¡Mi vida fantastica!

Repetita Iuvant….

La nuova frontiera dell’odio nella politica? Antonio Di Pietro, e chi se no?

Ahi, serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello! (Dante Alighieri, la Divina Commedia)

C’era una volta c’era l’antiberlusconismo del vecchio Romano Prodi, quello dei comunisti, che era quasi civile, ora c’è l’antiberlusconismo di Antonio Di Pietro, anzi, c’è la questione Di Pietro. Quest’uomo sta creando scompiglio nella politica, sta innescando la miccia dell’odio che il ben noto Veltrusconi sembrava aver allontanato per sempre, lasciando spazio alla tanto sperata collaborazione tra maggioranza e opposizione. E invece no…

Di Pietro tira fuori vecchi discorsi, vecchi odi, e promette un’opposizione dura, inflessibile, senza sconti. Quindi, cosa propone ai suoi elettori? Di non appoggiare nessun provvedimento che invece la squadra del vero centro-sinistra appoggerebbe, così come farebbe l’UDC. Antonio Di Pietro vuole il male del paese, il male che non ci serve, il male che fa male (gioco di parole cacofonico, ma efficace). La legislatura che si è appena aperta ha tutti gli elementi per riformare il nostro amatissimo paese, grazie al PDL, ma grazie anche, e soprattutto, al contributo del PD, che ha varato il cosiddetto Governo Ombra.

Per chi non lo sapesse, il governo ombra è una tradizione politica anglosassone; il partito all’opposizione, dato che la Camera dei Comuni e la Camera dei Lord sono squisitamente bipartitiche, e dunque bipolari, forma una sua squadra di governo i quali, volta per volta, analizzano i provvedimenti e le leggi che presenta la maggioranza, fanno le loro critiche, doverose, e contribuiscono a rendere migliori le idee del Governo. Un’idea che è piaciuta al premier, Silvio Berlusconi, e che sinceramente, dopo le prime renitenze, ha convinto anche chi vi scrive. E già, perché questo è solo uno dei segni della politica che cambia, una politica finalmente utile, la politica del fare, e non la politica del ciaccolare e ciccioneggiare, come recita la Paola Cortellesi imitando la Daniela Santanchè nel video linkato precedentemente, una politica che, INSIEME, riporterà l’Italia agli antichi splendori.

Ma in questo progetto di collaborazione Di Pietro non c’è, certo, lui è un politico vecchio stampo, che non cambia, che attacca… anche se Di Pietro con la politica non c’entra una mazza. Ebbene, io parlo a voi, amici del Partito Democratico, voi, che avete costituito il partito unitario del centro-sinistra, voi, che avete eletto Walter Veltroni alla guida del partito (anzi, noi l’abbiamo eletto, visto che anche io ho partecipato alle primarie), voi dovete ribellarvi agli atteggiamenti pieni di odio di questo falso politico, di questo giustizialista, di quest’uomo che nulla vale, e dirgli: «Noi abbiamo chiuso con la politica dell’odio, e vogliamo collaborare per rendere l’Italia un posto migliore. Se non ti sta bene, vai ad allearti con le Brigate Rosse».

Abbiamo un Parlamento più bello, ora, con due partiti maggiori e due piccole forze residue (IDV e UDC), senza comunisti, senza socialisti, senza fascisti, senza quella destra che di democratico ha poco e di neo-fascista troppo, non roviniamo questa occasione. Walter, Silvio, Pier Ferdinando, e anche tu, Antonio, lavorate per questi anni a venire per riportare il paese sulle rotaie di un’Alta Velocità che agogniamo tutti da tanto, troppo, veramente troppo tempo.

Rimettiamo in sella l’Italia, insieme, senza odio, ma con l’impegno e la serietà che l’Italia merita e si aspetta!

15.05.08 Pubblicato da stefomec | Antonio Di Pietro, Cultura e società, Elezioni politiche 2008, Governo Berlusconi IV, Italia, Pier Ferdinando Casini, Politics, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni | | 2 Commenti

Le comiche italiane: dopo Grillo, la Libia minaccia Calderoli

Non solo il pubblico italiano deve assistere, e subire, le ben note favole di Giuseppe Beppe Grillo, non solo deve ascoltare la sua ipocrisia, alla quale i media, che peraltro sono suoi nemici, dedicano tanto spazio, ma deve vedersi anche minacciata dagli arabi.

