagna, la Regina Sofia viaggia con voli Ryanair: precisamente, la moglie di Don Juan Carlos I ha viaggiato da Londra a Santander poiché doveva recarsi con urgenza nella città spagnola per fare visita al fratello, da poco operato. E così, ha speso 13 € (13 lei + altri 26 per le guardie del corpo – ammesso che fossero 2 e non di più) per un volo low-cost.

C’è chi considererebbe l’evento scandaloso, chi potrebbe dire che è una caduta di stile, invece è un atto estremamente apprezzabile per il risparmio economico, ma giustificato ufficialmente dal fatto che i voli di Stato sono riservati unicamente al Monarca. Qui, invece, si fanno viaggiare sui voli di Stato porci e cani, e i casi sono così tanti che non mi metto neanche ad elencarli.

E poi, scusate, ha anche dato spunto ai giornali per scrivere qualcosa, e ai turisti spagnoli per volare una volta tanto in compagnia della tanto amata regina. Vuoi mettere la soddisfazione?

Silvio, vola anche tu in Ryanair, SI RISPARMIA!

16 Giugno 2009 Pubblicato da stefomec | Cultura e società, Politics, Spagna | | Ancora nessun commento.

Sarebbe bello viaggiare in treno se funzionasse e costasse poco

Corriere della Sera dedica l’approfondimento di oggi ai disagi delle ferrovie venete, proseguendo una “linea” iniziata ieri con il racconto delle disavventure dei pendolari lombardi. Il tema è di stretta attualità, specie per chi preferisce il caro vecchio sistema ferroviario per recarsi al lavoro (o a scuola, o dove preferisce) a posto dell’automobile.

Il pendolare lo preferisce, in cuor suo, perché sa che – tecnicamente – punta ad un trasporto ecosostenibile, sostanzialmente economico sulle rotte a media percorrenza e che non richiede l’intervento proprio (può cioè godersi il viaggio senza preoccuparsi né di guidare e né di doversi fermare al primo autogrill o alla prima deviazione boschiva per fare un urgente “bisognino”). Ma sono tutte speranze disattese, puntualmente, dalla pessima gestione economica ed amministrativa delle Ferrovie dello Stato.

Facciamo alcuni esempi: il costo/km della nuovissima Alta Velocità, il servizio che entro la fine del 2009 collegherà Milano e Roma in 3 ore (contro le attuali 3′30h, dovute ai lavori di completamento della tratta appenninica Firenze-Bologna), è di circa 21 mln €, contro una media di 4-5 mln per le ferrovie transalpine e iberiche. Nulla da dire sul TGV, modello di eccellenza ferroviaria (hanno spedito un treno a 574 km/h) mentre una polemica mi duole farla sulle ferrovie regionali spagnole, che da quanto ho notato usano vecchi treni con alimentazione diesel e carrozze di seconda classe piuttosto “scrause”. I nostri ETR-500, recentemente rinominati in Frecciarossa, sono treni esteticamente perfetti, grande lusso, grandi carrozze luminose, con servizi degni della migliore tra le compagnie aeree.

Ma la realtà, o meglio le realtà?

  1. Costi improponibili sulle linee A/V-A/C: come si può chiedere ad una famiglia di anche 3 persone di viaggiare in Alta Velocità-Alta Capacità quando il costo del biglietto supera abbondantemente i 100 €? Moltiplicatelo per 3, moltiplicate nuovamente per i biglietti del ritorno, ed ecco che spunta fuori, neanche per magia, una somma che corrisponde alla metà (se non di più) dello stipendio di un operaio. Voi potrete ribattere che è una linea per clienti business, ma perchè una famiglia della “middle-class” deve accontentarsi di viaggiare in treni pessimi quando può accedere ad un servizio che, con una opportuna strategia economica, sarebbe certamente molto più accessibile?
  2. Linee regionali scandalose: le linee regionali, quelle maggiormente frequentate, sono anche le più maltrattate. La campagna d’informazione sulla messa in opera dei nuovi TAF, Treni ad Alta Frequentazione, avrà sicuramente imbambolato qualche ingenuo passeggero convinto, da un giorno all’altro, di poter finalmente viaggiare in condizioni decenti. E invece, la mattina successiva, si è ritrovato come i deportati o come le bestie nei carri merci: stretto, accaldato, senza aria condizionata, senza servizi igienici, con i finestrini luridi e sigillati, i sedili invasi dalle zecche e da biancheria intima e quant’altro.  Perché tutto questo? Visibilità! Non c’è nulla di meglio che investire in un progetto come la TAV per sembrare una nazione avanzata nei trasporti su ferrovia quando in realtà le linee frequentate dal 90% della popolazione sono a livelli simili all’India (guardatevi uno dei tanti film indiani come The Millionaire e capirete…).

