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Il CdM “trasloca” a Napoli; i partenopei sperano in Silvio e la squadra

Il Consiglio dei Ministri, per la sua prima riunione (in realtà sarebbe la seconda, ma sorvoliamo) si sposta a Napoli. Domani, Silvio Berlusconi e la sua squadra faranno tappa a Palazzo Reale, nel centro della bellissima città partenopea, per mettere a punto vari pacchetti su alcuni problemi estremamente urgenti; analizziamoli insieme:

  1. Questione sicurezza: è inutile che, sia a destra che a sinistra, si voglia negare l’esistenza di una grave emergenza sicurezza, ma è inutile anche gettare fango solo sui rom, i rumeni, gli albanesi, senza tenere a mente le migliaia di migliaia di reati commessi dagli italiani. E al sud lo sanno bene: vi dice qualcosa la camorra, la ‘ndrangheta, la mafia? Eh, lì non ci sono i rumeni, ci sono gli italiani. Criminali italianissimi, tutti pizza margherita e uè, uaglio! Sorvoliamo sulle napoletanate (ho sempre detto che amo Napoli, e non i napoletani) e torniamo alla sicurezza: in Italia c’è un problema, e si chiama certezza della pena. Perché un assassino, condannato in primo anno a 30 anni di carcere, deve aspettare il giudizio della Cassazione, che arriverà dopo 5-6 anni, essendo intanto  libero di poter reiterare il reato per il quale è accusato? Pensiamo ad Anna Maria Franzoni, che, per una coincidenza fortuita, è la nipote della moglie di Romano Prodi, la quale, nel corso del lungo iter giudiziario che l’ha vista coinvolta si è avvalsa di avvocati come Taormina, Federico Grosso, per poi ripiegare su di un semplice avvocato d’ufficio, che, però, è riuscita a fargli ottenere il dimezzamento della pena. Domani, o al massimo giovedì, la Corte di Cassazione pronuncerà un giudizio sul futuro di questa donna: conferma della condanna (16 anni e qualche mese) oppure assoluzione. C’è qualcosa che non va in tutto questo, dal ladro, al grassatore, al truffatore, all’uxoricida, al violentatore: i processi durano troppo, i processi sono spesso inutili, i processi non funzionano, le pene sono palesi prese in giro. Deprecando, NATURALMENTE, la pena di morte, dico che le pene vadano inasprite: lo spaccio di sostanze stupefacenti, l’omicidio, la truffa, e tanti altri, vanno puniti con l’ergastolo. Il consumo di droga va punito con 25 anni di carcere, la rapina idem, lo stupro con 50 anni di carcere.
  2. Emergenza rifiuti: e qui tiriamo in ballo la Camorra, che è la vera responsabile di questa tragedia disumana che coinvolge i nostri amici campani. I camorristi, questi sporchi criminali, ci marciano, ci guadagnano, vivono con le azioni truffaldine, nelle quali rientra anche il “commercio della munnezza”. Certo, è facile parlare, quando non si è direttamente coinvolti, ma i napoletani devono svegliarsi, devono fare barriera comune, devono smetterla di proteggere questi infami bastardi che minano la Democrazia e lottare, fino allo stremo delle forze, per assicurare questa gente alla Giustizia e bonificare una delle zone più belle del Bel Paese. Poi, quando si saranno eliminati i rami, si rastrelleranno via le foglie. Come? Basta dare i rifiuti alla Germania, che ci guadagna e ci produce pure l’energia, facciamoci i termovalorizzatori, portiamo il riciclo ad almeno il 50% del totale dell’immondizia, e, nei piccoli comuni, eliminiamo i camion. Già qualche comune, infatti, ha adottato la soluzione più naturale che esista: l’asinello. Questo simpatico animale, che può portare carichi 4 volte superiori a quelli di un camion, non consuma benzina, ma fieno, al massimo qualche carota, è naturale, è simpatico, non inquina, ed ha un sacco di altri vantaggi. Certo, usarlo a Roma sarebbe un po comico, ma usarlo a Montesarchio, a Rocca di Papa, ad Alleghe, andrebbe bene.