Nella giornata di ieri, per chi non avesse avuto occasione di leggere o ascoltare il tg, il figlio del dittatore comunista Muammar Gheddafi, Saif El Islam, ha avuto modo di interferire, peraltro in grande stile, caratteristica questa che accomuna molti regimi dittatoriali, sulla formazione del nuovo governo, che, come tutti sappiamo, sarà guidato da Silvio Berlusconi e vedrà una corposa partecipazione del partito della Lega Nord, che ha ottenuto dei risultati estremamente alti. Ebbene, il caro El Islam ha fatto intendere che, qualora Berlusconi decidesse di assegnare un dicastero al chirurgo maxillofacciale e politico Roberto Calderoli le conseguenze nelle relazioni potrebbero essere «disastrose, catastrofiche, inimmaginabili». Non che gli arabi non ci abbiano abituato a questi deliri fantapolitici che poco hanno di sensato e che peraltro ci hanno insegnato a non dare peso a questi quattro fanatici, però è l’atto politico che costituisce un problema enorme.

Come se Giorgio Napolitano, dopo che Zapatero aveva vinto le elezioni, alcune settimane addietro, avesse deciso di chiamare il premier spagnolo, appena riconfermato, per dirgli di non eleggere al Ministero della Difesa Carme Chacon, prima donna ad occupare un ministero così importante, e soprattutto nominata al 7° mese di gravidanza. Un esempio della forza delle donne, delle quali ho già parlato in precedenza. Ma veniamo a noi. L’interferenza nella formazione di un governo di uno stato sovrano e democratico come naturalmente l’Italia è già vergognosa se fosse fatta da stati altrettanto democratici, o presunti tali, come per esempio gli Stati Uniti d’America, ma quando viene dai capi di stato, o dai figli (che amore il nepotismo..) di dittature e di regimi che instaurano nelle rispettive nazioni regimi di terrore, allora è ancora più inaccettabile.

Fortunatamente (o sfortunatamente, visto che certi avvenimenti sarebbe meglio risparmiarseli) però il parterre italiano non è rimasto a guardare. Personalmente, ho particolarmente apprezzato le parole del dimissionario ministro degli Esteri, on. Massimo d’Alema, che ha difeso la libertà di scelta nella formazione del nuovo governo, condannando le intrusioni estere. Ho poi letto, con particolare attenzione, le dichiarazioni del simpatico Mario Borghezio, un uomo che sicuramente non ha peli sulla lingua, come purtroppo gran parte di questi politici d’oggigiorno, che ha detto: «Gli islamici non semineranno sentimenti di odio contro di noi, contro la nostra religione e contro la nostra civiltà». Io lo rivendico, lo rivendica Gianfranco Fini e lo fanno molti altri: l’Italia è sì un paese laico, e ci mancherebbe altro, perché il laicismo consente di professare ognuno la propria religione, ma l’Italia è un paese dalle radici cristiane, e di certo gli islamici non marceranno su Roma come i Lanzichenecchi nel 1527 e metteranno un bavaglio sulla bocca del Papa, o di qualunque esponente cristiano. Non siamo in Cina, qui, ed abbiamo il diritto di parola. Tutti lo hanno, figuriamoci se lo si viene a togliere ad un capo di stato, e leader di una comunità religiosa che conta più di un miliardo di professanti.

Mi piace l’Islam, e ha come pregio di essere una religione estremamente “fedele”, ma purtroppo da vari anni a questa parte i musulmani sono un pericolo. Sono essi, del resto, che hanno buttato giù il World Trade Center (3.000 morti), o la stazione di Atocha (191 morti) o varie fermate della metropolitana di Londra (52 morti), e tante altre tragedie, sulle quali ci vorrebbe un post di cinquanta pagine, che hanno attentato al cuore delle democrazie. Fortunatamente, non hanno colpito mai l’Italia, e non credo che lo faranno a breve. L’Italia è uno stato diverso, l’Italia non può essere attaccata, per i motivi più svariati. Una sorta di stato cuscinetto.

L’unica raccomandazione possibile, visto che è impensabile fare una crociata anti-Islam, al contrario di questi ultimi che fanno crociate anti-Cattolicesimo e anti-Occidente, è cercare di estirpare tutte le componenti criminali presenti sul territorio, espellere senza appello i jihadisti, e tutelare la VERA libertà religiosa dei musulmani che, invece di professare Allah con le bombe, lo professano nei modi e nei tempi che la loro religione stabilisce.

04.05.08 Pubblicato da stefomec | Beppe Grillo, Cina, Cultura e società, Dalai Lama, Giorgio Napolitano, Islam, Italia, Lega Nord, Papa Benedetto XVI, Religione, Roberto Calderoli, Zapatero | | 5 Commenti

Gordon Brown, la débâcle alle elezioni, l’America e la destra in Europa

Forse sì, fidati lettori, che spero non mi punirete disertandomi per aver deciso di cambiare un po, staccandomi dal solito Beppe Grillo. Forse la Gran Bretagna, dopo 11 anni di Tony Blair e poco più di uno di Gordon Brown, si sta riscoprendo conservatrice. Certo non si può dire che il verdetto delle amministrative abbia messo del sale su una ferita già aperta e sanguinante.

