Posted by: stefomec on: 16 Giugno 2009
In Italia ci sono un sacco di polemiche su Silvio Berlusconi che mette a disposizione i voli di Stato – su bellissimi Falcon della Presidenza del Consiglio – per le sue amichette, con inchieste, rinvii a giudizio e roba varia. In Spagna, la Regina Sofia viaggia con voli Ryanair: precisamente, la moglie di Don Juan Carlos I ha viaggiato da Londra a Santander poiché doveva recarsi con urgenza nella città spagnola per fare visita al fratello, da poco operato. E così, ha speso 13 € (13 lei + altri 26 per le guardie del corpo – ammesso che fossero 2 e non di più) per un volo low-cost.
C’è chi considererebbe l’evento scandaloso, chi potrebbe dire che è una caduta di stile, invece è un atto estremamente apprezzabile per il risparmio economico, ma giustificato ufficialmente dal fatto che i voli di Stato sono riservati unicamente al Monarca. Qui, invece, si fanno viaggiare sui voli di Stato porci e cani, e i casi sono così tanti che non mi metto neanche ad elencarli.
E poi, scusate, ha anche dato spunto ai giornali per scrivere qualcosa, e ai turisti spagnoli per volare una volta tanto in compagnia della tanto amata regina. Vuoi mettere la soddisfazione?
Silvio, vola anche tu in Ryanair, SI RISPARMIA!
Posted by: stefomec on: 16 Giugno 2009
Corriere della Sera dedica l’approfondimento di oggi ai disagi delle ferrovie venete, proseguendo una “linea” iniziata ieri con il racconto delle disavventure dei pendolari lombardi. Il tema è di stretta attualità, specie per chi preferisce il caro vecchio sistema ferroviario per recarsi al lavoro (o a scuola, o dove preferisce) a posto dell’automobile.
Il pendolare lo preferisce, in cuor suo, perché sa che – tecnicamente – punta ad un trasporto ecosostenibile, sostanzialmente economico sulle rotte a media percorrenza e che non richiede l’intervento proprio (può cioè godersi il viaggio senza preoccuparsi né di guidare e né di doversi fermare al primo autogrill o alla prima deviazione boschiva per fare un urgente “bisognino”). Ma sono tutte speranze disattese, puntualmente, dalla pessima gestione economica ed amministrativa delle Ferrovie dello Stato.
Facciamo alcuni esempi: il costo/km della nuovissima Alta Velocità, il servizio che entro la fine del 2009 collegherà Milano e Roma in 3 ore (contro le attuali 3′30h, dovute ai lavori di completamento della tratta appenninica Firenze-Bologna), è di circa 21 mln €, contro una media di 4-5 mln per le ferrovie transalpine e iberiche. Nulla da dire sul TGV, modello di eccellenza ferroviaria (hanno spedito un treno a 574 km/h) mentre una polemica mi duole farla sulle ferrovie regionali spagnole, che da quanto ho notato usano vecchi treni con alimentazione diesel e carrozze di seconda classe piuttosto “scrause”. I nostri ETR-500, recentemente rinominati in Frecciarossa, sono treni esteticamente perfetti, grande lusso, grandi carrozze luminose, con servizi degni della migliore tra le compagnie aeree.
Ma la realtà, o meglio le realtà?
Il j’accuse è sostanzialmente terminato, ed è un j’accuse su cui non potrete non trovarvi d’accordo. Quello che vorrei che voi lettori facciate è proporre delle soluzioni al problema. Io, personalmente, consiglierei di ridurre i prezzi dell’alta velocità, intensificare i controlli sui furbi che viaggiano senza biglietto e, a questi, comminare sanzioni pecuniarie di una certa rilevanza. Inoltre, rimodulare le spese sulle linee “business” dimodoché, qualora sia possibile economizzare, lo si faccia, evitando così di caricare eccessivamente i prezzi dei biglietti per rientrare nella spesa il prima possibile.
Soluzione ancora più utile, invece, è quella di accelerare il processo di liberalizzazione del settore ferroviario affinché nuove compagnie, come la Nuovo Trasporto Viaggiatori di Luca Cordero di Montezemolo possano offrire maggiore concorrenza, più scelta e dunque producano una mole di offerte maggiori. L’entrata in servizio dei treni NTV è prevista per il 2011: perché non anticipare al 2010? Tutto questo per aiutare i passeggeri a scegliere le soluzioni migliori, e soprattutto a risparmiare, cosa che in tempi di crisi male non fa.
