Avvelenamento da calcio (quello giocato, non quello del latte)
Avvelenamento da calcio. In sintesi, potremmo definire così la sindrome, in periodo di Giochi Olimpici, che colpisce tutti coloro, atleti o meno, che si accorgono degli «ingiusti privilegi» nel mondo del calcio rispetto a tutti gli altri sport. Di nuovo oggi, sulla Gazzetta dello Sport, appare un articolo che riporta le parole di Matteo Tagliariol, campione olimpico per l’Italia proprio a questi giochi. Lo spadista ha così commentato una vicenda che vi spiegherò qualche riga più in basso:
Grazie alla medaglia d’oro, io avrei potuto viaggiare in business ma sono rimasto in classe economica per stare insieme ai miei compagni”. “Loro sono stati eliminati e a noi serve una medaglia d’oro per viaggiare in business. Ma si sa la differenza che c’è in Italia fra il calcio e gli altri sport. Noi ci siamo abituati, però non è giusto. (Tagliariol, stoccata al calcio “Esistono privilegi ingiusti”, Gazzetta dello Sport, 19 agosto 2008 )
In pratica, la vicenda ha origine alcuni giorni fa, quando sia Valentina Vezzali e le sue compagne di squadra, fresche di medaglia, sia la Nazionale di Calcio Under-21, fresca di eliminazione ai quarti di finale da parte del Belgio, hanno utilizzato lo stesso volo Air-China per fare rientro nel Bel Paese. Giovinco & Co., fattisi umiliare da una squadra certamente molto meno brava di loro, dopo un girone di qualificazione con 2 successi e 1 pareggio (0-0 con il Camerun), in una partita che definire orrida è un complimento, hanno beneficiato della business class, mentre Vezzali & Co. le hanno rifilate in economy, spazi stretti e sedili di terza qualità (la scena ricorda vagamente il film indiano Matrimoni e Pregiudizi). Di qui, è partito lo strascico di polemiche tra i privilegi concessi al calcio e quelli non concessi agli altri sport.
Beh, voi mi direte, la storia è vecchia, se ne discute sempre e intorno al calcio gira un volume di denaro che è troppo importante per poter permettere questo tipo di polemiche. Ma questa è una infamia, è un trattamento fascista. Tutti gli sport sono uguali, anzi, non tutti gli sport sono uguali, perché il calcio forgia caratteri violenti, che pensano solamente alla competizione e alla vittoria, ma non alla partecipazione, mentre gli altri sport insegnano la lealtà, il rispetto dell’avversario e delle regole, una convivenza civile e serena. Avete mai visto una rissa a Wimbledon? Per caso è mai stato ucciso un tifoso durante un match di rugby?
L’Italia è un paese vecchi stampo, dove il pluralismo sportivo è un concetto avulso, insensato, da molti considerato folle. Da talmente tante persone che basta leggere il 95% dei commenti all’articolo che vi ho linkato precedentemente.
Anche Tagliariol si perde in un commento sciocco sul calcio… Bravo, hai vinto la medaglia ma adessa stai un pò zitto per 4 anni… Meno male che manca poco alla fine delle Olimpiadi, poi riparte l’industria calcio per dare soldi anche agli schermidori…
ci si dimentika ke la nazionale di calcio è CAMPIONE DEL MONDO IN CARICA… non so se mi spiego; inoltre le emozioni ke ho provato dopo l finale vinta contro la francia o dopo la finale di manchester o atene vinte dal milan non me le ha sapute regalare nessun olimpionico. Infine,oltre ke vedermi d’accordo con polleggiato, aggiungerei ke mi pare ke i calciatori siano di 1 spanna superiore anke mentalmente visto ke nn rispondono a queste continue stokkate….avete tutto il io supporto xk lo so quanti sacrifici vanno fatti x diventare 1 calciatore professionista al contrario di tutti quelli ke vi osteggiano e dicono ke nn ne dovete fare
Sinceramente, oltre al linguaggio italo-omicida, sono esterrefatto e mi vergogno (questo termine torna spesso) di condividere la nazionalità con simili individui che ritengono il calcio l’unico “pseudo” sport degno di essere giocato; fosse per questi ragazzini anche le Olimpiadi andrebbero abolite. Ok, aspettate, anche io guardo il calcio, sono un tifoso sfegatato del Milan e sono felice se la mia squadra porta a casa scudetti, supercoppe, Champions League e compagnia bella, ma nello sport esiste altro oltre al calcio. Oltre al Milan, infatti, il sottoscritto è un tifoso ancora più sfegatato (al limite del folle) di Roger Federer, e mi piace guardare anche il basket e il golf. Ma tutto questo ha una dimostrazione: ai primi tre posti del ranking ATP ci sono uno spagnolo, uno svizzero e un serbo. Il primo italiano, Andreas Seppi, è 33esimo. Nel basket forse andiamo un po meglio, ci sono tre italiani (Bargnani, Belinelli e Gallinari) nell’NBA, ma nella madre Patria è uno sport di nicchia, relegato agli ultimi 5 minuti del Tg5 della domenica notte, nulla di più. Il golf? Neanche a parlarne, è un passatempo per Berlusconi & Co. e Tiger Woods non ha certo il passaporto italico.
Ma si sa, è tutta una questione di soldi e di conflitto di interessi. Del resto, il presidente della “mia” squadra è anche il presidente del Consiglio dei Ministri, l’altra metà di Milano è di Massimo Moratti, parente del sindaco Letizia e imprenditore nel petrolio, Abramovich pagherebbe 200 milioni di euro pur di portarsi Kakà al Chelsea e via discorrendo…peccato però, perché il tennis è molto più bello del calcio. E non solo il tennis.