Perché? Perché Gordon Brown non è Tony Blair, semplicemente. Blair, che ha guidato la nazione nel passaggio tra 2° e 3° millennio, durante e dopo l’11 settembre, ma soprattutto dopo il 7 luglio del 2005, quando si rivissero i momenti tragici di Atocha, seppure in forma meno, ma ugualmente, tragica, era diverso. Un leader di centro-sinistra carismatico, vicino alla gente, oserei dire simpatico, che certo non ha nulla da invidiare al nostro centro-sinistra. In effetti, il sistema politico inglese ha molto aplomb, caratteristica tipicamente british, e rispecchia una nazione con degli standard diversi. Nel paese della più longeva sovrana del mondo, che da sola è il capo di stato di alcune delle nazioni più grandi del mondo (Canada e Australia giusto per citare due dei 53 stati del Commonwealth), i due schieramenti politici hanno delle identità particolari, a cominciare dai nomi. Labour e Tories, riformisti e conservatori, Gordon Brown  e David Cameron.

E poi, il centro-sinistra: guardate Tony Blair, guardate una sua foto. Già l’età, che ispira fiducia, già la simpatia e il carisma, e poi guardate Romano Prodi. Cos’ha Romano Prodi in meno? Praticamente tutto, ma, per fortuna o per sfortuna dell’opposizione, ora è stato scalzato e sostituito dal caro Walter (l’africano) Veltroni. Sì, proprio lui, quello che dice di dare i suoi 100.000 € di pensione da parlamentare in beneficenza ai bambini del Malawi, quello che, dopo la débâcle, non ha rinunciato a mettere in discussione la leadership del PD. Il partito non gli appartiene, e secondo me farebbe bene a convocare nuove primarie. Il popolo del PD è chiamato a rivedersi, dopo la sconfitta, ed eleggere un candidato che possa seriamente affrontare il PDL. Certo, a qualche nasino all’insu non va giù che il demoniaco Silvio Berlusconi sia molto più carismatico, però i nasini devono ricredersi. Del resto, cosa aveva annunciato il leader della maggioranza prima delle elezioni? «Avremo dieci punti in più e una maggioranza di trenta senatori» e così è stato, i dati parlano chiaro, Berlusconi ha rivinto, e di brutto, cari compagni.

Comunque, ho divagato troppo, e quindi preferisco tornare ad uno scenario più europeista: prendiamo come punti di riferimento cinque nazioni: Spagna, Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna. La Spagna ha da poco riconfermato Zapatero, l’anticlericalista per eccellenza, ma che ha fatto valere le ragioni del socialismo, e che sta portando il paese su una strada di crescita eccellente. La Francia, che piano piano sfiducia Sarkozy, e non per le sue scelte politiche, bensì per l’eccessiva intrusione dei media nella eccessiva vita privata. Ma del resto, si sa, con un presidente cinquantenne può succedere questo e altro. Certo, se Napolitano lasciasse Clio per la Loren, desterebbe molto molto più scandalo ;) La Germania, della cancelliera Angela Merkel, di centro-cattolico tendente a destra, l’Italia di Silvio Berlusconi e la Gran Bretagna di… di? Diciamo pure di Cameron, visto che dopo aver perso anche Londra, la poltrona del successore di Blair è più traballante dell’economia mondiale.

Un Europa spaccata, che tende più a destra che a sinistra. Ciclicità dell’elettorato? Svolta? Tendenze politiche? Certo è che un appuntamento che ridisegnerà alcuni scenari politici sarà il 4 novembre prossimo, quando gli americani eleggeranno il loro nuovo presidente. Certo, chi succederà a George W. Bush avrà sicuramente più popolarità di lui, il presidente più odiato della storia americana. Ci mancherebbe altro, è sotto di lui che è cominciato il terzo millennio battagliero. Chi mi conosce sa bene che tifo Hillary Clinton, e ho mille buoni motivi per farlo a discapito di Barack Hussein Obama o John McCain, ma il motivo ufficiale è che è donna, e allo stato attuale, come del resto quasi sempre, mi fido molto più di una donna che di un uomo. Certo, se venisse eletta affronterebbe la sfida di comandare il paese più influente, ma anche più contraddittorio della Terra, ma penso che ci riuscirebbe piuttosto bene, ma soprattutto darebbe una scossa agli Stati Uniti, che sono sbagliati dalla radice fino alla foglia più in alto.