  3. Alitalia: la nostra compagnia di bandiera, dal futuro sempre più incerto, con un carrello e mezzo nella tomba, e l’altro che non sa se infilarcisi pure lui, oppure rullare, veloce veloce, fino a ritirarsi per far spiccare il volo ad un Boeing pieno di speranze. Alitalia deve rimanere in mano italiana, assolutamente, perché Alitalia = compagnia di bandiera italiana = Italia, e su questo ci siamo. Gli imprenditori ci sono, piano piano spuntano, ci pensano tutti, perché sanno che sul trasporto aereo c’è da investire e da guadagnarci, ma tutte queste compagnie “grosse” hanno un nemico comune: low-cost. Perché dovrei spendere 400 € per fare Roma-Milano-Roma con Alitalia quando con Ryanair posso spendere la metà, la metà della metà magari? Certo, se voglio viaggiare bene, devo spenderne 400, ma io non ce li ho, io, cittadino che guadagna 1.500 € al mese, che ne spendo 800 di bollette, 600 di spesa, 100 di questo, 150 di quell’altro, e alla fine mi ritrovo anche con i debiti, piuttosto che con qualche soldino da mettere nel vecchio libretto postale. Ma in gioco è il futuro dell’azienda: si facciano vedere questi imprenditori, formino questa cordata, e acquistino questa povera Alitalia, per la gioia di chi ci lavora, che, se non rientrerà nel sicuro piano esuberi, potrà sperare in un po di stabilità.
  4. Economia, ICI e detassazione straordinari: se si riducono le tasse, i soldi che uno guadagna sono di più, ha più potere d’acquisto, spende di più, l’economia riprende (Tooby, tu che fai economia dimmi se sbaglio, ma del resto io non studio alla Bocconi, quindi tu saprai correggermi se sbaglio). L’imposta comunale sugli immobili è questo fardello che spetta a tutti coloro che hanno una fissa dimora. Mediamente cosa sono, 75-100-150 euro al mese, per una casa media? Non è molto, forse sarebbe una delle imposte che potrebbe essere lasciata, ma detassare anche le cose più piccole è un aiuto per tutti. L’importante, è, invece, detassare gli stipendi, e gli straordinari in particolare. Fino ad un anno e mezzo fa, vedevo la busta paga di mia nonna, operatrice tecnico assistenziale (OTA) presso una casa di cura privata, dell’azienda San Raffaele. Al netto, prendeva 1.500 € al mese, ma in tasca gliene entravano 1.000, sì e no. Rendiamoci conto, sono cinquecento euro, quasi un milione di lire che se ne vanno in tasse. Certo, le tasse servono allo Stato per offrire servizi al cittadino, ma santo Dio quanti soldi vuole questo Stato! Se lo stato se ne prendesse 250 in meno, nelle tasche ci entrerebbero 250 euro in più, per arrivare serenamente alla fine del mese oppure per metterli da parte, che so, per il nipote, il figlio, oppure per farsi una bella Crociera di quelle della MCS, che tanto ci fanno sognare, ma che non possiamo permetterci, con i nostri miseri stipendi.

Da questo CdM ci si aspetta molto, tanto, da Napoli a Roma, da Torino a Trieste, dal Brennero a Ragusa. Ci aspettiamo misure concrete per mettere un freno ai problemi, ridare sicurezza al paese e potere d’acquisto alle nostre tasche esauste. Tutto ciò, con il contributo di una opposizione che dovrà essere responsabile, utile, competente. Nel PD lo sono, nell’UDC anche (credo), nell’IDV no, non penso che lo siano, sono troppo attaccati alle loro battaglie politiche, ma sta bene a loro, sta bene a tutti. Buon lavoro, dunque, al premier Berlusconi, e alla sua squadra.

20 Maggio 2008 Pubblicato da stefomec | Antonio Di Pietro, Governo Berlusconi IV, Italia, Pier Ferdinando Casini, Politics, Silvio Berlusconi, Tasse, Walter Veltroni | | 3 Commenti