La nuova frontiera dell’odio nella politica? Antonio Di Pietro, e chi se no?
Ahi, serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello! (Dante Alighieri, la Divina Commedia)
C’era una volta c’era l’antiberlusconismo del vecchio Romano Prodi, quello dei comunisti, che era quasi civile, ora c’è l’antiberlusconismo di Antonio Di Pietro, anzi, c’è la questione Di Pietro. Quest’uomo sta creando scompiglio nella politica, sta innescando la miccia dell’odio che il ben noto Veltrusconi sembrava aver allontanato per sempre, lasciando spazio alla tanto sperata collaborazione tra maggioranza e opposizione. E invece no…
Di Pietro tira fuori vecchi discorsi, vecchi odi, e promette un’opposizione dura, inflessibile, senza sconti. Quindi, cosa propone ai suoi elettori? Di non appoggiare nessun provvedimento che invece la squadra del vero centro-sinistra appoggerebbe, così come farebbe l’UDC. Antonio Di Pietro vuole il male del paese, il male che non ci serve, il male che fa male (gioco di parole cacofonico, ma efficace). La legislatura che si è appena aperta ha tutti gli elementi per riformare il nostro amatissimo paese, grazie al PDL, ma grazie anche, e soprattutto, al contributo del PD, che ha varato il cosiddetto Governo Ombra.
Per chi non lo sapesse, il governo ombra è una tradizione politica anglosassone; il partito all’opposizione, dato che la Camera dei Comuni e la Camera dei Lord sono squisitamente bipartitiche, e dunque bipolari, forma una sua squadra di governo i quali, volta per volta, analizzano i provvedimenti e le leggi che presenta la maggioranza, fanno le loro critiche, doverose, e contribuiscono a rendere migliori le idee del Governo. Un’idea che è piaciuta al premier, Silvio Berlusconi, e che sinceramente, dopo le prime renitenze, ha convinto anche chi vi scrive. E già, perché questo è solo uno dei segni della politica che cambia, una politica finalmente utile, la politica del fare, e non la politica del ciaccolare e ciccioneggiare, come recita la Paola Cortellesi imitando la Daniela Santanchè nel video linkato precedentemente, una politica che, INSIEME, riporterà l’Italia agli antichi splendori.
Ma in questo progetto di collaborazione Di Pietro non c’è, certo, lui è un politico vecchio stampo, che non cambia, che attacca… anche se Di Pietro con la politica non c’entra una mazza. Ebbene, io parlo a voi, amici del Partito Democratico, voi, che avete costituito il partito unitario del centro-sinistra, voi, che avete eletto Walter Veltroni alla guida del partito (anzi, noi l’abbiamo eletto, visto che anche io ho partecipato alle primarie), voi dovete ribellarvi agli atteggiamenti pieni di odio di questo falso politico, di questo giustizialista, di quest’uomo che nulla vale, e dirgli: «Noi abbiamo chiuso con la politica dell’odio, e vogliamo collaborare per rendere l’Italia un posto migliore. Se non ti sta bene, vai ad allearti con le Brigate Rosse».
Abbiamo un Parlamento più bello, ora, con due partiti maggiori e due piccole forze residue (IDV e UDC), senza comunisti, senza socialisti, senza fascisti, senza quella destra che di democratico ha poco e di neo-fascista troppo, non roviniamo questa occasione. Walter, Silvio, Pier Ferdinando, e anche tu, Antonio, lavorate per questi anni a venire per riportare il paese sulle rotaie di un’Alta Velocità che agogniamo tutti da tanto, troppo, veramente troppo tempo.
Rimettiamo in sella l’Italia, insieme, senza odio, ma con l’impegno e la serietà che l’Italia merita e si aspetta!