03.05.08 Pubblicato da stefomec | Beppe Grillo, Germania, Gordon Brown, Informazione, Politics, Regno Unito, Silvio Berlusconi, Spagna, Stati Uniti d'America, Walter Veltroni, Zapatero | | 4 Commenti

Per la serie Beppe Grillo santo subito: il 730 del Grillo

Eh, già, amici miei, ogni tanto si scoprono gli altarini, ma spesso, togliendo i centrini, rimane la polvere, tanta polvere, una polvere che difficilmente se ne va via con una passata di straccio e di spruzzo per mobili. Questo è quanto sta succedendo al carissimo Giuseppe Grillo detto Beppe, il noto abbindolatore, ammaestratore di foche, antidemocratico, sovversivo, il San Giuseppe Paladino dei Cittadini indifesi, colui che non guadagna, colui che non magna, colui che non respira neanche per dare l’aria ai suoi benamati grillini, ma che questa volta se l’è presa (sono volgare stamattina) proprio nel culo.

Eh, già, amici lettori, e ora vi spiego, se avrete la pazienza di leggermi, il perché. Sicuramente tutti voi avrete sentito la vicenda dell’Agenzia delle Entrate che, tramite il suo sito, aveva reso disponibili tutte le dichiarazioni dei redditi degli italiani, da Alfonso Antonelli a Zagabrio Zagabrini (ogni riferimento a cose e/o persone è puramente casuale) relativamente all’anno 2005. C’erano tutti, e dico tutti, i redditi dei cittadini italiani che compilano il 730. E chi poteva mancare, Giuseppe Beppe Grillo? Certo che, no, naturalmente. Ora, cosa si aspetta una persona dall’ammaestratore di foche? Un reddito medio, non è che lavora, la mattina non va ad impastare la calce o a spaccare le strade, non fatica, non suda, non sa cosa significa lavorare, perché vive alle spalle di questi quattro stronzi che lo finanziano. Eh, no, amici miei, perché, scoprendo gli altarini, ecco cosa è venuto fuori:

  • Grillo Giuseppe. Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Imposta netta: 1.823.010.

Ma che carino! Il carissimo Paladino dei diritti del cittadino oppresso dalla tassazione fiscale e dallo stipendio ridotto all’osso che non arriva neanche alla terza settimana in realtà porta a casa oltre 8.000.000.000 del vecchio conio. Otto miliardi, amici miei! Quattro milioni e quasi trecentomila euro, che di certo ci svelano come questo tizio predica bene e razzola male, malissimo, vergognosamente male! Come può criticare, giudicare, parlare male, prendere le difese del cittadino e dichiararsi un oppresso dello Stato (lo Stato che fa capo a Giorgio Napolitano, del quale ha detto veste e vituperie) quando guadagna 8.272.889.775 lire?

Ma non fosse solo questo. Dalle pagine del suo blog, pagine che, ci metto la mano sul fuoco sicuro di non scottarmela, lui non avrà neanche mai letto, visto che gliele scriverà qualcun altro, si ribella, si indigna, si scandalizza! Certo, si scandalizza sì, perché da qualche giorno a questa parte sta venendo fuori tutto il marcio che c’è dietro a quest’uomo che, se fosse vissuto in paesi civili (o presunti tali) come Norvegia, Svezia, Finlandia, Svizzera, Stati Uniti d’America, Canada o Giappone, sarebbe già finito in carcere per vilipendio al capo dello stato oppure a stendere la mano davanti alla prima chiesa Evangelica o Battista per chiedere l’elemosina, visto che una persona di questo calibro è socialmente inutile. Troppo facile fare l’oppresso, solo di facciata, quando poi si ha un reddito annuale che corrisponde al guadagno di un operaio medio (1.500 €/mese) per 238 anni. Duecentotrentotto anni, per l’esattezza, ovvero (20+40=60) quasi 6 vite di una persona che lavora per 40 anni di fila.

Ma il primo colpo di grazia l’ha ricevuto, e se la lama non ha tranciato di netto la testa, è solo perché il colpo assestato dal Mastro Titta non ha colpito fino in fondo. I suoi stessi beniamini, coloro che lo amano, che lo glorificano, che quasi lo divinizzano, sono in rivolta, sono sconvolti. Ma come, il vostro caro Beppe Grillo prima vi difende e poi guadagna 8 miliardi e mezzo all’anno? Ma poveri ingenui, non lo sapevate prima? Eh già, cari grillini, questa è la fregatura: vi state fidando di un ipocrita schifoso, un egoista, un uomo condannato dalla Legge per innumerevoli reati, tra i quali si preconfigura anche un incidente stradale con omicidio, e che vuole fare la morale al Berlusconi, al Mastella, al Prodi, al Veltroni, al Fini, allo Schifani, al Napolitano di turno.