Posted by: stefomec on: 9 Giugno 2009
L’ignobile dittatore libico Muammar Gheddafi (frega se non l’ho scritto bene, la mia considerazione per quest’uomo è pressochè pari a zero) bloccherà per qualche giorno la fruizione di Villa Pamphili a Roma, straordinario gioiello architettonico e naturalistico, poiché le autorità italiane capeggiate dal premier Silvio Berlusconi, che più volte ha mostrato una devozione a Gheddafi quasi da posizione a 90 gradi, asseconderanno la richiesta di una “enorme tenda beduina” - dove alloggerà il signorino – da installare proprio nella Villa.
Ma non solo! Analizziamo con una lista veloce veloce i problemi (e gli appuntamenti) che la visita di questo personaggio in cerca d’autore porterà alla Capitale:
Questo “personaggio”, inoltre, incontrerà nella giornata di venerdì circa 700 donne “di rilievo” in un incontro che vedrà presente il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna. Viene da chiedersi cosa una persona così maschilista, adepto di una religione che professa odio e sottomissione per le donne – costrette a coprirsi interamente perché “indegne” -, possa dire di educato, civile ed interessante alle donne italiane. Così come viene da chiedersi qual’è lo scopo della assolutamente indesiderata visita: trascinare Roma nel caos per mezza settimana? Presumibilmente.
Fatto sta che le proteste non mancheranno, in particolare quelle degli studenti dell’Onda – il movimento nato per protestare contro la riforma Gelmini – e dei collettivi autorganizzati del quartiere Monteverde.
A questi gruppi e tutti coloro che intenderanno manifestare in qualsiasi modo il loro disappunto contro l’ospite indesiderato va la mia personale solidarietà e appoggio morale. Io la mia l’ho detta: Gheddafi non è gradito, e non sarò l’unico che la pensa così. Ma purtroppo si sa: con Berlusconi al Governo, dobbiamo sentirne di molteplici…
Posted by: stefomec on: 8 Giugno 2009
Ok, Berlusconi ha vinto. E questo si sapeva: ma non ha vinto poi così trionfalmente, alimentando le speranze di chi vede in una maggiore “frammentazione” della politica un clima tendenzialmente più democratico e non maggioritario fino all’esasperazione. Il PD è felice per un misero 26%, nonostante sia in calo di 7 punti rispetto alle politiche di 1 anno e due mesi fa.
Preoccupano (almeno al sottoscritto, gli altri non saprei), e non poco, le affermazioni della Lega (10,4%) e Italia dei Valori (8%): i partiti “di lotta” rallentano la corsa dell’Italia verso il disegno bipolare e di fatto fanno capire che quasi un quinto dei votanti ha scelto per un cambiamento. Bene l’Unione di Centro, che migliora seppur di poco la prestazione del 13-14 aprile 2008 con circa il 6,5% dei suffragi.
Un voto di astensionismo, che dice: la gente è stufa di Berlusconi – ma lo vota comunque per “ricompensarlo” di un anno di sostanziale buon Governo, ed è stufa della leadership di Franceschini che comunque può contare su una base di fedelissimi. Non è invece stufa – la solita gente – di Bossi e delle manovre contro l’immigrazione della Lega Nord (e quindi spunta una virata xenofoba degli italiani simile alle idee di Le Pen in Francia) e dell’opposizione dura e forte di Antonino Di Pietro. Del resto, chi odia il Cavaliere ritrova dei concreti sentimenti di odio solo nell’Italia dei Valori, che fa dell’antiberlusconismo l’unico cavallo di battaglia da anni.
E Casini? Lui si tiene il suo 6%, ed in fondo fa bene: non è un partito allineato ai “Grandi”, non fa parte del Governo e ha fatto una campagna che – salvo per la candidatura di Emanuele Filiberto di Savoia (son curioso di vedere se sarà eletto) – di particolare e visibile aveva ben poco. Eppure ha convinto il 6% degli elettori: gli eredi della DC piacciono, e in futuro ci si potrà allargare. Basta impegnarsi in fondo.
Posted by: stefomec on: 7 Giugno 2009
Ieri ho aperto i seggi, nel senso che sono andato a votare poco dopo le 15. Al mio, di seggio, c’era già fila: una decina di persone, che venivano scremate a colpi di “un uomo e una donna, grazie”. Poche le attese, molti commenti negativi, nessuno sarebbe infatti in grado di assicurare il bene del cittadino.
Io la mia scelta l’ho fatta, come vi ho già detto nel post precedente: ho scelto per l’Unione di Centro. Ora non so quanto il mio voto sarà servito all’affermazione del partito dell’on. Pier Ferdinando Casini, ma spero che il disegno moderato-cristiano-centrista abbia ottenuto buoni consensi. Lo spero per fermare l’avanzata dei disegni ideologici di Di Pietro e Bossi, nonchè per assestare l’ennesimo duro colpo alla pessima gestione del Partito Democratico e per ridurre l’egocentrismo di Silvio Berlusconi.
