Posted by: stefomec on: 15 Maggio 2008
Ahi, serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello! (Dante Alighieri, la Divina Commedia)
C’era una volta c’era l’antiberlusconismo del vecchio Romano Prodi, quello dei comunisti, che era quasi civile, ora c’è l’antiberlusconismo di Antonio Di Pietro, anzi, c’è la questione Di Pietro. Quest’uomo sta creando scompiglio nella politica, sta innescando la miccia dell’odio che il ben noto Veltrusconi sembrava aver allontanato per sempre, lasciando spazio alla tanto sperata collaborazione tra maggioranza e opposizione. E invece no…
Di Pietro tira fuori vecchi discorsi, vecchi odi, e promette un’opposizione dura, inflessibile, senza sconti. Quindi, cosa propone ai suoi elettori? Di non appoggiare nessun provvedimento che invece la squadra del vero centro-sinistra appoggerebbe, così come farebbe l’UDC. Antonio Di Pietro vuole il male del paese, il male che non ci serve, il male che fa male (gioco di parole cacofonico, ma efficace). La legislatura che si è appena aperta ha tutti gli elementi per riformare il nostro amatissimo paese, grazie al PDL, ma grazie anche, e soprattutto, al contributo del PD, che ha varato il cosiddetto Governo Ombra.
Per chi non lo sapesse, il governo ombra è una tradizione politica anglosassone; il partito all’opposizione, dato che la Camera dei Comuni e la Camera dei Lord sono squisitamente bipartitiche, e dunque bipolari, forma una sua squadra di governo i quali, volta per volta, analizzano i provvedimenti e le leggi che presenta la maggioranza, fanno le loro critiche, doverose, e contribuiscono a rendere migliori le idee del Governo. Un’idea che è piaciuta al premier, Silvio Berlusconi, e che sinceramente, dopo le prime renitenze, ha convinto anche chi vi scrive. E già, perché questo è solo uno dei segni della politica che cambia, una politica finalmente utile, la politica del fare, e non la politica del ciaccolare e ciccioneggiare, come recita la Paola Cortellesi imitando la Daniela Santanchè nel video linkato precedentemente, una politica che, INSIEME, riporterà l’Italia agli antichi splendori.
Ma in questo progetto di collaborazione Di Pietro non c’è, certo, lui è un politico vecchio stampo, che non cambia, che attacca… anche se Di Pietro con la politica non c’entra una mazza. Ebbene, io parlo a voi, amici del Partito Democratico, voi, che avete costituito il partito unitario del centro-sinistra, voi, che avete eletto Walter Veltroni alla guida del partito (anzi, noi l’abbiamo eletto, visto che anche io ho partecipato alle primarie), voi dovete ribellarvi agli atteggiamenti pieni di odio di questo falso politico, di questo giustizialista, di quest’uomo che nulla vale, e dirgli: «Noi abbiamo chiuso con la politica dell’odio, e vogliamo collaborare per rendere l’Italia un posto migliore. Se non ti sta bene, vai ad allearti con le Brigate Rosse».
Abbiamo un Parlamento più bello, ora, con due partiti maggiori e due piccole forze residue (IDV e UDC), senza comunisti, senza socialisti, senza fascisti, senza quella destra che di democratico ha poco e di neo-fascista troppo, non roviniamo questa occasione. Walter, Silvio, Pier Ferdinando, e anche tu, Antonio, lavorate per questi anni a venire per riportare il paese sulle rotaie di un’Alta Velocità che agogniamo tutti da tanto, troppo, veramente troppo tempo.
Rimettiamo in sella l’Italia, insieme, senza odio, ma con l’impegno e la serietà che l’Italia merita e si aspetta!
Di Pietro non ha scheletri nel proprio armadio. Sicuro! Sicuro! Sicuro…..
E solo chi non ha peccato scagli il primo (di) pietro!
15 Maggio 2008 a 19:12
Come al solito, hai una visione ristretta delle cose. Una premessa: Di Pietro tira fuori non vecchi odi, ma i vecchi scheletri nell’armadio di Berlusconi e fa notare che questo signore ha fatto della politica uno strumento per rendere impossibile guardare nel suo passato, sia a livello giudiziario che a livello di informazione. Ma tu tutto questo non riesci a vederlo, non perché tu sia stupido, ma perché non voler vedere è più facile (ho sentito da qualche parte che «non ci sono strade facili, ma solo strade per codardi»).
Cominciamo con il dire che il governo ombra, in Italia, è praticamente il nulla. Nel Regno Unito il governo ombra è riconosciuto da leggi e consuetudini, partecipa alla formazione delle leggi, grazie alla comunicazione che esiste con il governo luce. In Italia non c’è niente di tutto questo, e, al momento, sono solo belle parole, sia di Berlusconi che di Veltroni (btw, «bipartitico, quindi bipolare», oltre ad essere tautologico, è anche una scemenza linguistica).
Io dubito che Di Pietro voterà sistematicamente contro perché odia Berlusconi. Semplicemente sarà meno accomodante di Veltroni, in particolare su un tema, quello della giustizia. Non dimentichiamo che tutti i partiti in parlamento, tranne quello di Di Pietro, hanno condannati in vari gradi e indagati, quindi fare gli accomodanti in tema di giustizia giova a tutti i partiti (tranne l’IdV), che tra l’altro non dovranno fare i conti con frange estremiste della coalizione. Tralasciando il PdL, visto che il suo leader è pluriprescritto-grazie-alle-proprie-leggi, anche nel PD c’è un bel po’ di marcio, coperto o scoperto. Basti guardare all’indulto per capire che bel papocchio è venuto fuori (e guarda caso, l’IdV votò contro – insieme alla sola Lega -, il PD votò a favore assieme al PdL e all’Udc). Ma tu non vedi neppure questo, per il solito motivo. Ti limiti a ripetere come un pappagallo ciò che dice Berlusconi. Complimenti per il senso critico che hai.
Poi che bello vederti parlare di «senza odio» e sentirti dire «Se non ti sta bene, vai ad allearti con le Brigate Rosse»: fai notare che vedi le cose in modo tanto distorto da non notare che ti contraddici.
Posso dirti che spero anche io che le cose comincino ad andare per il verso giusto: ma di sicuro, se il potere viene usato per favorire i propri amici, i compagni di partito sporchi, le proprie aziende, non se ne uscirà più, a prescindere da quanti buoni provvedimenti potrà varare il governo. La giustizia e l’economia sono campi tanto delicati da non potere permettere in alcun modo che si possano fare leggi ad personam per favorire (anche bipartisanamente) Mediaset o le Coop rosse, gli indagati e i processati di qua e di là. Questo ha detto Di Pietro: visti i precedenti di Berlusconi, non si può essere accomodanti come vuole fare il PD, che pure ha interessi simili al PdL.
Attacca pure Di Pietro, se ti va: l’opposizione e il conflitto non sono il sintomo di un male, ma la dimostrazione che un sistema funziona. Leggi qualche libro di comportamento organizzativo (che è una materia che sto studiando in questo semestre) o cerca su internet qualcosa riguardo il conflitto, e noterai che il “volemose bbene” non porta da nessuna parte.
Ma mi sa che non lo dice Berlusconi, tu non lo noterai mai. Come tutto il resto.