Io ve lo scrivo da tempo immemore, amici, compagni, fidati lettori: basta fidarsi di quest’uomo, basta dargli spago, basta credere che sia the solution to, all of life’s problems (cit.), BASTA! L’Italia ha bisogno di pace, di serenità, di civiltà, di credere nei valori fondanti che i nostri padri ci hanno donato a costo della libertà e della vita, per liberarci dall’oppressione fascista e nazista. Basta spargere odio sulla classe politica, basta spargere odio sul capo dello Stato, basta! BASTA! Siamo stufi, gli italiani sono stufi!

01.05.08 Pubblicato da stefomec | Beppe Grillo, Cultura e società, Giorgio Napolitano, Informazione, Italia, Tasse | | 10 Commenti

Vergogne francesi: Le Figaro insinua che il Papa sia malato, Lombardi smentisce

Il quotidiano francese Le Figaro ha pubblicato nella giornata di ieri, nella sua edizione on-line, un articolo enorme nel quale ipotizza una grave malattia cardiaca di Papa Benedetto XVI e, scongiuri scongiuri, riapre già il toto-papabili, come successe poco più di tre anni fa con la morte di Giovanni Paolo II ed il conclave che ne seguì; «il debole di cuore», come questo giornalista, tale Hervé Yannou, osa definire il pontefice, starebbe sempre più male dopo il faticoso viaggio negli USA, viaggio, questo, che ha segnato una tappa storica per la storia della chiesa a stelle e strisce e soprattutto la definitiva consacrazione di Joseph Ratzinger come uomo dalle mille possibilità, teologo riflessivo ma anche papa simpatico, sorridente e legato al popolo cristiano. Certo, per come la vedo io, non ha nulla da invidiare al suo predecessore, se non un pontificato che sicuramente non potrà essere ugualmente lungo.

Subito dopo questo articolo, padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, ha fatto sapere che le notizie secondo cui il capo sarebbe malato sono «assolutamente paradossali» e che il pontefice «sta benissimo, nonostante la sua età». Se ogni tanto i cugini d’oltralpe pensassero prima di dire/fare qualcosa (a questo proposito, la sfuriata di Zidane su Materazzi la dice lunga sulle capacità mentali dei galletti), potrebbero rendersi conto che, nonostante si possa condurre una vita assolutamente salutare e attiva, quando si oltrepassano i 3 quarti di secolo di vita, le forze non sono più come quelle di un quindicenne, ma comunque si può vivere una vita assolutamente normale. E poi, stiamo parlando non di un comune mortale che la mattina si alza alle 10, va al bar, poi torna, pranza e va a dormire, bensì del capo della Chiesa Cattolica, un uomo impegnato mattina, pomeriggio e sera, sette giorni su sette, che si sveglia alle 6 di mattina, studia, lavora, e che va a dormire a notte fonda.

Altro punto del vergognoso articolo, al quale sono seguiti decine di commenti di gente stizzita per lo scandaloso tema, è la lista dei successori; successori post-mortem o successori post-abdicazione stile Celestino V - Bonifacio VIII ? Non ci è dato saperlo, ma quello che sappiamo sono i nomi: Tarcisio Bertone, Cardinale Segretario di Stato, Camerlengo, collaboratore del papa, italiano, classe 1934 (non giovanissimo) e Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, presidente della Caritas Internationalis, honduregno, 66 anni (piuttosto giovane, giusto 8 anni in più di Giovanni Paolo II, che fu eletto a soli 58 anni). Due nomi di tutto rispetto, due belle figure, due successori che sicuramente sarebbero degni di Benedetto XVI. Personalmente, se dovete costringermi a pensare al nuovo papa, sarei più propenso a Bertone, sia per la sua simpatia, e sia perché è italiano, e, dopo due papi stranieri di fila dopo 500 anni di papi italiani, un ritorno alla tradizione sarebbe interessante.

Comunque, tralasciando statistiche, papabili e quant’altro, rimane un certo sconcerto per un articolo che assolutamente i responsabili di uno dei più importanti, se non il più importante quotidiano francese, potevano evitare di far pubblicare. Il papa sta bene, o almeno lo speriamo tutti noi cristiani cattolici, e ci auguriamo e preghiamo che il suo pontificato duri per tanti anni ancora, alla faccia di chi lo da per spacciato e troppo vecchio. Anche se, ma questa è solo una mia ipotesi, questa mattina, durante l’Angelus, il pontefice indossava la stola pesante, che di solito non indossa. Chissà, magari è una semplice influenza, nulla di grave, ma se l’influenza la prendo io, al massimo si preoccupa mia madre, ma se la prende il papa, lo diamo già per morto, “funeralato” e sepolto. Lunga vita al Papa!