Il j’accuse è sostanzialmente terminato, ed è un j’accuse su cui non potrete non trovarvi d’accordo. Quello che vorrei che voi lettori facciate è proporre delle soluzioni al problema. Io, personalmente, consiglierei di ridurre i prezzi dell’alta velocità, intensificare i controlli sui furbi che viaggiano senza biglietto e, a questi, comminare sanzioni pecuniarie di una certa rilevanza. Inoltre, rimodulare le spese sulle linee “business” dimodoché, qualora sia possibile economizzare, lo si faccia, evitando così di caricare eccessivamente i prezzi dei biglietti per rientrare nella spesa il prima possibile.

Soluzione ancora più utile, invece, è quella di accelerare il processo di liberalizzazione del settore ferroviario affinché nuove compagnie, come la Nuovo Trasporto Viaggiatori di Luca Cordero di Montezemolo possano offrire maggiore concorrenza, più scelta e dunque producano una mole di offerte maggiori. L’entrata in servizio dei treni NTV è prevista per il 2011: perché non anticipare al 2010? Tutto questo per aiutare i passeggeri a scegliere le soluzioni migliori, e soprattutto a risparmiare, cosa che in tempi di crisi male non fa.

16 Giugno 2009 Pubblicato da stefomec | Commercio, Cultura e società, Italia, Tecnologia, Trasporti | | Ancora nessun commento.

Gheddafi a Roma: ma chi te ce vole?

L’ignobile dittatore libico Muammar Gheddafi (frega se non l’ho scritto bene, la mia considerazione per quest’uomo è pressochè pari a zero) bloccherà per qualche giorno la fruizione di Villa Pamphili a Roma, straordinario gioiello architettonico e naturalistico, poiché le autorità italiane capeggiate dal premier Silvio Berlusconi, che più volte ha mostrato una devozione a Gheddafi quasi da posizione a 90 gradi, asseconderanno la richiesta di una “enorme tenda beduina”  - dove alloggerà il signorino – da installare proprio nella Villa.

Ma non solo! Analizziamo con una lista veloce veloce i problemi (e gli appuntamenti) che la visita di questo personaggio in cerca d’autore porterà alla Capitale:

  1. Divieto di sorvolo dello spazio aereo di Roma dalle 10.00 del 10/VI alle 24.00 del 13/VI (sabato)
  2. Rallentamento delle attività dell’Università la Sapienza per la visita che effettuerà nella giornata di dopodomani (giovedì, n.d.r.)
  3. Paralisi totale del traffico urbano per le giornate di domani (arrivo) e sabato (partenza) in quanto verranno sicuramente predisposte eccezionali misure di sicurezza, che verranno pagate altrettanto sicuramente con i soldi dello Stato e non certo dalle “casse private” del premier
  4. Chiusura dei Musei Capitolini dalle 14.00 di giovedì per tutto il tempo necessario

Questo “personaggio”, inoltre, incontrerà nella giornata di venerdì circa 700 donne “di rilievo” in un incontro che vedrà presente il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna. Viene da chiedersi cosa una persona così maschilista, adepto di una religione che professa odio e sottomissione per le donne – costrette a coprirsi interamente perché “indegne” -, possa dire di educato, civile ed interessante alle donne italiane. Così come viene da chiedersi qual’è lo scopo della assolutamente indesiderata visita: trascinare Roma nel caos per mezza settimana? Presumibilmente.