Comunque la popolazione votante non si illude: dura la crisi e troppo morbida la risposta del Governo. Freddi i rapporti sociali e calde le notizie di gossip sul Cavaliere. Ha ragione Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: “La ricreazione è finita, si torni a pensare ai problemi del paese”…che di problemi, ce ne sono a bizzeffe!
Posted by: stefomec on: 5 Giugno 2009
Nel linguaggio giornalistico-politico, l’endorsement è la promessa di voto che una persona di particolare fama fa nei confronti di un candidato nelle elezioni. Questo termine lo si sente moltissimo nelle elezioni presidenziali americane, e mai come quest’anno gli endorsement sono andati quasi esclusivamente ad un candidato (e cioè Obama). Quelle che da noi prendono il via domani alle 15.00 e terminano domenica alle 22 non sono elezioni presidenziali ma europee, servono cioè ad eleggere i 72 europarlamentari che spettano all’Italia nell’emiciclo di Bruxelles.
Come neo-18enne, sono chiamato anch’io, insieme ad una carriolata di milioni di italiani, ad esprimere la mia preferenza. In questo post però voglio rivelare le mie intenzioni di voto: non lo faccio per pubblicità o motivi idioti, ma semplicemente per sancire una spaccatura con le mie convinzioni (quasi)incrollabili verso una particolare parte politica che chi mi conosce sa bene qual’è.
Ho deciso di dare fiducia all’Unione di Centro, il solitario progetto di Pier Ferdinando Casini, già alleato dell’attuale presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. E i motivi sono molteplici:
Non farò alcuna campagna elettorale dicendovi: votate questo o non votate quell’altro. Ognuno voti come vuole, io il mio voto so a chi darlo. Perché c’è bisogno di meno lustrini e meno gossip, e più determinazione e voglia di fare al Governo, quello Nazionale e quello Europeo.
Posted by: stefomec on: 9 Maggio 2009
Nella serata di ieri, il Mediavideo (teletext di casa Mediaset) riportava la notizia di una “forte scossa in Abruzzo che avrebbe generato il panico nella popolazione” alle ore 19:08. Scosso (è proprio il caso di dirlo) dalla notizia, ho voluto trovare immediatamente riscontro presso il sito internet dello European-Mediterranean Seismological Centre (Centro Sismologico Europeo-Mediterraneo), che fornisce dati costantemente aggiornati sull’attività sismica dall’Islanda alla Somalia e dal Portogallo alla Russia.
Premettendo che una scossa forte (o strong, nella terminologia inglese) viene inquadrata nella misurazione Richter in una fascia di magnitudo che va da 6,0 a 6,9 (nella quale si inserisce la distruttiva scossa di M6,3 che ha devastato L’Aquila e dintorni), e tenendo presente l’esagerazione solita del comparto giornalistico, ho immaginato che la scossa potesse essere di magnitudo pari o superiore a 4, comunque non simpatica come accompagnamento alla cena.
Ma torniamo alla scossa famigerata: come dicevo, ho rapidamente aperto il sito dell’EMSC, dando un’occhiata attenta alle scosse avvenute nel lasso di tempo indicato dal Mediavideo. Ecco il risultato compatibile:
| 2009-05-08 17:09:59.0 | 42.35 | N | 13.35 | E | 10 | ML | 2.8 | CENTRAL ITALY |
Dunque, mi sono ritrovato davanti una scossa di magnitudo 2,8. Che nella tabella riassuntiva linkata precedentemente, si inquadra nella “classe” Minor (minore, per l’appunto), Generally not felt, but recorded (generalmente non percepita dalla popolazione, ma registrata dai sismografi).
Essendo indubbia la validità della scala Richter e della sismologia in genere, l’unico quesito valido da porsi è: perché gli organi di informazione in genere esagerano le notizie? Il Mediavideo poi non ha vendita, si consulta gratuitamente ed ha un auditorium di persone generalmente più adulto, e quindi suscettibile. I giovani, coloro che lavorano e chi ha familiarità con la tecnologia può molto più facilmente informarsi on-line, e grazie a Dio questa pratica aiuta a districarsi tra le ragnatele del giornalismo vecchio stampo. C’è un particolare piacere – di tipo sessuale o diverso da esso – che scaturisce nel diffondere notizie false, scatenando il panico e la paura tra la gente?
Me lo chiedo spesso, e penso che anche voi lo facciate. Con raziocinio, però, potete consultare più fonti. Fatelo, ne gioverete!