27.04.08 Pubblicato da stefomec | Cultura e società, Francia, Informazione, Papa Benedetto XVI, Religione, le Figaro | | 1 Commento

BASTA Beppe Grillo!!!

Oggi è il 25 aprile, amici lettori. Ricorre il 63° anniversario della Liberazione, ovvero dalla fine dell’oppressione nazi-fascista sull’Italia, e l’inizio della riscossa popolare che avrebbe ricondotto il nostro paese sulla strada santa della Democrazia. Oggi, per l’appunto, si celebra la riscossa degli italiani sulla dittatura Hitleriano-Mussoliniana, e non altro.

Oggi però a Torino c’è stato l’ennesimo show di Beppe Grillo. Di per se, gli argomenti che ha trattato nel suo più moderato V-DAY hanno un fondo di verità, ma qual’è il modo di dirlo? Offendere la televisione pubblica? Offendere il premier in pectore? Offendere Giorgio Napolitano, il nostro presidente, il capo della nazione, la figura super-partes per eccellenza, il rappresentante dell’unità nazionale, dandogli del cadavere, del morfeo, e quant’altro? Bel rispetto, complimenti. Questo è il tonfo della Democrazia.

Del resto Giorgio Napolitano è un mentecatto, no? Un uomo che ha combattuto per liberare l’Italia dal totalitarismo di Mussolini, un uomo di profonda cultura politica, un uomo che è stato presidente della Camera dei Deputati, lo vogliamo paragonare a Sua Coglionità Beppe Grillo il Magnifico? Mai sia, chissà che non ci arrestino per mendacio! Prostriamoci a Beppe Grillo, diamogli vinte le sue lotte per imbarbarire l’Italia, facciamo che il New York Times, giornale che su questo frangente ha perso la mia stima e quella di molti altri, lo erga ad eroe nazionale. Del resto, la figura di Giuseppe Garibaldi era troppo vecchia, e quando le cose sono vecchie si cambiano, pur essendo, il nuovo, peggio del vecchio.

Ma non solo, amici, compagni, compatrioti, fratelli: Beppe Grillo si diverte anche ad attaccare la religione! E certo, mi direte voi, cosa gliene può fregare ad un ateo della religione? A lui niente, ma a me e quelli che come me credono, molto. In questo video, uploadato sulla piattaforma YouTube, tre pseudo-vecchiette prendono in giro il costume della preghiera, invitando il popolo a prestare ascolto alla Lettera di Beppe Grillo agli Italiani, chiara presa per il culo (scusate il termine) delle lettere contenute nel Vangelo.

Beh, lettori, questo è quello che ci meritiamo. Il Comune di Torino, la Questura e tutti gli organi che autorizzano lo svolgimento di queste manifestazioni hanno, naturalmente, acconsentito allo svolgimento della manifestazione, e una gran folla di foche ammaestrate dal coglione con la tutina rossa con le spalline e il pesce in mano le ha incantate. Se non si fosse capita la sottile ironia, Grillo è il coglione e le foche sono gli italiani, quelli che gli danno retta, incitandolo in piazza, e sul suo blog. Bel blog, già, bel modo di usare un mezzo così utile.

Sono quasi stufo di questo Beppe Grillo, e forse mi stuferò di parlarne, però, amici, voi che siete lungimiranti dovete darmi retta: ribellatevi, ribellatevi al relativismo dell’idiozia grilliana, ribellatevi a coloro che offendono i simboli della nostra Patria, ribellatevi a questo idiota! Combattiamo, facciamo di tutto, affinché Grillo non possa più nuocere all’Italia e agli italiani tutti. Fermiamo questo pazzo, fermiamolo, disertiamo il suo blog, le sue manifestazioni, manifestiamo, sì, manifestiamo! Facciamo noi il V-DAY, ma contro il Grillo parlante.

E per chiudere, anche se la nota maleducata non è il modo migliore di chiudere, lasciate che ve lo dica, e siate voi a ripeterlo, e a scatenare le coscienze a questo grido: BEPPE GRILLO, VAFFANCULO!!!

Post Scriptum: non sono l’unico che la pensa in questo modo: leggete QUI

25.04.08 Pubblicato da stefomec | Beppe Grillo, Cultura e società, Giorgio Napolitano, Informazione, Religione, Torino | | 3 Commenti

Buon Compleanno, Santo Padre!

Buon Compleanno al nostro Santo Padre Benedetto XVI che quest’oggi, nel pieno della visita ufficiale negli Stati Uniti d’America, celebra il suo 81esimo compleanno. Un altro bel traguardo per un uomo straordinario, dalle virtù eccezionali, un papa che, ereditando la “pesante eredità” di Giovanni Paolo II si pensava che non potesse essere incisivo, ma che ogni giorno che passa ci dimostra la sua straordinarietà.