Fatto sta che le proteste non mancheranno, in particolare quelle degli studenti dell’Onda – il movimento nato per protestare contro la riforma Gelmini – e dei collettivi autorganizzati del quartiere Monteverde.

A questi gruppi e tutti coloro che intenderanno manifestare in qualsiasi modo il loro disappunto contro l’ospite indesiderato va la mia personale solidarietà e appoggio morale. Io la mia l’ho detta: Gheddafi non è gradito, e non sarò l’unico che la pensa così. Ma purtroppo si sa: con Berlusconi al Governo, dobbiamo sentirne di molteplici…

9 Giugno 2009 Pubblicato da stefomec | Cronaca, Cultura e società, Gheddafi, Governo Berlusconi IV, Italia, Politics, Silvio Berlusconi | | Ancora nessun commento.

Analisi “veloce veloce” dei risultati delle Europee

Ok, Berlusconi ha vinto. E questo si sapeva: ma non ha vinto poi così trionfalmente, alimentando le speranze di chi vede in una maggiore “frammentazione” della politica un clima tendenzialmente più democratico e non maggioritario fino all’esasperazione. Il PD è felice per un misero 26%, nonostante sia in calo di 7 punti rispetto alle politiche di 1 anno e due mesi fa.

Preoccupano (almeno al sottoscritto, gli altri non saprei), e non poco, le affermazioni della Lega (10,4%) e Italia dei Valori (8%): i partiti “di lotta” rallentano la corsa dell’Italia verso il disegno bipolare e di fatto fanno capire che quasi un quinto dei votanti ha scelto per un cambiamento. Bene l’Unione di Centro, che migliora seppur di poco la prestazione del 13-14 aprile 2008 con circa il 6,5% dei suffragi.

Un voto di astensionismo, che dice: la gente è stufa di Berlusconi – ma lo vota comunque per “ricompensarlo” di un anno di sostanziale buon Governo, ed è stufa della leadership di Franceschini che comunque può contare su una base di fedelissimi. Non è invece stufa – la solita gente – di Bossi e delle manovre contro l’immigrazione della Lega Nord (e quindi spunta una virata xenofoba degli italiani simile alle idee di Le Pen in Francia) e dell’opposizione dura e forte di Antonino Di Pietro. Del resto, chi odia il Cavaliere ritrova dei concreti sentimenti di odio solo nell’Italia dei Valori, che fa dell’antiberlusconismo l’unico cavallo di battaglia da anni.

E Casini? Lui si tiene il suo 6%, ed in fondo fa bene: non è un partito allineato ai “Grandi”, non fa parte del Governo e ha fatto una campagna che – salvo per la candidatura di Emanuele Filiberto di Savoia (son curioso di vedere se sarà eletto) – di particolare e visibile aveva ben poco. Eppure ha convinto il 6% degli elettori: gli eredi della DC piacciono, e in futuro ci si potrà allargare. Basta impegnarsi in fondo.

8 Giugno 2009 Pubblicato da stefomec | Antonio Di Pietro, Dario Franceschini, Elezioni europee 2009, Italia, Lega Nord, Partito Democratico, Pier Ferdinando Casini, Politics, Silvio Berlusconi | | 3 Commenti

Sul voto: affluenza bassina, speranze sottoterra

Ieri ho aperto i seggi, nel senso che sono andato a votare poco dopo le 15. Al mio, di seggio, c’era già fila: una decina di persone, che venivano scremate a colpi di “un uomo e una donna, grazie”. Poche le attese, molti commenti negativi, nessuno sarebbe infatti in grado di assicurare il bene del cittadino.

Io la mia scelta l’ho fatta, come vi ho già detto nel post precedente: ho scelto per l’Unione di Centro. Ora non so quanto il mio voto sarà servito all’affermazione del partito dell’on. Pier Ferdinando Casini, ma spero che il disegno moderato-cristiano-centrista abbia ottenuto buoni consensi. Lo spero per fermare l’avanzata dei disegni ideologici di Di Pietro e Bossi, nonchè per assestare l’ennesimo duro colpo alla pessima gestione del Partito Democratico e per ridurre l’egocentrismo di Silvio Berlusconi.

