Condoglianze, Italia.
Ma che brava Sabina Guzzanti e i suoi amici girotondini-grilliani. Oggi, come sapete, si è svolta la manifestazione, definita No-Cav Day, una protesta, ideata da parte del PD, dall’IdV e da molti esponenti della cultura di sinistra, per protestare contro le “leggine” ad personam promosse dal premier, Silvio Berlusconi (di cui abbiamo già parlato in un post precedente, che ha avuto, per il suo tono pesantemente ed innovativamente critico, plausi dai miei soliti detrattori).
Per quanto non condivida l’iniziativa, nel modo più assoluto, il diritto di manifestare è una delle più belle e grandi libertà. L’Italia è una nazione di manifestanti, una nazione di piazze stracolme: dai funerali di Enrico Berlinguer, storico esponente del comunismo, alle grandi adunate sindacali, ai concerti del primo maggio davanti la Basilica di San Giovanni in Laterano, passando per la manifestazione dell’allora CdL del 2 dicembre 2006, sino ai Gay Pride e quant’altro.
Oggi è ricominciata l’opposizione di un tempo: l’antiberlusconismo che scende in piazza, e prende di mira anche chi con Berlusconi non c’entra nulla, oppure c’entra. L’antiberlusconismo che si fa beffa della vita della gente, che usa epiteti irripetibili e che offende a destra e a manca. Ebbene, oggi si è toccato il fondo, oggi mi hanno fatto davvero girare i coglioni a mille giri al minuto. Voi mi direte: Predichi bene a dire che gli epiteti non vanno usati e poi sei il primo che li usa. Lo so, ma quanno ce vo, ce vo!
Veniamo al sunto di tutto: Sabina Guzzanti, una donna (se così possiamo chiamarla) che si è presa gioco del popolo che manifestava sacrosantamente usando un linguaggio vergognoso:
- Le offese alla Carfagna: la troia ha offeso la Carfagna, ministro delle Pari Opportunità, soubrette, presentatrice, e ora ministro senza portafoglio. Una gran cazzata di Berlusconi, ma sorvoliamo, è un essere umano, e una donna, e va rispettata. La Guzzanti ha proclamato uno stornello romano, con toni da osteria, da querela, uno schifo mai immaginato, ma non si è fermata qui, offendendo una sua “collega donna, ha dato di matto: “A me non interessa la vita sessuale di Berlusconi, non sono una moralista; ma non può diventare ministro delle Pari Opportunità una che gli ha succhiato l’uccello”. E ancora: “Berlusconi usa il viagra, questo lo sanno tutti infatti uno dei suoi nomignoli è ‘presidente vaso dilatatorio’ ed i suoi assistenti si chiamano ‘vasellinati’ o ‘vaso dilatati’”.
- HA OFFESO PAPA BENEDETTO XVI: Sì, si è permessa, ha offeso il Papa! HA OFFESO IL PAPA! Cosa cazzo c’entrava Ratzinger con il No-Cav Day? Cooosa? COOOSA C’ENTRAVAA?! E neanche a dire che si tratti di una offesa “passabile”, ma di un attacco criminale, vergognoso, impronunciabile, ma che riporterò per diritto di cronaca: «Tra 20 anni Ratzinger sarà morto e sarà all’inferno, tormentato da diavoloni».
Sono troppo, veramente troppo indignato da questo vergognoso ritorno al passato. E sto sorvolando sulle parole di Trebbiator-Di Pietro, su quelle di Travagliato-Travaglio, e su quelle di Grillo Ciccione, il quale, come oramai costume consolidato, ha preso di mira Giorgio Napolitano, apostrofandolo come un deficiente dormiglione che non sa decidere, autonomamente, cosa promulgare, cosa non promulgare, facendo trapelare dunque, dalla sua bocca di merda, un giudizio pazzesco di Napolitano. Il Capo dello Stato non è un lobotomizzato, è un uomo di straordinaria cultura e merito, che è salito al Colle per i suoi altissimi servigi resi alla Patria Italia, e non perché mandatoci a calci in culo da lui e dai quattro idioti che lo ascoltano.
Sono offeso, amici lettori, anzi, e lo dico con le lacrime agli occhi, che devastano la mia autostima: in momenti come questi, mi vergogno di essere italiano. Mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di tenere la bandiera vicino a me, la bandiera insozzata da uomini inutili, vorrei solo sprofondare e non sentire più nulla. Vorrei andarmene, nella più remota delle nazioni, e rimanerci, morirci e farmici seppellire. Mi vergogno di essere italiano.
(Post scriptum: ho inserito la Categoria:Lutti perché quest’oggi l’Italia, la mia quasi-ex Patria, è morta..di nuovo, è morta, ed è stata assassinata, e il suo vessillo sporcato del Sangue della Democrazia, come il sangue che uscì dai corpi di Abraham Lincoln, di John Fitzgerald Kennedy e di Aldo Moro).
Il grande errore di Silvio Berlusconi
Il titolo è decisamente insolito, eppure è sintetico e chiaro: Berlusconi ha fatto una solenne cazzata. Il nostro beneamato presidente del consiglio (o almeno, io lo stimo), dopo aver trionfalmente vinto le elezioni, dopo aver formato il Governo, incassato la fiducia delle Camere, iniziato a lavorare, fatto il primo CdM a Napoli, messo in atto varie strategie per risolvere l’emergenza rifiuti, eliminata l’ICI, detassati gli straordinari con aliquota unica al 10%, incassato di nuovo la fiducia degli elettori siciliani, che hanno messo l’accoppiata Pdl-MpA-UDC alla guida di tutte e 8 le province nelle quali si votava il 15 e 16 giugno, è inciampato nella vecchia buca, che non aveva intenzione di lasciare in “santa pace”.