Un uomo eccezionale, che sta risvegliando il piacere di una Chiesa dedita allo studio dei dogmi, dei grandi temi morali, e al contempo un pontefice vicino alla gente, timido, con quel sorriso sempre accennato e nascosto per paura di sembrare troppo poco protocollare ma che rivela un animo estremamente nobile. Senza nulla togliere al suo predecessore, ma ho sempre detto di preferire Benedetto XVI; sia perché l’ho visto nella sua veste sin dall’inizio del suo pontificato, sia perché rispecchia una identità fondamentale della Chiesa, quella impegnata nei dilemmi morali e nei grandi temi sociali, e sia perché ha una faccia troppo, troppo simpatica :D

Purtroppo molti, anzi, diciamo quasi tutti, ma in particolare i comunisti e tutta la loro schiera anti-clericale vedono nel pontefice un nemico della società, e della società moderna, però si smentiscono da soli, poiché attualmente non c’è un’autorità morale come il papa, inteso come capo della Chiesa Cattolica, salvo eccezion fatta per Sua Santità il Dalai Lama, il quale purtroppo combatte ogni giorno contro i (guarda caso rossi) cinesi per ottenere un Tibet libero ed una Cina democratica. Ecco, si può dire che sia il Papa che il Dalai Lama hanno un “nemico” in comune: il pontefice rivendica il diritto di nominare i vescovi della Chiesa Cattolica quando è l’Assemblea Popolare a nominarli (fa molto Impero Germanico durante il Medioevo, quando l’imperatore pretendeva di usare l’autorità laica su temi religiosi) e maggiore libertà religiosa, e il Dalai Lama rivendica un Tibet libero e la possibilità per i monaci di professare la propria religione.

La Cina, senza giri di parole, è un nemico, del popolo, della democrazia, del culto, dell’Occidente, eppure gli è stato permesso di organizzare le Olimpiadi, che sono il trionfo della pace e della pacifica convivenza tra i popoli. Forse, credo che Benedetto XVI, per dare ulteriore importanza al suo pontificato, potrà/dovrà dialogare con Gyatso per “studiare” una soluzione comune ad un problema comune.

Per ora, mi limito, come già fatto dal presidente George W. Bush in pompa magna, e dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni, a riformulare il mio più vivo augurio di un felice e sereno compleanno al nostro grande Papa, e ad augurargli 100 di questi giorni!

16.04.08 Pubblicato da stefomec | Cina, Cultura e società, Dalai Lama, Papa Benedetto XVI, Religione | | Nessun Commento

Parliamo del prossimo Governo Berlusconi

Come già tutti ben saprete, Silvio Berlusconi è il nuovo premier eletto della nostra sempre amata nazione. Grande soddisfazione per una vittoria preannunciata, ma non sicuramente con un margine così ampio, che consentirà una piena e serena governabilità. Ma con queste elezioni le vittorie sono molteplici, e non riguardano solo la ripartizione dei seggi, ma molti fattori:

  1. Per la prima volta, ci siamo liberati dell’estremismo di sinistra fatto dal Partito Socialista e dai comunisti de la Sinistra- l’Arcobaleno, e abbiamo dato vita ad un Parlamento dominato da due grandi forze democratiche rappresentatrici delle due linee politiche dominanti nel paese, il centro-destra ed il centro-sinistra.
  2. Si è creato un Parlamento più semplice, senza più micro partitini che rivendicavano chissà quali e quanti seggi da chissà quali e quanti partiti dai quali si erano scissi. Ora alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica ci sono due coalizioni, e 8 partiti (PDL, PD, IDV, LN, MPA, UDC, SVP, VDA) che sicuramente inaugureranno una nuova politica italiana
  3. Con queste elezioni si sancisce una stagione nuova, quella tanto cara a Veltroni ma guidata dal sempre efficace Berlusconi, una stagione che dovrà assolutamente essere fatta di larghissime maggioranze per approvare le riforme necessarie ad un paese che, come tutto il mondo, si avvia ad affrontare i mesi più difficili dal 1929, con il crollo della Borsa di New York.
  4. Con queste elezioni si è data vita a quella che in molti hanno ribattezzato la Terza Repubblica, che finalmente (speriamo) porterà governi stabili, duraturi, non più nelle mani minacciose di Mastelliani, Diniani, Casiniani, Buttiglioniani o qualunque altro.