Comunque la popolazione votante non si illude: dura la crisi e troppo morbida la risposta del Governo. Freddi i rapporti sociali e calde le notizie di gossip sul Cavaliere. Ha ragione Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: “La ricreazione è finita, si torni a pensare ai problemi del paese”…che di problemi, ce ne sono a bizzeffe!

7 Giugno 2009 Pubblicato da stefomec | Antonio Di Pietro, Dario Franceschini, Elezioni europee 2009, Istruzione, Lega Nord, Pier Ferdinando Casini, Politics, Silvio Berlusconi | | Ancora nessun commento.

My endorsement for European elections: Unione di Centro

Nel linguaggio giornalistico-politico, l’endorsement è la promessa di voto che una persona di particolare fama fa nei confronti di un candidato nelle elezioni. Questo termine lo si sente moltissimo nelle elezioni presidenziali americane, e mai come quest’anno gli endorsement sono andati quasi esclusivamente ad un candidato (e cioè Obama). Quelle che da noi prendono il via domani alle 15.00 e terminano domenica alle 22 non sono elezioni presidenziali ma europee, servono cioè ad eleggere i 72 europarlamentari che spettano all’Italia nell’emiciclo di Bruxelles.

Come neo-18enne, sono chiamato anch’io, insieme ad una carriolata di milioni di italiani, ad esprimere la mia preferenza. In questo post però voglio rivelare le mie intenzioni di voto: non lo faccio per pubblicità o motivi idioti, ma semplicemente per sancire una spaccatura con le mie convinzioni (quasi)incrollabili verso una particolare parte politica che chi mi conosce sa bene qual’è.

Ho deciso di dare fiducia all’Unione di Centro, il solitario progetto di Pier Ferdinando Casini, già alleato dell’attuale presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. E i motivi sono molteplici:

  1. Berlusconi mi ha un po stancato: troppe polemiche politiche, troppi sotterfugi e troppi pettegolezzi. Da un premier ci si aspetterebbe un comportamento quanto meno decente, e un totale ed esclusivo interesse agli affari della nazione, e non alla Noemi o alla Veronica di turno.
  2. Il PdL e la Lega: il PdL è un partito che raccoglie i miei valori, ma che è vittima e succube del disegno politico della Lega Nord. La Patria non è fatta solo da Piemonte, Veneto e Lombardia: è fatta da Campania, Calabria, Puglia, Molise e quant’altro. Non ho mai avuto particolari simpatie per il Sud, o meglio non sarebbe la mia prima scelta casomai dovessi trasferirmi, ma non si può pensare di trascinare fuori dal baratro gli amici e connazionali del Sud con le manovre milanocentriche dei leghisti.
  3. Cattolici, moderati, intelligenti: la conferenza stampa di Casini in onda ieri sera su Rai Tre mi ha illuminato. Quella del leader dell’UDC è una politica seria, che approva l’approvabile e fa ostruzionismo all’impensabile; una politica che va oltre il semplice guadagno in termini di voti e pensa a come collaborare con le decisioni giuste e come bloccare quelle sbagliate. Una politica centrista, moderata, cattolica e laica al contempo. Tante volte ho pensato a Casini come un buon candidato alla presidenza della Repubblica: i suoi detrattori diranno che eleggerlo al Quirinale significherebbe svendere l’Italia a Joseph Ratzinger, ma le idee sono contrastanti, e purché civili possono essere espresse. Per come la vedo io, non sarebbe certo così, anzi.

Non farò alcuna campagna elettorale dicendovi: votate questo o non votate quell’altro. Ognuno voti come vuole, io il mio voto so a chi darlo. Perché c’è bisogno di meno lustrini e meno gossip, e più determinazione e voglia di fare al Governo, quello Nazionale e quello Europeo.

5 Giugno 2009 Pubblicato da stefomec | Elezioni europee 2009, Governo Berlusconi IV, Italia, Pier Ferdinando Casini, Politics | | 3 Commenti