Mi riferisco, come già avrete capito, alle leggine ad personam, e, in particolare, alla Blocca Processi (la norma che sospende tutti i processi con pene inferiori ai 10 anni, per dare più spazio ai processi urgenti, ma che di fatto sospende anche i vari procedimenti giudiziari a suo carico) e il Lodo Alfano (versione rivisitata in chiave moderna del Lodo Schifani, ovvero l’immunità dai processi per le quattro più alte cariche dello stato, dunque Napolitano, Schifani, Fini e Berlusconi, per tutta la durata del mandato).
Allora, sul Lodo Alfano ci posso quasi anche stare, ma neanche tanto, perché:
- Giorgio Napolitano non ha alcun procedimento giudiziario, al momento, per il quale debba presentarsi dinanzi agli inquirenti, e, comunque, gli unici reati contestabili al PdR nell’esercizio delle sue funzioni sono quelli di alto tradimento e/o attentato alla Costituzione, per i quali si procede secondo l’art. 90 della carta costituzionale.
- Silvio Berlusconi, oltre che presidente del Consiglio dei Ministri, è anche un deputato. Ai sensi dell’art. 68 della Costituzione, dunque, non può essere arrestato o condannato, in quanto la costituzione parla di sentenza irrevocabile di condanna, e quindi spunta l’articolo 111, che definisce il “dogma” della presunzione di innocenza sino a conclusione del processo, e dunque, sino alla sentenza della Corte di Cassazione. Inoltre, non può essere arrestato in quanto non commette pena che prevede l’arresto o il fermo giudiziario (la corruzione in atti d’ufficio non è un omicidio).
- Gianfranco Fini e Renato Schifani, presidenti di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, non mi sembra abbiano, a loro volta, procedimenti penali in corso, e dunque non hanno da temere per la loro salute giudiziaria.
- Sempre su Berlusconi, un parlamentare può essere arrestato solo dopo il giudizio positivo della Giunta per le autorizzazioni a procedere, e dunque, in una giunta che fa parte di una legislatura dove il centro-destra è in vantaggio, non credo che i parlamentari che appoggiano il presidente del Consiglio dei Ministri vogliano autorizzare quanto sopra.
Ora, io non sono un avvocato o un insegnante di diritto, ma ho fatto una analisi veloce veloce, e penso sia applicabile.
Dunque, tornando a Berlusconi, che ha ottenuto forte mandato a governare dai cittadini, che ha messo su una ottima squadra di Governo, che aveva iniziato con il piede giusto, che aveva sin dal suo primo discorso inneggiato al dialogo come unica forma possibile per risolvere i problemi che angustiano il Paese, che motivo c’era di andare a legiferare su argomenti assolutamente rimandabili, non strettamente necessari, e che, inoltre, hanno giustamente scatenato l’inferocita (seppure esagerata) reazione delle tre opposizioni parlamentari? L’Italia, caro presidente, non ha bisogno di blocca processi e decreti legge sulle intercettazioni, perché non è con quella che ci paghiamo le bollette, facciamo la spesa o diamo da mangiare ai nostri figli. L’Italia ha fame, l’Italia ha i portafogli vuoti, l’Italia vuole soluzioni concrete (la Manovra ne è un esempio, ma è ancora poco) per mettere fine alla crisi economica e vedere i salari, e dunque il potere d’acquisto, crescere e stabilizzarsi.
Caro presidente, smettiamola con queste inutili e dannose e deleterie leggi ad personam. Ha un mandato importante, sta governando in un periodo estremamente difficile, dove il dialogo con l’opposizione è fondamentale, necessario ed auspicabile, pensi a governare per il bene del paese, e alla blocca-processi ci pensiamo poi, che è meglio.
Ingrid è libera!
INGRID BETANCOURT è LIBERA! Lo dico a voce forte, lo urlo, finalmente, dopo quasi 7 anni di sofferenza, prigionia, di paura per la sua vita, Ingrid Betancourt è libera! L’ennesimo colpo alle FARC ha portato al più sospirato dei risultati, la liberazione dell’ex candidata alla presidenza della Colombia, rapita nel 2002, a 2 mesi dalle elezioni nelle quali, secondo i sondaggi di allora, non avrebbe raccolto che il 2%.
Questo post è certamente il più felice che abbia avuto modo di scrivere. Ieri sera, ve lo dico con tutta sincerità, ero in bagno (
), poi sono tornato al pc e, come di mio solito, ho aperto il sito del Corriere della Sera. Ingrid Betancourt liberata; sono rimasto senza fiato, in un minuto avevo aperte una decina di finestre (Repubblica, Corriere, ANSA, BBC, CNN, Al Jazeera, El Mundo, El Pais, Bild) e tutti questi siti riportavano la magnifica notizia, la liberazione della franco-colombiana Ingrid Betancourt.
Il sistema ha funzionato, e per questo è bene ringraziare Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica Francese, in prima linea per la sua liberazione sin dal giorno dopo l’elezione, ma soprattutto il presidente colombiano Uribe e l’esercito colombiano, che, senza spargere neanche una goccia di sangue, senza uccidere e con una manovra epica, hanno consentito la liberazione di questa straordinaria donna, di tre contractor statunitensi e di altri 12 ostaggi, nelle mani dei Guerriglieri Rivoluzionari Armati Colombiani.
Finalmente sei libera, Ingrid! Finalmente sei tornata dalla tua famiglia, puoi riabbracciare tua madre e i tuoi figli, e puoi tornare a combattere per una Colombia libera dai criminali, per riscattare a livello mondiale questa bellissima nazione, vittima innocente di gestioni fallimentari dell’emergenza criminale e vittima di gente senza scrupoli. Forza, Ingrid Betancourt, Forza!!