Il leader del Popolo della Libertà è chiamato, nella sua nuova (pur essendo il suo quarto mandato) veste, ad affrontare sfide difficili per il bene del paese, e Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini, rappresentanti delle due forze di opposizione, sono chiamati a dare il loro incondizionato appoggio per garantire un rapido riavvicinamento agli standard europei e un veloce rialzamento dell’Italia, come recitava lo slogan elettorale dei vincenti. Gli italiani, con un pizzico di lungimiranza che spero stiano cominciando ad acquisire, dovranno mettersi in testa che non ci aspettano rose e fiori, ne a noi ne tanto meno  agli stati anche più ricchi di noi, Stati Uniti e Germania in testa, poiché stiamo risentendo della crisi dei Mutui Subprime. Inutile sarà protestare per i pochi soldi nei portafogli o per alcune riforme che forse non saranno popolari, ma nel breve-medio termine ci consentiranno di non finire come l’Argentina all’inizio del millennio in corso, quando gli investitori e il paese tutto finì nel caos. Ricordate le rivolte, le distruzioni, i morti negli scontri? Non è degno dell’Italia, quindi lavoriamo tutti insieme per superare la crisi e tornare a dominare, nel modo più positivo possibile, la scena mondiale.

Se rialzeremo insieme l’Italia, la vera Italia, come la vorremmo tutti, si potrà fare, e la faremo!

15.04.08 Pubblicato da stefomec | Elezioni politiche 2008, Politics, Silvio Berlusconi, Walter Veltroni | | 1 Commento

Il Zapatero-Bis all’insegna delle “ministre”

Nella giornata di ieri, José Luis Rodríguez Zapatero ha giurato per la seconda volta consecutiva fedeltà al Regno di Spagna, nelle vesti di primo ministro, la seconda carica più importante dopo quella del Re, l’italo-spagnolo Juan Carlos I. Questo governo, che aspira a governare la fresca, giovane e dinamica nazione spagnola per i prossimi 4 anni, è composto da 17 ministri, non pochi, non troppi; la vera novità però è che 9 ministri sono in realtà ministre, donne, donne! Per la prima volta nella storia iberica, e forse anche mondiale, un consiglio dei ministri è composto più da donne che da uomini, e uno dei ministeri chiave, ovvero quello della Difesa, è assegnato ad una esponente del gentil sesso.

Zapatero, del quale non condivido assolutamente l’ideologia politica, sta però mostrando ai suoi connazionali e al mondo la dinamicità della sua patria: cresce bene e cresce molto, è dinamica, la giustizia funziona bene e i prezzi non strangolano i ceti meno abbienti; basti infatti pensare che un litro di latte costa poco meno di un euro, mentre nel Bel Paese supera abbondantemente quota 1,60. La Spagna ha la pretesa di scavalcare l’Italia, ma nonostante Romano Prodi lo abbia smentito categoricamente, e seppure questa smentita abbia ragione, c’è da dire che la nazione spagnola si appresta a diventare importante come la Spagna e a posizionarsi alle costole del colosso Deutschland.

Questa è una lezione, amici lettori, anzi, sono diverse lezioni messe insieme:

  1. Un governo che applica la politica del fare, e la politica del fare produce risultati, è un governo che i cittadini riconfermeranno fino all’infinito, perché garantisce stabilità e prosperità al paese
  2. Le donne sono più lungimiranti, perché applicano modelli base su scala governativa, e hanno sempre ragione. Dare fiducia alle donne significa dare fiducia in una politica nuova, in una politica che pensa al popolo e non nella politica maschilista e fallocentrica. Nel mio piccolo, mi ritengo un femminista, ma non un combattente o un abortista, solamente sono sicuro che più donne al potere sarebbero necessarie.

Ho voluto parlarvi della Spagna per non parlare dell’Italia, poiché sulle mie parole sarebbero finite scintille troppo pericolose. Spero che non vorrete strumentalizzare anche questo mio post, oh miei soliti contestatori! Per chiudere, però, lasciatemi dire: ¡Viva la España!

13.04.08 Pubblicato da stefomec | Politics, Spagna, Zapatero | | 2 Commenti

Comunicazione di servizio

Volevo informare tutti i carissimi lettori che il mio post sulla “Conferenza” che Francesco Paresce ha tenuto qualche tempo fa nel mio liceo è stato notato dalla Di Renzo Editore, la quale mi ha fatto la bellissima sorpresa di omaggiarmi, per l’interessante post appunto, di 3 pubblicazioni di carattere scientifico, consegnatemi personalmente dal preside, ieri mattina, in un clima estremamente imbarazzante. Mai avrei immaginato che questi impiccioni ;) avessero trovato il mio blog, quel post, e l’avessero selezionato. Beh, che dire, ne sono felice, ma il fatto che finisca sul giornalino della scuola, uhm, sì, dai, sono felice anche per quello!

08.04.08 Pubblicato da stefomec | Cultura e società, Ego sum | | 2 Commenti