Posted by: stefomec on: 10 Ottobre 2008
La mobilitazione popolare contro la riforma sfascista della Gelmini è iniziata. Da oggi, e per altre 3 settimane almeno, scioperi regionali e nazionali a raffica, degli studenti, degli insegnanti, del personale A.T.A. e di chiunque aborra questa riforma, metteranno a dura prova la resistenza della 35enne ministra-avvocato, nonché la prosecuzione della discussione parlamentare, che si è spostata al Senato dopo una rapida e veloce questione di fiducia alla Camera dei Deputati. Nel dettaglio che segue, analizziamo tutte le “sommosse popolari” di quello che si annuncia come l’ottobre più caldo per l’istruzione di tutti i governi Berlusconi:
Il dibattito intrapreso ieri in classe con la nostra insegnante di italiano, la lettura del comunicato dell’UDS e le varie, impressionanti cifre, hanno aperto gli occhi al vostro blogger, che vi cita alcune di quelle cifre per vostra curiosità:
I tagli alla scuola, indiscriminati, da parte di tutti i Governi della storia della Repubblica, ci hanno portato al XXXVIII posto nella “graduatoria” dell’OCSE, l’organizzazione dei paesi sviluppati, dietro a stati come Cile e Messico, che sicuramente non sono nel G8 o chissà cosa. Il numero di laureati italiani è scarsissimo, la percentuale di abbandono scolastico tocca punte del 40% negli istituti tecnici e professionali, la spesa scolastica sul PIL è dello 0,4%, (superati da Islanda, Canada, Messico e Portogallo), le strumentazioni tecnologiche sono inferiori alle media OCSE (77 computer per scuola contro una media di 115), l’accesso a internet è risicato, e, per trovare un altro pelo nell’uovo, il 90% almeno (mia personale statistica che sicuramente troverà riscontro positivo) dei computer usati nelle scuole monta sistema operativo Windows, con un enorme ricarico di spesa per le sole licenze sui bilanci degli istituti, quando si potrebbero benissimo montare sistemi operativi liberi come Ubuntu, senza spendere un centesimo, e offrendo agli studenti soluzioni innovative, moderne e FREE invece che abituarli al consumismo e all’imperialismo tecnologico dell’azienda di Bill Gates.
Non preoccupatevi, non sto diventando improvvisamente comunista, e non ho alcuna intenzione di divenirlo. Ho ancora le mie idee, e non mi vedrete mai votare né per Veltroni, né per Di Pietro, né per nessuno di questi esponenti dello schieramento avverso al mio. Però, quando c’è in gioco il futuro di noi studenti, dei vostri figli, dei vostri nipoti, e di tutta la scuola italiana, non c’è partito politico che tenga, non c’è Gelmini da convincere, non ci sono tailleur da seguire.
Per questo, amiche e amici lettori, vi invito, voi tutti che tenete alla scuola italiana, a protestare, fare sentire la vostra voce, in piazza, sui blog, sui giornali, sui giornalini della scuola, dove volete, a protestare contro la riforma e contro la Gelmini, ma non cantando slogan grotteschi come Gelmini pu***** o esibendo la vostra ugola d’oro in perfette esecuzioni di Bella Ciao, Bandiera Rossa e chissà quale altra canzone partigiana, perché non è una protesta destra-sinistra, è una protesta contro una determinata decisione, e chiunque l’abbia presa, che sia PdCI, PdL, UDC o PD, va condannata per i modi e per i contenuti, senza politicismi inutili e deleteri.
[...] la Gelmini, in vista degli … Archiviato in: Midi — Ottobre 10, 2008 @ 12:06 pm sconosciuto: Oggi, Venerdì 10 ottobre 2008: l’Unione degli Studenti marcia su Roma, con una manifestazione [...]
10, 100, 1.000 Gelmini…
Per una scuola con meno insegnanti, meglio preparati, meglio pagati, meglio motivati.
Gli insegnanti disoccupati con un po’ di umiltà il lavoro lo trovano.
Quei soldi risparmiati serviranno per preparare meglio insegnanti e studenti. O vogliano continuare a usarli per pagare insegnanti incapaci? ma che vadano a zappare la terra!
FORZA MARIASTELLA,brava e bella!
La “povera” Gelmini fino ad ora ha soltanto presentato il decreto 133 (approvato l’altro mercoledì) che prevede il ritorno dei voti in decimali, il 5 condotta, il maestro prevalente e altre cose (come ha spiegato Tooby sul suo blog).
In realtà gran parte dei tagli non sono ancora stati approvati né sono presenti in un decreto legge, ma sono nelle dichiarazioni programmatiche e devono ancora essere discussi; e comunque, i ministri diretti interessati non sono tanto la Gelmini quanto Tremonti, Brunetta, Sacconi & co.
10 Ottobre 2008 a 20:22
Un altro dei problemi legati ai conflitti di interesse: i figli e i nipoti di Silvio sono andati, vanno o andranno alle scuole private (uno di loro è mio collega, dovresti saperlo). La scuola pubblica è quanto di più lontano ci possa essere dalla mentalità berlusconiana. Il conflitto d’interessi rovina l’Italia, e il nostro Silvio ormai ci ha preso gusto, vedasi http://xmau.com/notiziole/arch/200810/004843.html
Quanto al centrosinistra, posso dirti che le riforme proposte da loro erano ugualmente inutili perché essi erano sostanzialmente incapaci. Dev’essere un fatto genetico.