Benedetto XVI Magno
La questione del Tibet: in questo vergognoso post, e non mi vergogno a definirlo vergognoso, il buon Giovanni (alias Tooby) ha attaccato papa Benedetto XVI per non aver preso posizione sul Tibet, definendolo codardo, e un’altra serie di aggettivi che potete leggervi da soli. Non gli do torto, ma, anzi, definisco giusta la sua decisione: il pontefice, al termine della sua messa per la Domenica delle Palme, ha affrontato un tema di stretta attualità e di vivo interesse: l’immane tragedia che, da troppi anni, coinvolge l’Iraq; un (altro) vescovo cattolico è stato ucciso, barbaramente, ed è solo una delle centinaia di migliaia di vittime da aggiungere alla lunghissima lista dall’inizio della Liberazione dell’Iraq dalla dittatura di Saddam Hussein da parte dell’Eccellentissimo Salvatore George Walker Bush, e le sue parole, hanno, per intensità, la pretesa (giusta) di paragonarsi alle parole di papa Benedetto XV quando, durante la Prima Guerra Mondiale, definì il conflitto una inutile strage. Delle parole profonde, straordinariamente dure, che meritano ammirazione e che devono essere prese in considerazione da tutto il mondo per mettere fine a questo conflitto vergognoso!
Il papa non ha fatto nulla di politico, e non ha nulla da invidiare al suo predecessore, il grande Giovanni Paolo II, che naturalmente anch’esso fu, più volte, oggetto di polemiche varie. Benedetto XVI sarà il nuovo Giovanni XXIII. Papa Roncalli, dopo il magnifico pontificato di Pio XII, si pensò che non avrebbe inciso minimamente sulla lunga cronologia pontificale e sulle sorti della Chiesa, e invece? E invece indisse il Concilio Vaticano II, una delle più grandi mobilitazioni delle gerarchie ecclesiastiche, che portò un grande moto di cambiamento nel mondo cristiano cattolico. E così, a Dio piacendo, sarà anche Joseph Ratzinger. Magari non indirà il Concilio Vaticano III, ma qualcosa di importante e notevole farà.
Chi lo critica non lo conosce, chi lo critica non ha analizzato la vena filosofica del suo pontificato, che, da tre anni, ha arricchito la Chiesa. Purtroppo non tutti i papi sono come Giovanni Paolo II, che ha “governato” per un periodo lunghissimo, ha attraversato due secoli e due millenni, aveva una faccia buona (come Giovanni XXIII) ed una vicinanza fraterna al popolo, con i giovani in particolare. Esulto, e ringrazio Dio e i cardinali elettori, perché hanno eletto questo grande papa!