Posted by: stefomec on: 8 Maggio 2009
Milano non fa salire i romani (nel senso di tutti i non milanesi) sulla sua lussuosa Metropolitana? E noi li respingiamo ai caselli, agli aeroporti e alle stazioni della ferrovia! Una dichiarazione simile, magari fatta dal sindaco capitolino Gianni Alemanno susciterebbe sdegno e scandalo, e con buona ragione. Ma parole simili, dette dagli esponenti della Lega Nord, non vengono neanche condannate dalla maggioranza che è al Governo.
In una conferenza stampa in corso pochi minuti fa, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, assicura:
Lo stesso Matteo Salvini ha detto che si trattava di una battuta, di una provocazione che non ha alcun fondamento
Ma non vale. Non valgono le scuse, non vale alcuna marcia indietro – e di marce indietro il Cavaliere ne sa qualcosa – poiché la frase è degna delle leggi razziali, su questo va data ragione a Dario Franceschini. Da romano, da cittadino italiano e da elettore, sono stufo delle minacce e dei continui diktat della Lega Nord. Quando basta, basta; è necessario che il Popolo della Libertà, il premier e lo stesso Bossi, insieme con i ministri padani, si dissocino dalle parole di questo Matteo Salvini. Viviamo o no in una democrazia? Viviamo o no in un paese civile e democratico? Tsk tsk, che brutto biglietto da visita agli elettori del 7 giugno…
Posted by: stefomec on: 14 Febbraio 2009
Scooop! L’ex ministro della Giustizia del Governo Prodi, colui che ha decretato la fine dell’esecutivo del professore, colui che non ha paura di cambiare casacca, l’ha fatto per l’ennesima volta. Parliamo – neanche a dirlo – di Clemente Mastella, che in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del giugno prossimo, verrà candidato nelle liste de Il Popolo della Libertà, il partito di Silvio Berlusconi.
I tre partiti interessati nell’operazione, Forza Italia, Alleanza Nazionale e Udeur, hanno rilasciato un simpatico comunicato traboccante della solita, e irrimediabile, ipocrisia politica; leggiamolo:
«I segretari regionali di Fi-Pdl Nicola Cosentino, di An-Pdl Mario Landolfi e dell’Udeur Antonio Fantini, al termine di un incontro che si è svolto giovedì scorso a Roma, hanno raggiunto un’intesa ritenuta strategica e che parte dalle prossime elezioni comunali e provinciali che si terranno a giugno, per proseguire poi -si legge nel comunicato- in un cammino fatto di programmi e scelte condivise, con l’obiettivo di imprimere, nel solco di una rinnovata cultura bipolare, una svolta vera alle imminenti consultazioni elettorali». «In tal senso -prosegue il comunicato- e al fine di contribuire a realizzare un quadro di alleanze organico, chiaro e coerente, l’Udeur si impegna ad avviare rapidamente una verifica politica in quegli enti locali, a partire dalla provincia di Benevento, dove tale partito è tuttora in coalizione con il centrosinistra. Anche in questo modo si vuole rendere evidente che in Campania è tempo di cambiare mentalità e metodo di governo della cosa pubblica». «Partendo dalla tutela degli esclusivi interessi delle popolazioni interessate, è improcrastinabile puntare su opzioni programmatiche in grado di avviare lo sviluppo e la ripresa economica di una regione lasciata per troppo tempo allo sbando ed al non-governo».
Belle parole, già. Sapevate che Clemente Mastella era stato Ministro del Lavoro nel Governo Berlusconi I? Dopo l’esperienza politica nella Democrazia Cristiana, aveva fondato il CCD insieme a Pier Ferdinando Casini, altro uomo di chiare e durature posizioni politiche, partecipando così al primo governo del Cavaliere. Era poi passato all’Unione, il soggetto politico di centro-sinistra guidato da Prodi, concorrendo – senza successo – alle primarie del 2005 (vinte proprio da Prodi) e divenendo ministro della Giustizia nel 2006. Proprio quel ministro che diede il via all’indulto, lo scandaloso open day delle porte dei carceri italiani, che restituì alla comunità, se non ricordo male, circa 20.000 criminali di cui una buona parte finirono dietro le sbarre poco dopo la scarcerazione. Come per dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Per le elezioni del 13 e 14 aprile 2008, Mastella si trovo scaricato da tutti e tre i poli: non lo voleva la sinistra, perché aveva causato il crollo del Governo, non lo voleva Berlusconi, perché a suo dire gli avrebbe tolto voti, e non lo voleva Casini, perché «la gente non avrebbe capito». Corse da solo, il mastellone, e il risultato lo si conosce bene.
Ora torna a “correre”, dopo una parentesi di aspettativa dalla politica, con la stessa casacca di una volta. Da elettore indeciso per la prossima tornata elettorale, mi vengono da pensare due cose:
Non lo so quale prevarrà a giugno, quando sarà ora di votare.